Londra si è svegliata nella nebbia di un lockdown (e le foto sono pura meraviglia apocalittica)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Dan Kitwood - Getty Images
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From ELLE

Mercoledì sera c'era una strana atmosfera per le strade di Londra, nei locali ancora aperti, nei pub con i soliti avventori seduti al bancone e persino nelle metropolitane ormai mezze vuote. Senza sapere si sarebbe potuta quasi scambiare per un'aria di festa, la vigilia di qualcosa, un po' come a Natale: la gente a piccoli gruppi rideva, scherzava, tirava per le lunghe, ancora un quarto d'ora, tanto domani si lavora da casa (o non si lavora proprio). Al ristorante, i camerieri ci hanno salutato con "Have a nice lockdown" - davvero non pensavo l'avrei mai sentito - "Ci si rivede a dicembre. Mi raccomando, tornate". Finite le cene e le chiacchiere, finita questa serata rubata, si torna a casa. La malinconia dell'ultima metro sta tutta nel silenzio denso delle persone sedute distanziate con le loro mascherine, ognuno ormai con i suoi pensieri a chiedersi come sarà, quanto ancora durerà. Ad ogni fermata gli amici si salutano: "Mi mancherai!", "Ci sentiamo su Zoom", "Ci vediamo tra quattro settimane".

Il secondo lockdown di Londra è iniziato giovedì, è calato di notte come una coltre e la mattina dopo la città vuota era avvolta da una nebbia pesante. Le foto - meravigliose e spettrali - sono già storia.

Photo credit: Dan Kitwood - Getty Images
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"Anche madre natura sa che il lockdown 2.0 è iniziato", scrive un'utente su Instagram dove si alternano le foto di ponti immersi nella nebbia, di un Tamigi di ghisa ricoperto di foschia e dei double decker rossi che girano sparuti per le strade vuote. Lo Shard che buca le nuvole è già un trend da migliaia di cuori su Instagram. Ieri mattina i pochi lavoratori si sono trovati davanti una Londra snaturata: dove sono i fiumi di persone che vanno al lavoro telefonando concitati? Dov'è il caos frenetico? Che fine hanno fatto i turisti che, con le loro macchine fotografiche e i selfie stick, ostruiscono il passaggio di una città che - davvero - non si ferma mai?

Nella City manca il fervore del business, a East le gallerie d'arte indipendenti sono chiuse e anche i vintage market polverosi di Brick Lane. Lo stesso vale per musei, negozi, teatri, cinema, palestre, un po' come da noi nelle aree rosse. Nelle zone centrali l'eccezionalità della situazione è più evidente: lì dove solitamente non ci si muove tanta è la folla, ora regna una tranquillità innaturale. Il Millennium Bridge è vuoto, Covent Garden senza turisti, nessuno che fa shopping a Oxford Street. Solo nelle zone residenziali la vita sembra ancora assomigliare a quella che conosciamo: i supermercati sono aperti, i bambini escono da scuola alle quattro e possono ancora giocare nei parchi. C'è chi porta a passeggio il cane e chi fa sport (concesso, purché all'aperto e con i propri congiunti).

Photo credit: Victoria Jones - PA Images - Getty Images
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Le misure di restrizione stabilite dal governo di Boris Johnson dovrebbero durare fino al due dicembre, poi si vedrà. Teoricamente l'idea sarebbe quella di allentare il lockdown per il periodo natalizio, ma i più pessimisti dicono già che la chiusura sarà prorogata. Si vedrà. Intanto anche stamattina la giornata è iniziata con la nebbia e i grattacieli che si perdono nella foschia bianca.

Ora, però, sta uscendo il sole.

Photo credit: Victoria Jones - PA Images - Getty Images
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