L'incredibile storia di Maria Pollacci, l'ostetrica dei record

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Photo credit: courtesy photo/rai
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Siete incinta. Magari alla vostra prima gravidanza. E avete una fifa blu (come tutte, o magari perfino un po' di più). Scegliereste mai come ostetrica una 97enne, che non ha mai partorito e non ha mai cresciuto dei bambini? Ok, aspettate a dire "ma anche no", perché ancora non avete ascoltato la storia di Maria Pollacci. Quando la vedrete giovedì 24 giugno a Le ragazze, il programma prodotto da Pesci Combattenti per Rai Tre, vi ricrederete. A dispetto delle apparenze, la nostra è una garanzia ambulante: a 97 anni ha fatto partorire 7.668 bambini. Sì, 7.668 perché all'epoca bisognava tenere il conto a mano e lei l'ha fatto. Il primo di questi quasi ottomila parti risale al 1945, l'ultimo a tre mesi fa. E nessuno - ribadiamo nessuno - è andato mai storto.

I frugoletti sono nati sani e in forza, per la gioia di mamma e papà. Insomma, un vero Guinnes dei primati tant'è vero che Pollacci si è guadagnata l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica, l'appellativo di "ostetrica dei record" e un'ospitata a Sanremo (non varrà quanto un'onorificenza, ma fa comunque curriculum...). Come dicevamo, si è fermata giusto pochi mesi fa a causa di un incidente: si è fatta male al polso e al bacino, dopo essere scivolata. "Non stando molto bene ho preferito fermarmi: voglio finire in bellezza con questo bel ricordo, perché finora è andato sempre tutto bene", spiega Pollacci, per poi aggiungere ridendo: "se dovessi sbagliare proprio ora, i giornalisti si scatenerebbero!".

Immagino sia stata dura fermarsi...

E' stato un enorme dispiacere. Sono venuti in sei a chiedermi di aiutare le loro compagne e ho dovuto dire di no. Mi è spiaciuto moltissimo, mi veniva quasi da piangere, anche perché la nascita è una cosa bellissima e misteriosa. Direi magica. Negli ultimi anni capitava che mi chiamassero quando stavo poco bene ma ogni volta io mi alzavo, andavo da loro e... mi passava tutto! Come se fossi sempre stata in forma!

Quasi ottomila nascite è un vero e proprio record: per certi versi, si sente il braccio destro di Dio, il Suo aiutante?

Sono sempre stata molto credente. Nella mia valigetta portavo sempre con me un'immaginetta della Madonna di Lourdes: era a lei che mi rivolgevo quando ero in difficoltà e, immancabilmente, è sempre andato tutto bene. E' Lei che aiuta me, non viceversa.

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Che idea si è fatta del mistero della vita?

La vita è meravigliosa ma bisogna saperla vivere. Il segreto è pensare agli altri: amare il prossimo, donare se stessi. Io ho trovato così la felicità. Fin da giovane ho sempre dato tutto: tornavo a casa stanca morta ma con un senso di pienezza nel cuore. Per 40 anni ho lavorato come volontaria in una comunità di ragazzi diversamente abili: ricordo che mi dissero che lì usavano i fiori come terapia e io non ne sapevo nulla. Per me le piante erano tutte uguali (ride, ndr) Però, fa niente, mi sono buttata: alla notte assistevo ai parti e poi andavo subito da questi ragazzi. Poi negli anni 70 ho aiutato un medico a fare i pap test: all'epoca le donne si imbarazzavano ad andare da un uomo e così facevo io il prelievo del pap test per le analisi.

Si ricorda ancora il suo primo parto?

E come potrei dimenticarlo? Quel neonato ora ha 77 anni e siamo diventati amici!

Dagli anni '40 a oggi la medicina ha fatto passi da gigante. C'è però qualche tecnica o qualche abitudine del passato che lei ripristinerebbe?

