Luna Park (la nuova serie tv targata Netflix) è un rollercoaster di emozioni da cui non vorrai scendere

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Photo credit: courtesy photo Netflix
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Annullate tutti gli impegni, oggi è il giorno di Luna Park . Su Netflix è pronta infatti al debutto la serie tv - tutta italiana - che promette (e mantiene) di tenervi incollati tutto il weekend alla tv. Un binge watching accompagnato da mistero e racconti di vita in un crescendo di emozioni. Di cosa si tratta? La serie, prodotta da Fandango e scritta da Isabella Aguilar e diretta da Leonardo D’Agostini e Anna Negri, ruota intorno a tre nuclei familiari: i Marini aka i giostrai, anarchici e tutti d'un pezzo, i Gabrielli ex fascisti e intrallazzoni e i Baldi i comunisti, radical chic ante litteram. Al centro il rapporto tra due ragazze, Nora, una giovane giostraia interpretata da Simona Tabasco (DOC – Nelle tue mani, I bastardi di Pizzofalcone) che per gioco o vocazione legge le carte, e Rosa, rampolla di una famiglia della Roma bene interpretata dall’esordiente Lia Grieco che è ossessionata dalla scomparsa della sua sorella gemella avvenuta quando le bimbe avevano un anno e mezzo. Ma non è solo questa la casellina da riempire.

Photo credit: courtesy photo Netflix
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Ambientata nella Roma degli Anni 60, nel parco di divertimenti di Luna Park (che è un luogo fisico ma anche mentale che detta il ritmo a tutta la serie) si alternano e si intrecciano i destini di diverse generazioni, in un percorso fatto di intrighi e segreti, ma anche di nuovi e inaspettati amori. Già, perché esattamente come in un Luna Park, tra luci e giostre vorticose, ecco che nei 6 episodi di questa prima stagione si intrecciano le vicende dei protagonisti in una rete di segreti, misteri e destini.

Luna Park è una serie che è stata scritta bene e non lo diciamo per piaggeria nei confronti di Isabella Aguilar, creatrice e sceneggiatrice della serie, che abbiamo incontrato alla vigilia del debutto su Netflix. Sono molte le storie che si aprono e solo alcune, sapientemente, vengono chiuse. Scaldate i pop corn e tirate fuori una copertina. Vi servirà.

Photo credit: courtesy photo Netflix
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Luna park è una serie di mistero che al centro però ha le relazioni e quello che si è disposti a fare per l'altro - tra madre e figlia, marito e moglie, sorelle o amici - un fil rouge che parla di vita vera...

Le tre famiglie attorno alle quali ruota la vicenda di Luna Park sono perfettamente inserite nel contesto degli Anni 60 in cui si sviluppa la vicenda e al contempo sono assolutamente contemporanee. In tutti gli ambiti sociali rappresentati da questa storia non c'è la netta divisione tra bene e male piuttosto la volontà di ciascuno di capire cosa vuole essere nei confronti di se stesso, dell'altro e del mondo. Personaggi di apertura si contrappongono a altri ancorati ai propri egoismi. L'idea dietro alla serie è quella di raccontare l'evoluzione intrinseca dell'essere umano, che quindi ci riguarda tutti.

Nel corso di questa prima stagione tutti i personaggi hanno un'evoluzione molto interessante, maturano, diventano credibili...

Sì, ognuno di loro combatte proprio questa battaglia. Senza fare spoiler ma per capire la centralità di questo tema basta pensare a Giggi che è il personaggio che più di tutti parte come il buffone di casa e finisce poi per sacrificarsi per un bene maggiore...

Qual è, se c'è, il personaggio più rotondo, quello che per te ha il percorso narrativo più interessate, o quello a cui sei più affezionata?

Beh Nora è il personaggio forse chiave perché è quella sospesa tra i due mondi. Deve fare i conti con chi è e non lo sa più, tutti i suoi riferimenti e le sue certezze si sono sgretolate. Lei si trova a farsi le domande più esistenziali e soprattutto a dover scegliere come gestire le nuove strade che le si aprono davanti.

La cosa interessante del suo personaggio è proprio che nel suo percorso è piena di domande ma non è mai giudicante...

Infatti, lei si trova in mezzo ai due fuochi e vive in bilico con grande fatica e grandi conflitti ma cercando sempre di non scegliere perentoriamente una parte o l'altra. E sarà proprio suo padre che sul finale a liberarla definitivamente dicendole "devi essere Nora". Su questa frase di gioca tutto.

Ci spieghi come si costruisce un finale perfetto, capace di chiudere le domande giuste e aprirne di nuove?

Direi un equilibrio sottilissimo. Non si può naturalmente chiudere tutto altrimenti finisce la storia ma nemmeno lasciare tutto aperto facendo innervosire chi la serie la guarda. Come diceva Pennac - e vale anche per le serie tv - ognuno ha il diritto di mollare in qualunque momento. Nel caso di Luna Park siamo avvantaggiati dal fatto che la serie è già pensata per essere sviluppata in 3 stagioni in un susseguirsi di rivelazioni e puntate speculari tra stagioni che raccontano la storia da altri punti di vista. Ma è tutto un unicum, la vicenda nasce già così.

In un momento storico generale di grande incertezza, il cinema e la serialità in Italia sembrano invece aver ritrovato una nuova linfa e c'è grande fermento...

Io credo che la creatività a noi italiani non sia mai mancata, forse quello che non c'era era un sistema sfidante a livello di interlocutori. Parlo dei network e delle piattaforme naturalmente che hanno alle spalle esperienze diverse e dalla molteplicità nascono le contaminazioni e questo ti permette di osare un po' di più. Il pubblico è pronto a grandi sfide, sia nell'ambito dell'entertainment sia della cultura alta ed è giusto che le serie giochino con il potenziale del pubblico che le guarderà. In questi anni abbiamo imparato tanto guardando gli altri e adesso c'è la voglia di restituire in chiave italiana tutto quello che abbiamo visto.

Hai una storia nel cassetto?

Tante. Davvero tante. Nel 2022 uscirà Il primo giorno della mia vita un film per la regia di Paolo Genovese a cui tengo moltissimo. Non è scontato per uno sceneggiatore essere veramente contenti di come viene trattato un tuo soggetto. Ho in cantiere un altro progetto per il cinema questa volta totalmente mio e che mi vedrà al debutto alla regia. Quello che posso dire è che sto lavorando a soggetti che rispondono anche a un'altra mia anima e che virano più verso il thriller e horror.

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