Lucy Walker, la prima donna a scalare il Cervino: una sfida vinta contro la montagna e i pregiudizi

·3 minuto per la lettura
Photo credit: Getty / Duncan1890
Photo credit: Getty / Duncan1890

Indossava una gonna lunga di flanella quando si avviò per la vetta. Sotto, però, nascondeva dei mutandoni, decisamente più pratici, senza i quali non ce l’avrebbe mai fatta a scalare, lei prima tra le donne, la cima del Cervino, il 21 o 22 luglio del 1871. Si chiamava Lucy Walker, era una benestante signorina inglese di 35 anni, accompagnata dal padre e da una guida alpina, Melchior Anderegg. A 150 anni da quella straordinaria impresa, Zermatt, da cui Lucy ha iniziato la sua ascesa, le dedicherà la prossima estate la mostra interattiva Donne a Zermatt ieri e oggi, sul ruolo della donna e l'uguaglianza di genere dal XIX secolo ai giorni nostri, allestita al Museo del Cervino.

Photo credit: Getty / Caroline Fink
Photo credit: Getty / Caroline Fink


Per capire la straordinarietà dell’impresa di Lucy Walker, dobbiamo immergerci nella mentalità inglese della seconda metà dell’800, quando le donne erano considerate, come altrove in Europa, oltre che subordinate, deboli per natura e facilmente svenevoli. Quando lo sforzo fisico veniva loro vivamente sconsigliato. Quando indossare i calzoni era impensabile, se non osceno, anche per andare in alta montagna, come si vede nella cartolina dell'epoca (foto in alto) dedicata all'alpinismo femminile. Si dice che la donna che aveva sfidato il Cervino quattro anni prima di lei, Felicité Carrel, di Valtournanche, dovette desistere a un centinaio di metri dalla vetta, perché il forte vento le gonfiava la gonna e le impediva di avanzare.

Photo credit: Getty / Nastasic
Photo credit: Getty / Nastasic

Doppia la sfida vinta da Lucy Walker, contro la montagna e contro le montagne di pregiudizi della sua epoca. La sua passione per l’alpinismo nacque per puro caso, quando il medico la incoraggiò a camminare per curare i reumatismi. Con il padre e il fratello, Lucy aveva trascorso diverse estati ad affrontare i versanti più impervi delle Alpi: aveva già al suo attivo l’ascesa del Piz Bernina e del Lyskamm (nel massiccio del Monte Rosa). Si trovava a Zermatt, Lucy quando seppe che un’alpinista americana, Meta Breevoort (1825-1876) si trovava nei dintorni e si approntava alla conquista del Cervino che già aveva tentato quattro anni prima da Cervinia, impresa stroncata del maltempo.

Lucy giocò d’anticipo e organizzò la spedizione vittoriosa che la rese la più famosa alpinista del suo tempo. Quando Meta arrivò alle pendici del Cervino, Lucy ne era appena ridiscesa, trionfante. Le cronache del tempo raccontano che quando si incontrarono, Meta si congratulò con Lucy, come suggeriva il fairplay sportivo.

Di Lucy non sappiamo molto, se non della sua incrollabile forza di volontà. Non si può dire che fosse un’atleta, non nel senso moderno del termine. Non cavalcava né praticava attività outdoor. Quando non arrampicava sulle Alpi era una perfetta donna del suo tempo, dedita al ricamo, al te con le amiche, allo studio delle lingue, perfettamente inserita nella vita sociale di Liverpool, dove viveva. Non si sposò mai e per tutta la vita fu legata da un profondo legame di amicizia con la guida alpina che accompagnò lei, con il padre e il fratello, nelle sue 98 spedizioni.

Essere una donna alpinista nell’800 non era né scontato né facile, né la sua imprese ebbe la risonanza che avrebbe meritato. Il Club Alpino inglese non accettava le donne - e sarà così fino al 1974 (!). Fu solo nel 1907, 36 anni dopo l’impresa di Lucy sul Cervino, che un gruppo di alpiniste inglesi fondò a Londra il Ladies' Alpine Club di cui fu presidente onoraria anche la Regina Margherita. La Walker fu vice-presidente e socia attiva fino alla sua morte, a 80 anni, nel 1916.