L'ultimo nato in casa OMA è un museo che raccoglie tutte le storie dell'Australia Occidentale

Di Ciro Marco Musella
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA
Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA

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Anche se le porte di gran parte dei musei sono blindate, il mondo della cultura non si ferma e pochi giorni fa, il 21 novembre, in Australia Occidentale si sono aperti i battenti del Museo WA di Perth, l’ultimo progetto nato in casa OMA con la collaborazione dello studio Hassell. Nel cuore della città, il Museo viene inaugurato dopo un cantiere durato quattro anni che già a inizio 2020, complici i primi scatti diffusi sul web, lo avevano consacrato come uno dei progetti più attesi di questa stagione, aggiungendosi alla già lunga lista di architetture imperdibili firmate dello studio di Rotterdam guidato da Rem Koolhaas.

Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA
Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA

Il progetto di Perth nasce già con un obiettivo ambizioso, ovvero quello di riunire diversi secoli di storia e diventare uno dei musei più visitati del Paese. Per poter soddisfare queste due richieste, i suoi progettisti hanno quindi deciso di privilegiare un edificio già significativo per i cittadini, e intervenire (aggiungendo volumi) in maniera contemporanea. Così, il nuovo Museo si insedia in un tipico edificio risalente al XIX secolo e inizialmente adibito a prigione e poi nei secoli arricchito di nuovi volumi e trasformato in galera d’arte e poi Biblioteca di Stato. A questi, si aggiunge un quarto corpo formato da due blocchi posti l’uno sopra l’altro la cui pelle metallica ondulata crea una rottura con i mattoni rossi che ricoprono i volumi esistenti.

Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA
Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA

Formalmente, la scelta dei progettisti appare immediatamente chiara: sovrapporre il nuovo all’antico, senza però snaturare l’identità di quest’ultimo. In questo caso, tra gli edifici che insieme formano una L tra Beaufort Street e James Street Mall, i diversi secoli dialogano grazie a due percorsi di circolazione, uno verticale ed uno orizzontale, che intersecano i volumi esistenti con la nuova aggiunta e che permettono di collegare le diverse sale espositive in un percorso a sola andata, collegando, tra le altre, la nuova galleria alla sala delle meteoriti e quella dell’ex galleria statale.

Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA
Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA

Il Museo è infatti famoso per la sua vasta collezione di reperti che raccontano le storie di un enorme territorio come è quello dell’Australia Occidentale e che spaziano dalla raccolta di meteoriti fino allo scheletro di una balena, presentato al pubblico la prima volta nel 1972. Compreso nella nuova aggiunta di oltre 1000 metri quadri, c’è il volume a sbalzo che crea uno spazio esterno riparato, la cosiddetta City Room, una vera e propria piazza pubblica destinata a programmi culturali ed manifestazioni collettive.

Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA
Photo credit: Foto di Peter Bennetts, courtesy of Hassell + OMA

www.oma.eu

www.hassellstudio.com