Luigi Di Maio: "No al rimpasto, subito un cronoprogramma"

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·7 minuto per la lettura
luigi di maio (Photo: hp)
luigi di maio (Photo: hp)

Luigi Di Maio nega qualunque possibilità e qualunque ambizione di voler tornare a fare il vicepremier, magari insieme a Zingaretti: “Bisogna lavorare sui temi, sui programmi e non sulle poltrone. Il rimpasto non è una soluzione. Gli italiani vogliono vederci lavorare”. E sprona Conte a fare presto sul patto di fine legislatura, quasi non volendo sentir parlare di Mes. Il ministro degli Esteri difende le misure prese nell’ultimo dpcm, ammette che su tamponi e drive in c’è un problema, e spiega: “Dobbiamo tutelare artigiani, ristoratori, imprenditori. Un nuovo lockdown sarebbe un duro colpo al Paese e stiamo lavorando con tutte le nostre energie, ascoltando tutte le parti, per evitarlo”. E invita a fidarsi delle Regioni e alla collaborazione reciproca, ma riserva una stoccata a Vincenzo De Luca: “De Luca doveva coordinarsi meglio con la ministra Azzolina. Certo, chiudere le scuole per ritrovarci i ragazzi nei centri commerciali non mi sembra un grande gesto di prevenzione”.

Ministro Di Maio, il presidente Conte domenica sembrava avesse chiuso all’utilizzo del Mes, ieri ha spiegato che ne riparlerete a novembre. E’ possibile che da mesi il governo non riesca a prendere una decisione?
Il presidente Conte è stato chiaro più volte sul Mes. Lo è stato anche il ministro Gualtieri. Evitiamo di usare questo tema per alimentare polemiche, servono unità e responsabilità in questa fase.

Conte e Gualtieri hanno spiegato che i soldi del Fondo salva stati non finanzierebbero spese aggiuntive. Ma se l’attivazione fosse arrivata prima dell’approvazione della Nota di aggiornamento al Def avremmo potuto incorporarlo nel profilo triennale del deficit. Quei soldi proprio non ci servono?
Le ho già risposto.

Il premier ha annunciato un momento di confronto e rilancio del governo. Lo ha chiamato patto di fine legislatura. La storia dice che si sa come si apre una verifica di governo, ma non si può mai prevedere come va a finire, e in maggioranza molti vedrebbero bene un rimpasto. Lei lo esclude?Ricorderà che sono stato tra i primi a parlare di un tavolo di confronto pensando alle amministrative del 2021. Le dico questo perché, in una fase delicata come quella che stiamo attraversando, ogni singola forza politica deve lavorare per fortificare la maggioranza e il governo. Bisogna lavorare sui temi, sui programmi e non sulle poltrone. Il rimpasto non è una soluzione. Gli italiani vogliono vederci lavorare. E noi abbiamo delle serie responsabilità nei confronti del Paese.

Zingaretti ha subito applaudito al suo appello sul tavolo per le amministrative e ieri ha sostenuto anche la scelta di Conte. Compreso Renzi, sembrate essere tutti d’accordo ormai sul dare una nuova sterzata. In che modo?
Con Zingaretti e Italia Viva lavoriamo bene e ieri, come ha detto, anche il presidente Conte ha raccolto la necessità di un patto per fortificare il governo. Quindi siamo tutti in sintonia. E’ chiaro che in questa fase serve rapidità e adesso serve anche un cronoprogramma, perché non basta dire cosa si vuole fare, ma è necessario individuare i tempi.

Possibilità che entrambi possiate ricoprire il ruolo di vicepremier?
Ah, ma guardi questi sono i vostri retroscena. Ci stiamo occupando tutti di temi, il punto non è il riassetto ma le risposte da dare al Paese. C’è una seconda ondata di contagi e non possiamo permetterci che freni la nostra economia, dunque dobbiamo lavorare per tutelare le nostre imprese. Preferisco concentrarmi su questo.

Italia viva è diventata un problema in maggioranza? Dopo quello della scorsa settimana, ormai non si contano più i blitz per mettervi in difficoltà.
Serve più un confronto costante tra le forze di maggioranza e il tavolo programmatico può servire ad evitare incomprensioni. Non penso che una forza politica della maggioranza abbia l’intento di mettere in difficoltà la stessa maggioranza. Non ne trovo il senso. Poi per carità possono esserci divergenze ma è naturale: è un governo di coalizione.

