Luke Bracey e i suoi muscoli ci allieteranno nella commedia natalizia di Netflix

Di Silvia Locatelli
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Photo credit: Amanda Edwards - Getty Images
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From ELLE

Chiede scusa per l’intervista all’alba della domenica: “Abbiamo un piano di lavoro molto serrato”. E quando ti sfugge che sicuramente ne varrà la pena, scoppia a ridere. Non è timidezza ma consapevolezza del proprio potenziale. Se avete visto Hacksaw Ridge di Mel Gibson, non ve lo siete dimenticato: Luke Bracey e i suoi muscoli, 31 anni, interpretavano Smitty, il bullo della compagnia che dava il tormento al povero Andrew Garfield.

La schedule serratissima di cui parla, invece, è quella della lavorazione di Elvis, biopic di Baz Luhrmann sul cantante americano, interrotta agli inizi di marzo dal tampone positivo di Tom Hanks. Luke, nel film, è Jerry Schilling, amico fraterno di The Pelvis e membro della cosiddetta Memphis mafia, il suo cerchio magico. Da un paio di settimane il cast è tornato negli studi Village Roadshow sulla Gold Coast, in Australia, a un’ora d’aereo da Sydney, dove Bracey è nato, cresciuto e salito per la prima volta su una tavola da surf. Il set è super blindato e segretissimo. Può solo dire che «è un progetto fantastico e io sono eccitato e onorato di farne parte». Ovvero, nulla. Per fortuna ci sono i “festamici”: Holidate è il titolo di uno dei film di Natale di Netfix (è già disponibile) dove Luke, con una virata imprevista rispetto agli action e war movies, è il protagonista, accanto alla nipote della regina delle romantic comedies, Emma Roberts.

Photo credit: courtesy
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Avete invocato lo spirito guida della zia?

Abbiamo scherzato anche su quello, Emma è adorabile, è stato come incontrare una vecchia amica, è così facile lavorare con lei. Le commedie romantiche in fondo sono questo, due persone diventano amiche, si cercano perché stanno bene insieme, indipendentemente da quel che potrà poi sbocciare... È la base di ogni relazione, ti piace passare del tempo con quella persona, ti fa ridere, ti fa stare bene... Se il tempo è di qualità anche il lavoro ne trae giovamento e credo si percepisca.

Allora non è vero che sui set dei film drammatici si ride di più e meno sui set comici?

In realtà, qui c’era una grande energia, una bella atmosfera “famigliare”, scoppiavamo a ridere spesso anche durante le scene, vi lascio immaginare quali... ma credo di capire cosa intenda, ripensando a Hacksaw Ridge, c’era un tale rispetto per la storia che tra un ciak e l’altro sentivamo il bisogno di scaricare la tensione di certi momenti. Eravamo tutti uomini, c’era un clima molto cameratesco...

Questo film cerca di evitare i cliché della commedia romantica. In cosa le somiglia Jackson?

Non è il classico eroe, per esempio è un noioso salutista e insegna golf che non è esattamente il lavoro più cool del mondo. È un ragazzo onesto, si gode la vita e non se ne vergogna, non cerca l’approvazione degli altri, vuole fare quel che lo rende felice e io sono un po’ così. Come me, vive dalla parte opposta del mondo rispetto alla sua famiglia, è indipendente ma quel rimettersi continuamente in gioco, dovendosi ricreare una nuova rete di amicizie, non sempre è facile. Ho vissuto così negli ultimi dieci anni, lontano dalle persone con cui sono cresciuto. Sono riuscito a cavarmela perché ho un carattere aperto, sono felice di avere amici in tutto il mondo...

Ma?

Sono stati dieci anni fantastici ma la mia famiglia mi è mancata molto. Ero di base a Los Angeles, quando non lavoravo facevo provini, riunioni, poi partivo per un set. Tornavo a Sydney a Natale per sei settimane. Mi sono mancate le mie sorelle, i nipoti, gli amici, i genitori. Alla fine, sono le persone che mi conoscono meglio, che mi stanno vicino nonostante tutto. Adesso vorrei tornare a vivere per qualche anno in Australia.

In Holidate Jackson e Sloane sono due single che si impegnano ad essere “festamici” per non arrivare mai più soli a matrimoni e pranzi di natale, e quindi evitare l’interrogatorio e il compatimento di amici e parenti. Mai sperimentato nulla del genere?

No, è geniale. Un’amica che ti permette di evitare tutte le domande invadenti, non necessarie. Vorrei averci pensato.

