L'interior design del camming è in otto stucchi ispirati alle stanze più intime del web

Di Carlotta Marelli
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Photo credit: Courtesy Photo
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From ELLE Decor

Daryn Parker, il vice presidente della piattaforma di live webcam per adulti CamSoda, ha raccontato al New York Times che a marzo di quest’anno il sito ha avuto un aumento del 37% nelle iscrizioni di nuovi “webcam model” rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, mentre Bella French, co-fondatrice e CEO del sito di camming ManyVids ha riportato un aumento del 69%. Dati a cui corrisponde un aumento ancora maggiore di nuovi visitatori (il doppio, secondo CamSoda).

Al mondo delle chat room erotiche il magazine americano dedica un lungo reportage, che analizza soprattutto gli aspetti umani ed economici di una professione poco normata e tutelata.

Giorgio Gasco e Gianmaria Della Ratta hanno invece provato a guardare al fenomeno del camming attraverso l’occhio dei designer, partendo dalla lettura dell’universo domestico delle camgirl per arrivare all’elaborazione di Digital Muses, una famiglia di stucchi decorativi presentata alla Galerie Lecq di Rotterdam durante l’edizione (virtuale) della Dutch Design Week 2020.

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Tra l’analisi iniziale e il prodotto finale corre un’analisi sociologica che ha a che vedere con la “cultura della camera da letto”, il luogo in cui i giovani sviluppano la loro identità e che, man mano che crescono, si evolve per abbracciare sottoculture provenienti dalla strada o mondi virtuali.

In questo senso, le camere da letto reali eppure estremamente virtuali da cui le camgirl interagiscono con il loro pubblico meritano uno studio che superi l’idea superficiale e stereotipata che ruota attorno a questo mondo. E il design ha un ruolo tutt’altro che marginale: “Una ragazza, in particolare, mi ha detto che cerca di vestirsi in base alla stanza [in cui si trova]” racconta Gasco durante un live panel promosso da Dezeen in occasione della DDW 2020, in cui i due designer discutevano di intimità e spazio insieme a Li Edelkoort e Sabine Marcelis. La relazione tra abiti e sfondo è uno degli elementi più importanti del lavoro, quella che in pochi secondi porta uno spettatore a scegliere di “entrare” in una stanza piuttosto che in un’altra, e ha dato origine a un linguaggio visivo fatto di declinazioni del rosa e del viola, luci LED, cuscini, veli e tende, testate capitonné, pelle e pellicce, piume: una narrazione teatralmente femminile, a metà tra il centro messaggi e la camera da letto di un’adolescente.

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Gli arredi delle camere delle camgirl sono gli elementi che danno autenticità a uno spazio pensato per l’occhio fisso della webcam, coreografie da abitare con il corpo a favore di un punto di vista fisso e sempre uguale a sé stesso che divide lo spazio in due zone definite: ciò che sta dentro e ciò che sta fuori dal campo visivo.

Analizzando le stanze delle camgirl, intervistandole ed estrapolando dal loro mondo simboli, linguaggi, ambientazioni e atteggiamenti, i designer hanno messo a punto otto elementi decorativi da parete in gesso con elementi come cherubini, delfini e vibratori. Un linguaggio tradizionale come quello del bassorilievo, da sempre usato in architettura con una forte valenza simbolica, diventa portatore di stimoli formali, estetici e visivi nuovi. Pezzi di una narrazione di un movimento digitale e allo stesso tempo profondamente reale, con le sue storie, i suoi messaggi e i suoi simboli.

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