L'ottava meraviglia. Blanca Padilla firma una capsule per Ecoalf e si racconta a Elle

Di Marta Saladino
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Photo credit: courtesy photo
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From ELLE

Fare una videocall di prima mattina con lei meriterebbe la scritta in sovrimpressione: "Warning: disattivare webcam se siete deboli di cuore e autostima". Blanca Padilla, la top model iberica più in auge e cool del momento, demistifica i cliché da confinamento – quelli insomma che ci vedono sarcofagate in modalità smart casalinga con crunchie e tutone – mostrandosi acqua e sapone con una bellezza disarmante per t-u-t-t-a la chiacchierata. Perennemente freezata in uno stato di grazia da dea ultra terrena. Non bastasse la sequenza aurea delle sue movenze esteriori, appena apre bocca si intuisce il suo spessore interiore, testimoniato da un fiero attivismo green e da un sincero attaccamento a Madre Natura. Madrilena, classe '95, scoperta come nei migliori film per caso, in metrò, ha collezionato passerelle e copertine (è da poco anche il volto del brand losangelino Sporty & Rich, votato al benessere) e, ora, ha firmato la capsule Blanca Padilla per Ecoalf: pochi pezzi, che mettono le basi per un cambiamento etico nella moda.

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Il suo lavoro ha in qualche modo influenzato la collezione?

Come modella sono sempre in viaggio e ho bisogno di forme comode, macro, che mi accompagnino senza costrizioni. Volevo capi oversize, unisex e soprattutto sostenibili. Ecco perché mi sono imbarcata in questa avventura con Javier Goyeneche (il fondatore di Ecoalf, ndr). Lui è davvero ispirante: è uno "convinto", un oratore appassionato, e vedere da vicino come rispetta la sua filosofia green è stato un privilegio.

La pandemia ci ha fatto riflettere molto sul climate change...

È stata un campanello d'allarme per tutti. Un'occasione per fermarci, rallentare e capire. Ora essere fashion sostenibili è diventato una tendenza, ma dobbiamo fare in modo, con le nostre azioni, che non sia solo un fenomeno passeggero. Piuttosto, un nuovo punto fermo da cui ripartire.

Qual è il più grande scoglio da superare nel fashion biz?

Il sistema si è incancrenito negli anni, arrugginito. È difficile ma bisogna smuoverlo dalle radici, non solo in apparenza con un green washing superficiale. Dev'essere un'inversione lenta che vada a intaccare le vecchie abitudini per crearne di nuove, promuovendo un approccio consapevole. Con Ecoalf, non a caso, abbiamo voluto solo otto pezzi per partire dalle basi del guardaroba: essenziali, da usare e riusare, realizzati in Portogallo con materiali innovativi di origine vegetale.

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Chi più di ogni altro svetta, nell'Olimpo di questi otto pezzi?

Per me, la felpa con cappuccio. Perfetta con un jogger sportivo, o magari con un blazer: un passepartout responsabile.

Ogni capo ha un nome evocativo che richiama la natura...

La collezione è ispirata alla commistione tra uomo e ambiente, in un mondo in cui essi vivano in armonia. E i nomi Oceano, Aura, Terra, Vento, Fuoco, Nucleo, Lava e Spirito sono quelli degli elementi naturali che convivono con gli umani.

Qual è stato il lato più emozionante del processo creativo?

Non ho dubbi: la tintura, che è al cento per cento naturale. L'arancione e il beige provengono dalle radici di rubia, il blu dalla pianta indigofera tinctoria, il color salvia dalla buccia del melograno. Nessun risvolto chimico e, in più, ogni pezzo ha una nuance "naturalmente" unica e non replicabile.

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Oltre a comprare meno e meglio, cosa fa – e cosa si può fare, nel quotidiano – per smuovere le coscienze?

Comunicare. Sembra banale ma con la rivoluzione digitale possiamo divulgare il pensiero green e renderlo virale. Condividere azioni quotidiane sostenibili, come usare la bici o il car sharing, riciclare o scegliere, come me, di farsi solo docce super fast. Mi concedo la vasca da bagno una volta all'anno.

Il 2021 ha segnato l'ascesa di Kamala Harris. Pensa che più donne al potere possano fare la differenza per il pianeta?

Assolutamente sì! Basti pensare alla prima ministra neozelandese Jacinda Ardern. Le donne sono più sensibili a certi temi e predisposte a pensare al domani, ai figli, a organizzare.

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L'approccio "olistico" contagia anche la sua daily routine?

Faccio meditazione e yogalates (mix di yoga e pilates, ndr) con l'app Melissa Wood Health, uso prodotti beauty senza parabeni, come Ringana, e amo una cucina sana, ricca di verdure. Adoro ceci e lenticchie con curry e latte di cocco, mi disseto con succo di limone, zenzero e sedano. Senza fanatismi, però: sono spagnola. Ogni due settimane mi concedo un bicchiere di vino.

L'ultima serie Tv che l'ha emozionata?

Handmaid's Tale, tratta dal romanzo Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood. Impressionante.

Qual è la sua filosofia di benessere del momento?

Imparare a dare le giuste priorità, diventando magnanimi con noi stessi, senza accanirci nella perfezione. Un sano egoismo, o meglio: un amor proprio che ci onori in ogni scelta.