Lou Doillon illumina Cannes 2021 con un discorso motivazionale (e non solo) da imparare a memoria

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Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images
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Lou Doillon è elegantissima. Ovvio, direte voi: è la (terza) figlia dell’icona Jane Birkin. Non possiamo mica pensare che arrivi a Cannes 2021 spettinata e con i jeans. Invece, eccoli lì: i jeans. Perché l’eleganza di Lou Doillon trasuda personalità e forza. Ai Talk di Women in Motion, sezione del Festival di Cannes dedicata alle donne, Lou Doillon si presenta con una camicia floreale, scollata al punto (giusto) per mostrare un top nero, e per l’appunto un paio di jeans. Tutto firmato Gucci. Tutto che trasuda il mood Birkin da sempre e per sempre.

Ma la Doillon nell'Iper Uranio non ci vive per davvero e quel che dice - nel corso del talk - lo sottolinea eccome. Non smette infatti di parlare dell’importanza dell’esempio: vuole ispirarci, e non solo dal punto di vista del look. Con la sua storia, i suoi film e la sua musica vuole dirci qualcosa, essere un modello. “É fondamentale avere qualcuno a cui guardare”, spiega, “i miei riferimenti nella moda sono stati pochi, ne ho avuti molti di più nella musica e credo che questa sia una delle ragioni che mi ha portato ad amare, fin da piccola, la musica. Tra i miei miti ci sono i Garbage”.

Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images
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Dalla sua esperienza personale, Doillon ha capito una grande verità: “Si incomincia da soli, con le proprie forze, e ci si rialza con le proprie forze”. E lei ne sa qualcosa. La prima parte della sua carriera non è stata facile: “facevo la modella e l’attrice ma venivo rifiutata nella maggior parte dei provini. Era tutto molto frustrante: dipendevo dal desiderio e dalle scelte altrui, in un sistema governato da uomini. I produttori erano maschi, i registi erano maschi, i responsabili delle major erano maschi”. Poi però è iniziata la sua seconda vita dove Lou si è presa in mano, sbancando tanto nella moda quanto nel cinema e nella musica. Un po’ hanno contribuito le conquiste femminili (“il cambiamento è adesso”), un po’ la scelta di non dipendere più dai desiderata degli altri.

Questo non vuole però dire prescindere dagli altri. Anzi. Doillon stende l’elogio del lavoro di team: “Mi piace imparare dagli altri, la creazione non è mai solitaria”. Però senza la fiducia in se stessi non si va da nessuna parte. Per Doillon la grande scommessa è “creare un collegamento tra i sogni della notte e il giorno”.

Photo credit: Vittorio Zunino Celotto - Getty Images
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Come si fa? Lei qualche trucchetto l’ha trovato. Lo Yoga, per esempio, l’aiuta molto, come anche ritagliarsi del tempo per lei, lontano dai riflettori e da qualsivoglia tipo di tecnologia. Quando deve creare “mi prendo due settimane di silenzio e... inizio una battaglia contro me stessa”.

Il messaggio è insomma all’insegna dell’empowerment femminile: sii te stessa, “non avere paura di sbagliare o di perdere qualcuno per i tuoi errori”, vai avanti e combatti per quello che credi. Senza però mai perdere di vista “la tenerezza che è l’inizio di qualsiasi lavoro”.

E se lo dice lei, c’è da crederle...

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