L'Inghilterra potrebbe essere la prima a introdurre la fat tax, che tassa (tanto) il cibo spazzatura

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Merende, snack, patatine, ma anche cibi precotti con un alto contenuto di sale potrebbero presto costare molto di più in Inghilterra, che per ridurre le cause di morte da malnutrizione, obesità, diabete e malattie cardiovascolari connesse alla dieta sta pensando di varare la prima fat tax al mondo. Per ridurre il consumo di zuccheri e sale e contrastare gli effetti nocivi del cibo spazzatura, che ogni anno causa al Paese 64mila morti e costa all'economia circa 74 miliardi di sterline, Henry Dimbleby, membro del Dipartimento per l'ambiente, l'alimentazione e gli affari rurali nonché fondatore della catena di ristoranti Leon, ha lanciato l'idea di una "snack tax", un'imposta cioè che tasserebbe lo zucchero di 3 sterline al chilogrammo e il sale venduto all'ingrosso per gli alimenti trasformati di ristoranti e aziende di ristorazione di 6 sterline al chilogrammo.

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La proposta rientra nella nuova Strategia alimentare nazionale pubblicata da Dimbleby nella quale il businessman spiega come la tassa incoraggerebbe le imprese a riformulare le proprie ricette o a ridurre le dimensioni delle porzioni con un conseguente beneficio per i consumatori e per il Servizio Sanitario Nazionale, che già in epoca pre-Covid era fortemente gravato da pazienti over 45 con patologie gravi legate a diete malsane e cattive abitudini alimentari. "Gli amministratori delegati delle principali aziende alimentari ci hanno detto privatamente che non possono apportare questi cambiamenti senza l'intervento del governo – si legge nella relazione, riportata dal Daily Mail –. Hanno bisogno di condizioni di parità se vogliono iniziare a rendere i loro prodotti più sani, altrimenti la concorrenza semplicemente si sposterà e li sottoquoterà".

Photo credit: Jena Ardell - Getty Images
Photo credit: Jena Ardell - Getty Images

Il rapporto spiega come la tassa su zucchero e sale inietterebbe nelle casse dello Stato fino 3,4 miliardi di sterline all'anno (2,8 miliardi di sterline per gli alimenti zuccherini, 630 milioni per il sale), cifra che verrebbe reinvestita in programmi per migliorare la dieta delle persone nelle comunità svantaggiate ed educare a una corretta alimentazione i ragazzi delle scuole con tanto di lezioni di cucina e tour nei supermercati per imparare fin da giovani a fare acquisti consapevoli. Stando ai calcoli predittivi degli autori del report la "snack tax" ridurrebbe l'assunzione media di zucchero da 4g a 10 g a persona al giorno, l'assunzione di sale da 0,2 g a 0,6 g e le calorie tra 15 e 38 kcal.

Photo credit: Eleonora Festari / EyeEm - Getty Images
Photo credit: Eleonora Festari / EyeEm - Getty Images

Ieri sera medici e sanitari hanno accolto con favore la proposta di legge, convinti che la tassa, incoraggiando una dieta più equilibrata, ridurrebbe la necessità di farmaci e trattamenti costosi. Più cauto l'Ente commerciale dell'industria alimentare e delle bevande, secondo cui la "fat tax" sarebbe solo un ulteriore costo per i consumatori che per avere lo stesso prodotto sarebbero disposti a pagare prezzi più elevati nei ristoranti e nei supermercati. Dello stesso parere Kate Halliwell, responsabile della Food and Drink Federation: "Una tassa sul sale e sullo zucchero alla fine avrà un impatto su quelle famiglie che stanno già lottando per sbarcare il lunario, rendendo più costosi per loro cibi e bevande". E dalle colonne del Daily Mail aggiunge: "Dopo molti anni di pressioni sui costi, le imprese del nostro settore stanno già operando con margini molto ristretti e qualsiasi ulteriore costo verrebbe semplicemente trasmesso al consumatore sotto forma di prezzi alimentari più elevati".

Photo credit: Maskot - Getty Images
Photo credit: Maskot - Getty Images

A far propendere da più parti per una "snack tax" sono i dati. Come ricorda il giornale inglese, su una popolazione di 56 milioni di perone in Gran Bretagna, ci sono circa 13 milioni di adulti obesi, esattamente il doppio di 20 anni fa. Ancora più preoccupanti i dati sull'infanzia: quasi un bambino su quattro inizia l'asilo in sovrappeso o obeso, mentre più di uno su tre soffre di disturbi alimentari entro la fine della scuola elementare. "Al momento – spiega la scrittrice e attivista alimentare Rose Prince – 1 sterlina ogni 8 viene spesa per l'assistenza sanitaria per combattere il diabete di tipo 2, la forma di diabete in gran parte correlata alla dieta e al peso, e che porta con sé un aumento del rischio di tumori e malattie cardiovascolari".

Photo credit: Donald Iain Smith - Getty Images
Photo credit: Donald Iain Smith - Getty Images

Per raggiungere gli obiettivi del governo in materia di salute, cambiamenti climatici e natura, la dieta della nazione deve cambiare drasticamente entro il 2032, avverte il rapporto. Il consumo di frutta e verdura dovrà aumentare del 30% e l'assunzione di fibre del 50%, mentre il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi, sale e zucchero dovrà scendere del 25% e il consumo di carne del 30%. "Con la giusta leadership da parte del governo, è ben in nostro potere cambiare il sistema in modo da rende più sani sia noi che il Pianeta" ha dichiarato Dimbleby, memore di come l'introduzione di una tassa sullo zucchero delle bevande analcoliche nell'aprile 2018 abbia prodotto ottimi risultati. Un rapporto di marzo 2019 ha mostrato che le vendite di bevande ad alto contenuto di zucchero – quelle cioè con più di 8 g di zucchero per 100 ml – sono diminuite del 44% per famiglia da un anno con l'altro. Ai tempi fu la stessa San Pellegrino a ridurre quasi a zero il contenuto zuccherino delle proprie bevande frizzanti. Dopo di lei, altre aziende seguirono (l'ottimo) esempio.

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