L'ondata di suicidi tra le giovani pop star coreane è qualcosa che sconvolge nel profondo

Di Elisabetta Moro
·4 minuto per la lettura
Photo credit: 이대덕 - Getty Images
Photo credit: 이대덕 - Getty Images

From Cosmopolitan

Makeup impeccabili in perfetta armonia con i costumi, coreografie ricercate, scatti fotografici da riviste patinate, sorrisi, pose, account Instagram da milioni di follower. E poi corpi perfettamente scolpiti da chirurgia plastica e esercizio fisico costante, nasini e dentature senza l'ombra di un'asimmetria, visi che sembrano quelli di bambole di porcellana. Il mondo del K-pop (o Korean Pop) sembra il ritratto della perfezione curata nei minimi dettagli, le star di questo genere musicale ormai diffuso in tutto il mondo vengono selezionate e plasmate con cura dall'industria del settore per diventare delle vere e proprie divinità, idolatrate fino all'assurdo dai loro fan. Lo stesso vale per attrici e modelle: il mondo dello spettacolo in Sud Corea è affar serio e la fama viene conquistata seguendo un rigido "addestramento". Ma qual è l'altro lato della medaglia? Come spesso accade, dietro alla facciata di fama, talento e ricchezza, si rivela un mondo ben più buio, una gabbia dorata da cui, una volta faticosamente entrati, uscire diventa semplicemente impossibile. In questi giorni si è diffusa la notizia della morte dell'attrice e modella sudcoreana Song Yoo-jung, le cause non sono ancora state confermate, ma già c'è chi parla di suicidio, il vero lato oscuro dell'industria dell'intrattenimento sudcoreana.

Photo credit: ilgan Sports - Getty Images
Photo credit: ilgan Sports - Getty Images

“Mi sto riprendendo, soffrivo per una serie di problemi che si erano accumulati uno sopra l’altro… Ma ora ho il cuore d’acciaio e cercherò di stare bene”, così la cantante K-pop Goo Hara, 28 anni, aveva rassicurato i fan dopo essere stata trovata priva di sensi in casa e ricoverata in ospedale. Le cose, però, non sono migliorate e la ragazza si è tolta la vita poco dopo. Lo stesso è successo alla sua amica e collega Sulli (il cui vero nome era Choi Jin-ri), anche lei star K-pop, e al cantante Jonghyun, anche lui andato incontro al suicidio all'età di 27 anni. Fuori dal mondo musicale la situazione è ugualmente allarmante: solo qualche mese fa l'attrice Oh In-hye, 36 anni, è stata trovata in fin di vita a causa di un arresto cardiaco."Sembra che abbia fatto una scelta estrema", ha riferito la polizia spiegando che l'attrice soffriva di depressione. Ora, invece, è stata la volta di Song Yoo-jung, 26 anni, famosa soprattutto per la serie di MBC Make Your Wish, che ci ha lasciati sabato scorso. Se anche in questo caso si trattasse di suicidio la tragica lista aumenterebbe ulteriormente.

"Le giovani celebrità lavorano sotto estrema pressione e il livello di stress che devono affrontare aumenta con l'aumentare della concorrenza", ha raccontato Kim Dong-wan, membro della boy band K-pop di prima generazione Shinhwa, "I giovani idoli del K-pop in particolare non mangiano o dormono correttamente a causa dei loro fitti orari, gli viene chiesto di nascondere le emozioni, di sorridere sempre ai loro fan e mostrare atteggiamenti positivi in pubblico. Devono essere sexy ma non devono fare sesso, devono essere duri ma non possono lottare per nulla". Le potenziali star vengono selezionate tramite audizioni in giovane età (10, 12 anni) per per diventare ingranaggi di un sistema ben oliato. Poi inizia una durissima formazione per sviluppare tutte le doti necessarie, dal canto, alla danza, alle buone maniere da tenere in pubblico. Il training per la perfezione comprende naturalmente anche l'aspetto fisico: ogni "difetto" deve essere cancellato e, dove sport e diete bastano, viene in aiuto la chirurgia estetica.

I ragazzi si ritrovano idolatrati e circondati di successo, ma senza avere davvero una vita: non possono frequentare i coetanei, devono tenersi lontani dagli "scandali" e ogni loro azione viene scandagliata dall'opinione pubblica pronta a scatenare una vera e propria gogna mediatica al primo passo falso. Goo Hara, prima di morire, era stata presa di mira dai tabloid dopo che un suo ex fidanzato aveva minacciato di rendere pubblico un sex tape della cantante; Sulli invece si era "macchiata" di aver pubblicato una foto in cui non indossava il reggiseno sotto la maglietta e di essere stata "beccata" a una festa con degli amici non del tutto sobria. Cose inammissibili per chi è stato progettato come una macchina per fare soldi intrattenendo il pubblico con il sorriso. Questo fenomeno è drammatico: l'industria sudcoreana dell'entertainment sta sacrificando delle giovani vite all'altare del successo e mostrando al mondo intero a che punto si può arrivare quando la ricerca della perfezione diventa l'unico credo.