Di Maio lascia, dimissioni da capo politico M5S. Reggenza a Vito Crimi

Pietro Salvatori
Di Maio

Luigi Di Maio annuncia il suo passo indietro. Dopo settimane di tentennamenti e indecisioni, il capo politico M5s si è deciso al grande passo. Lo ha annunciato ai suoi ministri, riuniti per un’ora intorno a un tavolo a Palazzo Chigi. Qualche occhio lucido, molti attestati di stima. “Ripensaci”, gli hanno chiesto un paio di presenti. Ma la decisione, a lungo meditata, è irremovibile.

Solo una settimana fa uno delle persone che più parla con il ministro degli Esteri confidava: “Luigi esclude questa possibilità, diceva che non c’è nessuno in grado di raccogliere il testimone senza indebolire il Movimento”. La strategia è quella di fare un passo indietro per rafforzare un’immagine troppo a lungo ammaccata dal fare il parafulmine a giravolte politiche e rovesci elettorali dei quali è stato sicuramente tra i principali responsabili, di certo non l’unico.

Di Maio annuncerà alle 17 la decisione presa in occasione della presentazione a Roma dei Facilitatori regionali. La reggenza passa a Vito Crimi, il più anziano nel Comitato dei garanti. Si rincorrono già all’impazzata voci e modalità di successione. L’ipotesi più lineare è che l’investitura del nuovo leader avvenga a metà marzo, in occasione degli Stati generali. Ma la war room 5 stelle frena con decisione: “Non è detto”. Perché, in quella sede, potrebbe essere messa ai voti una riforma della governance interna. Le modalità dunque. La corsa del candidato, o dei candidati in caso di allargamento della leadership interna, partirebbe solo successivamente.

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