L'ultimo studio dell'OMS rivela che un quarto delle donne ha subìto abusi da parte di un partner

Di Carlotta Sisti
·5 minuto per la lettura
Photo credit: Martino Pietropoli su unsplash
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From ELLE

Pervasiva, devastante e soprattutto per nulla in calo. Parliamo di violenza di genere, ed in particolare quella abbietta perpetuata da un partner, e che, secondo il più grande studio mai condotto sul tema, vede vittima una donna o ragazza su quattro. Una su quattro è un dato che prende in contropiede, tanto è agghiacciante: prendete, per visualizzare meglio laddove fosse necessario, il gruppo delle vostre amiche, colleghe, quel che vi pare e contate, una ogni quattro. Può quasi sembrare sensazionalismo, tanto è grave, ed invece è un dato inconfutabile, perché a fornircelo è l'Organizzazione Mondiale della Sanità, insieme ai partner della Nazioni Unite (che per primi, insieme stilarono un rapporto anche sul tema poco affrontato della violenza ostetrica), che ha messo in campo un team di ricercatori per delineare un quadro il più preciso possibile su un fenomeno che lacera letteralmente i paesi di tutto il mondo, ad ogni latitudine, nessuno escluso.

Dal rapporto, appena pubblicato qui, viene fuori che la violenza domestica inizia molto presto, con un quarto delle ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni che si stima abbiano subito abusi almeno una volta nella vita, mentre i tassi più alti sono stati riscontrati nella fascia d'età che va dai 30 e i 39 anni. L'OMS stima che circa un terzo delle donne di età pari o superiore a 15 anni, tra 736 milioni e 852 milioni, subirà una qualche forma di violenza sessuale o fisica nel corso della vita. "La violenza contro le donne è endemica in ogni paese e cultura- - ha detto il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS causa danni a milioni di donne e alle loro famiglie, ed è stata aggravata dalla pandemia COVID-19. Ma a differenza di COVID-19, la violenza contro le donne non può essere fermata con un vaccino. Possiamo combatterlo solo con sforzi radicati e sostenuti da parte di governi, comunità e individui, per modificare gli atteggiamenti dannosi, migliorare l'accesso alle opportunità e ai servizi per donne e ragazze e promuovere relazioni sane e reciprocamente rispettose.".

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I livelli di violenza, per entrare nel dettaglio del rapporto, sono più alti nei paesi a reddito medio e basso. L'Asia meridionale e l'Africa subsahariana (pochi mesi fa vi abbiamo, a questo proposito, raccontato della spirale di ferocia esplosa in Sudafrica in parallelo alla pandemia) hanno registrato alcuni dei più alti tassi di abusi da parte del partner tra le donne e le ragazze di età compresa tra 15 e 49 anni. In cinque paesi, Kiribati, Figi, Papua Nuova Guinea, Bangladesh e Isole Salomone, più della metà delle donne è stata abusato da un partner almeno una volta. I numeri sono più bassi, ma comunque allarmanti, in Europa ed in Asia e centrale e orientale. Nel Regno Unito, comunque, il 24% dei giovani di età compresa tra i 15 ei 49 anni ha subìto abusi da parte di un partner. La dott.ssa Claudia García-Moreno, che guida il lavoro dell'OMS sulla violenza contro le donne, ha affermato che le cifre dovrebbero essere un "campanello d'allarme" per i governi sull'urgenza della situazione.

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"C'è un impellente bisogno di ridurre lo stigma su questo problema, formare professionisti sanitari per trattare le sopravvissute con empatia, giustizia e compassione, e smantellare le basi della disuguaglianza di genere", ha detto García-Moreno, per poi aggiungere che bisogna "cominciare con il rendere le scuole luoghi sicuri, perché in molti paesi e contesti, purtroppo, non lo sono". Già, la scuola. Guardando a casa nostra, è davvero assurdo che l'educazione sessuale sia ancora un tabù, perché, certo, evviva l'educazione civica introdotta nel piano di studi, ma pare altrettanto importante iniziare, ed iniziare il prima possibile, che già dalle elementari, e lo dico da madre di figlia femmina, si manifestano atteggiamenti di scherno e bullismo contro le bambine, legate al genere. Manca, ed è davvero sconfortante, da parte di maestre, insegnanti, dirigenti la volontà di creare una robusta e chiara narrazione che tenti di smantellare sul nascere la discriminazione di genere.

Ci sono le eccezioni, e le lodiamo, ma tali restano. Sono, ripetiamo e se potete spargete il verbo, necessarie sia un'educazione sessuale completa e sia lezioni su come costruire relazioni sane, basate sull'uguaglianza e sul rispetto reciproco. La violenza contro le donne deve essere trattata come un problema sociale, con uomini e ragazzi coinvolti nell'affrontarla, proprio come hanno fatto quei bellissimi in mascherina rossa scesi nelle piazze italiane da alleati. Perché, ha aggiunto García-Moreno. "una delle sfide è proprio evitare che questa battaglia venga messa da parte come se fosse solo un questione femminile".

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Analizzati i dati, che cosa si sta facendo per invertire la curva? Prima di tutto si guarda ai finanziamenti per affrontare la violenza contro le donne. Perché se da un lato sono aumentati in modo significativo negli ultimi cinque anni, passando da 121 milioni di dollari nel 2016 a 449 milioni di dollari nel 2019 (la maggior parte proveniente dai programmi dell'UE), dall'altro ammontano solo allo 0,33% del budget totale dei paesi DAC.

"È una miseria se si considera l'entità del problema, se si considerano i milioni di donne e i loro figli che ne sono colpiti", dice di nuovo García-Moreno. Una bozza di progetto ambiziosa, tuttavia, per affrontare la violenza contro le donne e le ragazze, messa insieme da ONG, funzionari governativi e leader aziendali, sarà messa sul tavolo della contrattazione durante il primo dei due forum sull'uguaglianza delle generazioni, convocati da UN Women alla fine di questo mese. Includerà una richiesta per un aumento del 50% dei finanziamenti alle organizzazioni per i diritti delle donne, per poter affrontare con reale efficacia questa piaga nei prossimi cinque anni.