L'unica cosa davvero illuminante da fare oggi è guardare il documentario su Greta Thunberg

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Photo credit: JONATHAN NACKSTRAND - Getty Images
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From Cosmopolitan

Quando Greta Thunberg si è seduta per terra davanti al Parlamento svedese nell’agosto 2018 con un cartello scritto a mano che riportava le parole “Sciopero della scuola per il clima” (Skolstrejk för klimatet), l’opinione pubblica ha cominciato ad aprire gli occhi sulla condizione precaria del pianeta. Possibile che una ragazzina di 15 anni potesse sentirsi così coinvolta dal problema della crisi climatica globale e rinunciare alla sua tranquilla quotidianità per una dura lotta apparentemente contro i mulini a vento?

Molti pensano che la giovane attivista sia solo veicolo delle idee dei genitori, ma guardando il documentario I Am Greta di Nathan Grossman, disponibile dal 3 Gennaio in esclusiva su Amazon Prime Video, appare chiaro che la realtà è diversa e alquanto illuminante. Il regista svedese segue Greta dall’inizio della sua campagna per l’ambiente, sottolineando come è nato questo suo sentimento di ribellione e l’idea di dover fare qualcosa per cambiare il futuro.

La mamma, cantante, non sembra avere un ruolo fondamentale in questa sua crociata, mentre il padre, attore, la accompagna nelle sue varie avventure, restando comunque in disparte e preoccupandosi per lo più delle sue condizioni di salute, come qualsiasi genitore farebbe con il proprio figlio. Ma le riflessioni dettagliate e schematiche sull’inquinamento, il riscaldamento globale, il risparmio energetico e tutte le varie questioni ambientali che le stanno a cuore, prendono forma nella testa della studentessa svedese in modo del tutto autonomo, quasi come per magia.

Photo credit: I Am Greta
Photo credit: I Am Greta

Filmati inediti e testimonianze dirette ci permettono di conoscere Greta in modo naturale e immediato. Ci troviamo davanti una ragazza che ama passare il tempo da sola o con i propri cani, ma non si integra facilmente tra i suoi coetanei. All’età di 13 anni le è stata diagnosticata la Sindrome di Asperger che, secondo lei, le permette di “vedere attraverso il rumore” come afferma all’inizio del documentario. Sicuramente è indubbia la sua estrema sensibilità e una profonda empatia per la realtà che la circonda.

Nonostante l’espressione spesso corrucciata e sospesa, i suoi occhi comunicano sdegno per i politici e le autorità che non sembrano prenderla sul serio e non agiscono concretamente per migliorare la condizione del mondo. Ma il suo sguardo trasmette anche coraggio e forza d’animo, quando sale su un palco e parla di fronte a milioni di persone che condividono le sue idee o quando tiene un discorso in una circostanza ufficiale con adulti pronti a condannarla.

Durante la sua sfida personale per formare una coscienza ecologica collettiva nel mondo, non mancano i momenti di debolezza in cui questo piccolo grande tornado con le trecce sente su di lei un peso troppo grande, una responsabilità che anche un adulto avrebbe qualche problema a gestire. Ma poi, dopo un pianto liberatorio, ritrova la quadratura e procede per la sua direzione, convinta che sia un dovere difendere il futuro suo e di altri giovani, prima che sia troppo tardi. Fonte di ispirazione per le giovani generazioni, Greta ha fondato il movimento Friday For Future che prevede ancora oggi lo sciopero della scuola ogni venerdì, poiché “i politici non trattano la crisi climatica come una crisi”.

Photo credit: I Am Greta
Photo credit: I Am Greta

Nel documentario si vedono immagini suggestive e potenti delle numerose proteste e manifestazioni fatte fino a oggi in suo nome, come un moderno Messia che deve anche preservarsi e resistere a minacce di morte e atti di bullismo più o meno gravi. Il discorso all’ONU durante il Summit sul clima la ritrova emozionata e commossa mentre pronuncia il suo discorso ai potenti del mondo; e sorprende la sua concentrazione e resistenza nel lungo viaggio in barca a vela dalla Svezia a New York per evitare di prendere l’aereo e restare coerente con la sua ideologia ecologica.

I Am Greta non è solo un documentario, ma un viaggio onesto e affascinante alla scoperta di una figura del nostro tempo che sta sacrificando la spensieratezza dell’adolescenza per un cambiamento necessario che ci tocca tutti da vicino. Che si condivida o meno la sua iniziativa, bisogna riconoscere la sua estraneità all’indifferenza che sempre più dilaga all’interno della società contemporanea. Se qualcuno non fa il primo passo e alle parole non seguono le azioni, diventa difficile rimediare agli errori commessi e ritrovare l'equilibrio dell'ecosistema.