La figura della puericultrice. Quando le donne partoriscono sono stravolte: queste poverette avrebbero bisogno di riposare invece i dottori lasciano loro il bambino per due ore. Le puericultrici sono una risorsa fondamentale che aiuterebbe la donna a riprendere le forze e a vivere con più serenità il post parto. Inoltre farei restare più a lungo le donne in ospedale: una volta restavano 10 giorni, ora invece sono dimesse velocemente. Infine, io sono per fare alla vecchia maniera: il bambino deve magiare ogni 2 ore o 2 ore e mezza. Non va bene attaccarlo sempre al seno. Se piange di notte, lasciatelo piangere. Semmai è utile mantenere dei piccoli accorgimenti come per esempio esporre alla luce il neonato durante il giorno e lasciarlo al buio di notte.

Photo credit: courtesy photo/rai
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Qual è stata invece la conquista maggiore?

Non saprei...

... ero convinta che mi rispondesse l'epidurale.

Non è certo una conquista! Con l'epidurale la donna non riesce a spingere e i medici finiscono per usare la ventosa. Quanti bambini ho visto piangere per il mal di testa... e speriamo fosse solo quello! Il problema non è tanto la gestione del dolore ma la gestione dell'emotività.

In che senso?

E' fondamentale creare un clima di tranquillità e serenità attorno alla donna incinta. Oggi non è facile perché l'ospedale fa fare loro un sacco di esami: troppi! Le trattano come se fossero delle ammalate, invece stanno solo aspettando un figlio. Io alle mie assistite dicevo sempre: "Quando hai dolore, cerca di pensare che lo fai per una cosa bella: per tuo figlio". Stavo loro sempre vicino perché è importante che non si sentano sole. Infine, ma non per importanza, è fondamentale la respirazione: mi creda, è miracolosa! Con me nessuna ha mai chiesto l'epidurale.

Molte persone rivalutano il parto in casa: una scelta rischiosa?

Lo diventa solo se l'ostetrica non è preparata e ha poca pratica alle spalle. Io sapevo capire subito la situazione, se la madre andava o meno ospedalizzata.

Photo credit: courtesy photo/Rai
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Lei è favorevole all'aborto?

Onestamente no. Capisco che in alcune situazioni sarebbe preferibile che il bambino non nasca, ma in generale sono a favore della vita, non della morte. Le racconto un aneddoto. Anni fa le famiglie erano meno istruite e spesso le ragazze madri venivano scacciate di casa se non accettavano di abortire. Una di queste era venuta da me, per abortire, ma io le spiegai che non sarei mai stata in grado di far del male al figlio che portava in grembo. Davanti al mio rifiuto lei si disperò: la famiglia l'aveva buttata fuori di casa, il fidanzato l'aveva rinnegata e si era ridotta a dormire in un fienile. Allora io l'ho presa a casa mia. Parlando con lei mi raccontò che aveva una zia in Venezuela, senza figli: le suggerii di scriverle e, per fortuna, la zia le rispose di tenere il bambino e di trasferirsi a vivere da lei. Adesso suo figlio è un bravissimo primario!

Le manca non aver avuto una famiglia tutta sua?

No. Ci rinunciai dopo che il mio fidanzato morì, a un mese dal matrimonio, a causa di un incidente stradale. Ma va bene così: è come se avessi 7mila figli e le loro madri mi chiamano ancora adesso, passano a trovarmi, mi telefonano. Non sono sola. Non lo sono mai stata.

Tra tre anni compirà 100 anni: è pronta?

Prontissima! Se sto in salute, mi fa piacere diventare centenaria.

Dopo aver vissuto immersa nel mistero della vita, ha paura della morte?

No. Non mi fa paura. Ho la fede che mi sostiene e sento di avere vissuto una vita piena: sono l'ostetrica dei record, a 97 anni c'è ancora chi ha fiducia in me e mi vorrebbe come sua ostetrica, sono diventata Cavaliere al Merito, mi hanno chiamato per Sanremo e ora anche per questo programma di RaiTre: più di così!

Photo credit: courtesy photo/Rai
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