Pressioni da parte dei parenti sull’accasarsi e fare figli?

No, sono fortunato, ho due sorelle più grandi che hanno soddisfatto abbondantemente il desiderio di nipotini dei miei. A loro basta sapere che sono felice. Ed è la condizione perfetta: senza pressioni sei più aperto nei confronti della vita e i grandi momenti arrivano, che si tratti d’amore o d’amicizia. Che non è meno importante di una relazione romantica.

Lei è romantico? La cosa più romantica che ha fatto?

È una delle manifestazioni più belle dell’umanità, non ricordo le cose romantiche che ho fatto ma credo che il vero romanticismo non sia il singolo gesto eclatante, piuttosto il rispetto, l’attenzione, le piccole premure. Ci vuole coerenza e continuità. Il grande gesto dimostrativo è il contrario del romanticismo, è qualcosa che fai per te, è egoriferito, è vanità: “Guardatemi, avete visto di cosa sono capace?”. E poi magari per il resto dei giorni non le chiedi neanche come sta. Il quotidiano è più importante. Quindi sì, sono un vero romantico.

Una scena come quella di Emma nel film quindi non la farebbe mai?

Potrei anche, ma prima devo essere sicuro che lei lo apprezzi. Bisogna saper ascoltare, cercare di conoscersi: questa cosa la farà felice o invece si vergognerà da morire e mi prenderà a sberle? Il grande gesto lo faccio per me o per lei?.

Riesce a manifestare i suoi sentimenti, a mostrare il suo lato più sensibile, si abbandona alle lacrime? Mi scusi se insisto ma sono domande pertinenti. Ha deciso lei di fare una commedia romantica...

Non si preoccupi, sono a mio agio... (ride) Riesco abbastanza ma sono pur sempre un uomo. La mia generazione è fortunata rispetto a quella dei nostri padri, per mio nonno è stata ancora più dura. Io e i miei amici parliamo liberamente di sentimenti, ci supportiamo, c’è stata un’evoluzione... Dover nascondere quello che provi è una minaccia per la salute mentale, è terribile dover seppellire dentro di te slanci e fragilità, ha ripercussioni dannossisime e credo che c’entri anche con la violenza... Non trova strano che gli uomini si sentano liberi di piangere solo negli sport? È bellissimo, succede anche a me, ma è come se in quelle situazioni buttassimo fuori tutte le lacrime di una vita, quelle che non ci sono concesse nel privato, a scuola, al cinema. È l’unico momento in cui nessuno ci guarda male. E non vale solo per le lacrime, quanti uomini fanno fatica ad andare avanti eppure fingono che tutto vada sempre bene perché chiedere aiuto è segno di debolezza? Questi cliché sono la nostra rovina. Nostra e vostra. Io sto ancora imparando, sono molto lontano dalla perfezione in quel settore ma almeno mi sforzo ogni giorno di essere il più vero possibile.

Quale scena del film Holidate vorrebbe che diventasse iconica, come quella dello shopping in Pretty Woman?

Il momento romantico perfetto è quando, a Halloween, succede qualcosa di imbarazzante e lui le sta semplicemente vicino, si prende cura di lei. Riconosci il vero amico quando sei più vulnerabile e Jackson è adorabile. In quel momento tutte le insicurezze vengono spazzate via, ti lasci andare e sei te stesso. Siamo umani. Se accetti quello, svolti. E dal caos nasce la dolcezza.

Lei è stato testimonial di Ralph Lauren. Se potesse rubare lo stile di un collega chi sceglierebbe?

Steve McQueen, adoro quel casual senza tempo, ruberei tutti i vestiti di The Thomas Crowne affair. Anche Paul Newman non era male però.

Lei è uno di quelli che odiano il Natale?

Al contrario. Io tornavo a casa a Natale. Lo amo da morire. È il mio giorno preferito dell’anno. In Australia è estate, voi andate a sciare noi facciamo surf, il tempo è meraviglioso, caldissimo. Andiamo sempre tutti a casa della mia sorella più grande che ha un bellissimo giardino. Mangiamo tutto il giorno, beviamo vino sotto il portico, gioco coi nipoti nel prato, ci coccoliamo. Prima mi ha chiesto dell’ultima volta che ho pianto: a Natale dell’anno scorso mentre ascoltavo le nostre canzoni di Natale che sentiamo ogni anno, con mia sorella e mio cognato. Vede, sono un sentimentale.