Lo dice la scienza: chi è felice ha la pelle più luminosa

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Photo credit: Jerome Tisne - Getty Images
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“Ci vogliono settantadue muscoli per fare il broncio ma solo dodici per sorridere”. La citazione letteraria (tratta dalla Versione di Barney, Adelphi editore) è efficace per immaginare il su e giù sottopelle di corde e tiranti. Ma basta a spiegare che cos’è un sorriso?

La chimica della felicità

«La meccanica è solo una parte. Studi di neuroscienze hanno da tempo scoperto che incurvare le labbra ‒ anche non in modo spontaneo ‒ porta il cervello a rilasciare endorfine e serotonina», spiega la neuropsicologa Eleonora Minacapelli con studio a Milano. «Mentre praticare lo yoga della risata, fusione di mimica fisica e tecnica del respiro pranayama, contribuisce allo scatenarsi dei neurotrasmettitori del buonumore, con effetti positivi su pressione arteriosa, ritmo sonno-veglia, e riduzione degli ormoni dello stress». Risultato? Un sistema immunitario più forte, fattore non secondario in questo periodo, che si fonde anche con l’aspetto psicologico: «Se sorridiamo, appariamo più attraenti perché mandiamo un messaggio di accoglienza e benessere», continua la neuropsicologa. «Per mantenere questa condizione positiva bisognerebbe indurre quelli che sono definiti stati di felicità. Una review pubblicata a febbraio ne spiega la chimica e gli equilibri tra le endorfine prodotte dal movimento fisico e l’ossitocina attivata dalle relazioni affettive. Un fluire di sostanze che portano il cervello a uscire da quella condizione definita ruminazione mentale, ingresso della depressione. Per instaurare pensieri positivi è utile anche una routine di esercizi di visualizzazione e di autoconsapevolezza: per esempio, lavare una tazza focalizzando l’attenzione sulla semplice azione ci predispone alla serenità. Ancora meglio se lo facciamo sorridendo».

A fior di pelle

Non è un caso che una delle immagini più famose del mondo sia proprio lo Smile, l’allegra faccina gialla, creata nel 1963 da Harvey Ball, diventata il simbolo della Giornata Mondiale del sorriso che si celebra dal 1999 ogni 4 ottobre. «Il sorriso è la prima manifestazione fisica di benessere, con effetti anche sul nostro aspetto fisico. Si dice sprizzare felicità da tutti i pori proprio perché anche la pelle mostra le emozioni. È il nostro diario, ma anche la spia di ogni nostro stato d’animo», spiega la dermatologa Anna Graziella Burroni, presidente di Società Italiana Psicodermatologia e dirigente medico del Policlinico San Martino di Genova. «Quando la pelle è felice si nota: attraverso il complesso sistema psico-neuro-immuno-endocrino, che promuove la liberazione di “mediatori del benessere”, risente degli eventi positivi. L’essere felici attiva persino una serie di reazioni chimiche che determinano modificazioni in positivo dell’espressione del Dna. Il colorito diventa roseo e luminoso. Scompaiono i segni della stanchezza come le occhiaie che appesantiscono il viso, e anche gli annessi cutanei, unghie e capelli ne giovano. L’esperienza dell’innamoramento che regala bellezza è di tutti. Ma più semplicemente possiamo veder migliorare la nostra pelle quando siamo in equilibrio, quando il bilancio tra ciò che ci aspettiamo e ciò che realizziamo è positivo. Prendersi cura di sé con una beauty routine quotidiana, un sonno regolare, un’affettività appagata e un’alimentazione corretta sono la miglior ricetta per una cute perfetta».

Cibi del buonumore

Scegliere quegli alimenti che danno equilibrio all’organismo diventa parte integrante della smile therapy. L’impatto dell’alimentazione sulla salute mentale è confermato da ventiquattro studi indipendenti con un campione di due milioni di persone, che raggruppati in una metanalisi hanno dimostrato come una dieta variegata e ad alta densità di nutrienti è stata associata a un minor rischio di depressione. «Smiles (Supporting the Modification of Lifestyle in Lowered Emotional States) è stato il primo trial randomizzato a dimostrare come un certo tipo di alimentazione sia efficace nel migliorare la salute mentale di individui con diagnosi di depressione clinica», spiega Valentina Orneli Draghi, nutrizionista e specialista di medicina funzionale (www.valentinaornelidraghi.com). «Nello specifico la ModiMedDiet del trial prevedeva l’assunzione in dosi ben definite di cereali integrali, ortaggi, frutta, legumi, latticini a basso contenuto di grassi e non zuccherati, noci crude e non salate, pesce, carni rosse magre, pollo, uova, olio d’oliva. Allo stesso tempo la dieta bandiva cibi come dolci, cereali raffinati, fritti, junk food, carni processate e bevande zuccherate». L’unico alcolico consentito era il vino rosso solo durante il pasto e con estrema moderazione. «Una dieta così impostata garantisce una sufficiente assunzione di amminoacidi come triptofano, tirosina, istidina e arginina che vengono utilizzati dal cervello per la sintesi di neurotrasmettitori come dopamina e serotonina»,.

Happy cream

Infine, a contribuire al buonumore e a far sorridere, svolge un ruolo importante la neurocosmesi, la disciplina che studia le reazioni della pelle e dell’organismo a contatto con alcuni principi attivi racchiusi nei trattamenti di ultima generazione. «Peptidi biomimetici, derivati marini e staminali marine abbinate a texture supersensoriali stimolano la chimica neuronale e scatenano reazioni di benessere molto intense», spiega Carla Scesa, docente e specialista di cosmetologia all’Università di Siena. «Non per nulla, profumo e scorrevolezza sono le caratteristiche delle nuove memory cream nate in Corea che si adagiano sulla pelle, adattandosi come il materasso memory, per una sensorialità personalizzata. Il futuro è un benessere sempre più tailor made, costruito sulle esigenze psicofisiche della persona». Non dimentichiamoci poi del make up. «Quando le mascherine spariranno dalla nostra vita, potremmo indossare il rossetto ancora più spesso: il trucco più amato in assoluto dalle donne, perché con il suo colore predispone al buonumore ed esalta il sorriso».