L'intrigante storia dello Château de Chenonceau, il castello dell'ultima sfilata di Chanel

Di Micol Passariello
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Photo credit: GUILLAUME SOUVANT - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

Questa è una storia tutta al femminile, piena di passione, intrighi amorosi e ricchezza. È la storia dello Château de Chenonceau, castello da favola nella Valle della Loira, Monumento storico di Francia dal 1840. Venne eretto tra il 1515 e il 1521, al posto di un vecchio maniero, per volere di Thomas Bohier, il tesoriere dei re Carlo VIII, Luigi XII e Francesco I, che fece distruggere l’antica costruzione – salvò solo la torre quattrocentesca - per avere un castello da fiaba, degno della grandeur di una regina. Il maniero infatti era una dedica d’amore per la moglie, Catherine Briçonnet, famosa socialite dell’epoca, amante delle feste, dei vizi e della bella vita. Per anni, tra queste magnifiche sale, Catherine visse tra agi e lussi, intrattenendo la nobiltà francese (re compresi) con eleganti balli, ricevimenti da sogno e ricchi banchetti.

Ma i Bohier vivevano (molto) al di sopra delle loro possibilità. Dopo la loro morte lasciarono in eredità al figlio Antoine il castello, assieme a un mare di debiti: per saldarli Antoine dovette cedere la fortezza alla Corona. Finì nelle mani di Enrico II, che lo donò alla sua amante, la bellissima Diana di Poitiers. Nobile, intelligente, furba, intrigante, pur essendo di vent'anni più grande del suo amante, influenzava il re in ogni decisione, tanto da mettere in un angolo la moglie Caterina de' Medici. Prima riuscì a farsi nominare duchessa del Valentinois e poi diventò una delle donne più influenti dell'epoca. Fece di Chenonceau una vera opera d’arte. Fu lei a realizzare il ponte sul fiume e gli splendidi giardini affacciati sullo specchio d’acqua.

Photo credit: GUILLAUME SOUVANT - Getty Images
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Una volta morto Enrico II, la vedova Caterina de' Medici cacciò Diane dal castello, trasformandolo nella sua residenza privata. Ovviamente spese una fortuna per cambiare tutto, arredi, quadri, opere, decor, volle un parco ancora più sfarzoso e fece costruire una nuova galleria a due piani, sospesa sul ponte che sovrasta il fiume Cher. Con lei il castello continuò a splendere di vita e opulenza, con un ricevimento dietro l’altro, cene di gala, danze, ospiti illustri, compresa la leggendaria festa del 1560, quando, per l'ascesa al trono del figlio Francesco II, Caterina organizzò il primo spettacolo pirotecnico della storia del paese: nessuno aveva mai visto niente di simile.

Photo credit: DEA / G. SIOEN - Getty Images
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Dopo Caterina, Chenonceau passò prima a Luisa di Lorena e poi, nel secolo dei Lumi, a Luise Dupin, che lo trasforma in un salone letterario e uno spazio per le arti, mantenendo viva l’eredità festaiola del posto, fino alla sua morte. Conosciuto anche come il Castello delle Dame, Chenonceau incarna tutta la grazia femminile delle donne che l’hanno abitato nei secoli. Nella galleria medicea, con il pavimento a scacchi e il soffitto intarsiato, sembra ancora di sentire risate, musica e gonne volteggiare, durante le grandi feste a corte.

Photo credit: DEA / W. BUSS - Getty Images
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Capolavoro rinascimentale, è uno sfoggio di sontuosità in ogni dettaglio, dalle inestimabili collezioni d’arte ai saloni prestigiosi, dalla ricchezza degli arredi rinascimentali e degli ornamenti alla finezza del mobilio, gli arazzi delle Fiandre e le collezioni dei grandi maestri. Alle pareti sfilano ritratti di artisti come Murillo, Poussin, Rubens, Il Tintoretto, Correggio, Van Loo o Van Dyck, specchio della nobiltà dell’epoca. I giardini sono la punta di diamante. C’è da perdersi nelle meraviglie che custodiscono, come il suggestivo labirinto circolareo i roseti rampicanti del Giardino di Diana di Poitiers, i fioriti parterre del Giardino di Caterina de Medici e il frivolo parco dei fiori, tipico della tradizione francese dei giardini. Passeggiando tra questi viali bordati da aranci e da arbusti profumati, si rivive l’affascinante storia del Château de Chenonceau.