Lo stile inconfondibile di Margaret Thatcher

Di Vittoria Meloni
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Sergio Gaudenti - Getty Images
Photo credit: Sergio Gaudenti - Getty Images

From Harper's BAZAAR

Ci sono lavori che richiedono una divisa. A volte è uguale per tutti, altre volte è caratterizzata da dettagli che indicano ruoli e gerarchie, a volte invece non è neanche necessaria eppure ce la si crea da soli, forse per scudo, forse per comodità. Così fece anche Margaret Thatcher, la prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro britannico. Interpretata da Gillian Anderson in The Crown, la vediamo alle prese fin dai primi episodi con mise azzeccate e non (si veda la sua prima apparizione a Balmoral) ma senza dubbio a marchio Thatcher. Power suits di un blu cobalto, due fili di perle e una borsetta nera rigida sono diventati nell’immaginario comune infatti i simboli della sua persona e del suo governo, ma ecco i significati dietro alle sue scelte di stile, never flashy, alway appropriate come amava ripetere.

I power suit (e l’ossessione per il blu)

Arrivando al numero 10 di Downing Street per la prima volta, il 4 maggio del 1979, Margaret Thathcer indossò un completo blu. Il colore simbolo del suo partito e quel taglio di abito, sarebbero diventati in breve il simbolo del suo potere durante il mandato e più tardi. Figlia di una sarta, Margaret Thatcher era perfettamente conscia del ruolo che l’immagine pubblica avrebbe rivestito per lei, soprattutto in quanto prima donna a ricoprire la carica di Primo Ministro. Power skirts, spalle esagerate, completi firmati da Aquascutum diventarono la sua divisa d’ordinanza. Perfettamente in linea con la sua politica, determinata e autoritaria come solo lei sapeva essere, la Thatcher non rinunciò mai ad un tocco femminile, che spesso si manifestò in colorati fiocchi, perle e nell’inseparabile borsetta. Tra i colori accesi che soleva portare come statement non amava il rosso, che indossò solo per esprimere un messaggio, per esempio quando rassegnò le dimissioni, presagendo l’avvento di Blair e del partito labourista.

Photo credit: PA Images - Getty Images
Photo credit: PA Images - Getty Images

Le sue borsette rigide

Rigide, sobrie, di medie dimensioni, molto spesso di pelle. Le borse di Margaret Thatcher hanno fatto la storia accompagnandola in ogni occasione, vederla senza infatti praticamente impossibile: “Mi piace pensare che la mia borsetta sia la cosa più sicura di tutto il 10 di Downing Street, nulla sfugge dalla mia borsa – dalle altre parti invece forse sì!”, dichiarò il Primo Ministro al The Economist. Simbolo di femminilità ma soprattutto di potere, Margaret Thatcher era solita usare le sue borse come strumento politico al punto tale che l’Oxford English Dictionary si trovò a dover inserire il verbo “handbagged” o “handbagging” nelle sue pagine. Il significato? Attaccare verbalmente una persona o idea spietatamente con forza. L’espressione era nata nel Gabinetto dei ministri del governo Thatcher che negli anni Ottanta la utilizzavano per descrivere una strigliata da parte della donna. La sua preferita, firmata Asprey, è stata venduta all’asta per 35.000 sterline.

Photo credit: Bettmann - Getty Images
Photo credit: Bettmann - Getty Images

Le camicette con il fiocco

Se i completi dalle linee pulite e la pettinatura iconica erano soliti dare al Primo Ministro l’allure di potere che tanto desiderava che i suoi collaboratori, avversari e cittadini vedessero in lei, non era di certo questa la missione affidata ai colorati fiocchi che facevano capolino dalle giacche dal taglio regolare. Essere Primo Ministro non voleva di sicuro essere meno donna, affermò secondo quanto riportato dal Daily Mail. Le camicette con grandi fiocchi erano negli anni Ottanta un must che anche la Principessa Diana in quello stesso periodo amava sfoggiare: con stampe originali e spesso realizzate il poliestere, erano per la Thatcher un vero e proprio fashion statement.

Photo credit: Tim Roney - Getty Images
Photo credit: Tim Roney - Getty Images

I gioielli d’ordinanza

Eccetto in occasioni molto formali come la cena di addio dei Regan alla Casa Bianca, spiega Cynthia Crawford, assistente personale della Thathcher durante i suoi mandati, il Primo Ministro non amava indossare gioielli. Facevano eccezione tre accessori: i due fili di perle che portava da sempre, il bracciale Pebble regalatole dal marito e un anello scelto per lei dai figli. Il legame con le perle derivava, come riporta il Telegraph, da quell’idea di donna casalinga perfetta a cui mai il Primo Ministro riuscì a rinunciare, neanche all’apice della sua carriera politica. L'anello invece era realizzato in oro 18 carati e con incastonata un’ametista, lo si scorge anche nelle foto del 4 maggio 1979, il giorno in cui si insediò a Downing street.