Lombardia allo stremo, Gallera: "Bisogna chiudere tutto"

(Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Il coronavirus tiene sotto scacco la Lombardia, regione col più elevato numero di contagi e decessi in Italia. Dopo quasi due settimane di quarantena imposte sul tutto il territorio, dal governo lombardo arrivano ulteriori richieste a quello centrale per cercare di arginare sempre più il contagio che ha fin qui portato allo stremo la sanità regionale.

Ad annunciarlo, intervistato da La Repubblica, è l’assessore al Welfare Giulio Gallera che, senza alcun giro di parole, ha denunciato la condizione d’emergenza vissuta in Lombardia: “In Regione siamo allo stremo, a Roma proporremo di chiudere tutto. Noi lo avevamo chiesto, in accordo con i sindaci, avevamo proposto di chiudere tutto. E' un sacrificio? Certo che lo è. Ma non ci sono altre strade”.

“Crescono i dati di Monza, di Lecco e quelli di Milano, dove iniziano a diventare significativi. Non c'è una cura contro il Covid-19, per ora solo terapie sperimentali. E gli ospedali sono al limite" ha sottolineato l’assessore.

Per Gallera “siamo ancora di fronte a numeri enormi, a ospedali allo stremo: non arrivano più solo anziani, ma persone di 50, 40 anni. Che per respirare hanno bisogno di un tubo in gola: ho appena finito una riunione con Guido Bertolaso, mi ha detto che una situazione del genere non l'avrebbe mai immaginata".

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"Se la situazione non migliora faremo una nuova proposta al governo, partendo da quanto già chiesto. Potrebbe riguardare solo alcune aree o tutta la Regione, vedremo anche in base a relazione dei tecnici. Ma ha visto le immagini della metropolitana di Milano, strapiena? Non è accettabile, si deve stare a casa; la gente che è in giro è troppa: lo abbiamo monitorato grazie alle celle telefoniche, il 40% dei lombardi si sposta ancora" ha ribadito.

In linea con quanto dichiarato dal governatore Attilio Fontana, Gallera ha sottolineato che l’analisi del “traffico” telefonico è stata fatta "senza violare la privacy di nessuno”.

“Il punto è che quattro persone su dieci in Lombardia, nonostante le restrizioni, ancora escono. Ci voleva più coraggio? Forse sì, alcune nostre richieste sono state edulcorate dal governo" la denuncia finale dell’assessore.

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