Però la discussione nel governo non si può negare. Proprio il capo delegazione del Pd, Dario Franceschini, sosteneva e sostiene che le misure prese nell’ultimo dpcm non bastano. La posizione del Movimento non è chiara, ci può dire la sua? Le misure messe in campo sono sufficienti?
Tutti noi abbiamo a cuore la salute degli italiani, contestualmente dobbiamo tutelare artigiani, ristoratori, imprenditori. Un nuovo lockdown sarebbe un duro colpo al Paese e stiamo lavorando con tutte le nostre energie, ascoltando tutte le parti, per evitarlo. Bisogna pensare ora a misure più stringenti proprio per evitare di dover affrontare l’urto successivamente. E le misure messe in campo con il nuovo dpcm ci permettono di limitare la diffusione dei contagi.

Mi perdoni, ma l’impressione che dà l’esecutivo è che essendo in difficoltà nel disciplinare la sfera pubblica (trasporti, scuola, lavoro) cerchi di contenere e limitare quella privata (cene, sport, tempo libero) dando la responsabilità ai cittadini sull’eventuale successo o meno della strategia. Non è un po’ troppo facile così?
Trovo facile puntare sempre il dito. Starsene in tribuna e dire “io avrei fatto meglio dell’altro”. Sulla scuola per settimane ho sentito polemiche e attacchi ingenerosi da parte dell’opposizione nei confronti della ministra Azzolina, mentre vedo adesso che tutto è ripartito e sta funzionando. Qui nessuno vuole scaricare colpe sui cittadini, da parte di tutti serve la massima collaborazione. Rappresentiamo le istituzioni e ci assumiamo noi la responsabilità delle decisioni. Ma guardiamoci attorno: Spagna, Francia, Regno Unito sono dovuti intervenire con misure drastiche perché hanno avuto un’esplosione di contagi incontrollata.

La Lombardia ha disposto il coprifuoco notturno. Condivide la scelta?
Dobbiamo fidarci delle istituzioni regionali e locali. Faccio mio l’appello del presidente Mattarella di oggi: le istituzioni devono collaborare, servono orgoglio, misura e responsabilità. Il presidente ha ragione, diamo il buon esempio.

Poi c’è la Campania che ha chiuso le scuole. E’ una babele di provvedimenti, non crede che generi solo confusione e che l’efficacia ne venga ridimensionata?
Come ho già detto bisogna dialogare a tutti i livelli. E nel caso specifico il governatore De Luca doveva coordinarsi meglio con la ministra Azzolina. Certo, chiudere le scuole per ritrovarci i ragazzi nei centri commerciali non mi sembra un grande gesto di prevenzione.

Il governo non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Con un numero analogo di abitanti la Gran Bretagna effettua quotidianamente quasi il doppio dei tamponi. Le file ai drive-in sono chilometriche, le risposte ai tamponi spesso impiegano anche una settimana. Oggi l’assessore del Piemonte ha detto di aver sospeso il contact tracing perché i laboratori sono al collasso. Qualcosa evidentemente è stato sbagliato.
Le posso dire che sicuramente il problema dei drive in va risolto. E come governo daremo il massimo per trovare una soluzione. E’ anche vero che è ciò che scontiamo dopo decenni di politiche che hanno mirato a sacrificare e tagliare la sanità pubblica.

Venendo al Movimento: ieri un sondaggio tra i vostri elettori la dava primo per gradimento come futuro capo politico. Accetterebbe un’investitura?
Sa bene che non guardo i sondaggi. Non l’ho mai fatto e non mi lascio affascinare dai numeretti. Io posso dirle che quando ho lasciato l’incarico di capo politico del Movimento ho detto che avrei continuato a dare il mio contributo al Movimento. Sono stato in tour tra la gente per il referendum sul taglio dei parlamentari che abbiamo vinto con oltre il 70% dei Sì degli italiani. Ho sostenuto i nostri candidati sindaci e i nostri candidati presidenti di Regione anche in questa ultima tornata elettorale. Non mi sono mai sottratto o nascosto, ho continuato a lavorare concretamente per il Movimento e questo continuerò a fare.

Di Battista sarebbe un buon leader?
Alessandro è una risorsa per il Movimento. Il Movimento ha bisogno del supporto di tutti. Di lui, di Roberto, di Paola, di Beppe, di Davide. Di tutti.

Lei dice di avere fiducia in Casaleggio, ma molti dei vostri parlamentari l’hanno persa. Si deve ripensare il rapporto tra lui e il Movimento?
La democrazia diretta rimane fondamentale per il Movimento. Allo stesso tempo dobbiamo lavorare per valorizzare e sostenere anche economicamente i territori.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.