Luoghi di guerra: i luoghi dell'anima di Tonino Guerra

Di Piera Detassis
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Photo credit: Mondadori Portfolio - Getty Images
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Basterebbe citare Amarcord, E la nave va, Ginger e Fred, Blow up, L'eclisse, Kaos, e ancora sarebbe poco per Tonino Guerra, poeta, scrittore raffinato, cultore del dialetto romagnolo e grandioso sceneggiatore. O, se preferite, sognatore, di quelli d’un tempo, incisi negli strati profondi del nostro immaginario. Ma forse neppure questo basta e così il figlio Andrea, musicista internazionale, premiatissimo compositore di colonne sonore per Ozpetek, Muccino, Verdone, Cotroneo, ci regala un ulteriore sguardo su quel padre imponente, tanto legato alla sua terra, Sant’Arcangelo di Romagna.

Nei dintorni c’è una località, Pennabilli, che porta in sé le tracce misteriose dei percorsi immaginifici di Tonino grazie al museo diffuso da lui creato, I luoghi dell’anima, sentieri, orti, piazzette e terreni dove il poeta ha seminato sculture e ricordi sacri, provocazioni e pietre antiche. Un viaggio con le sue stazioni che si chiamano L’orto dei frutti dimenticati, dove crescono le piante che nessuno ricorda, Il rifugio delle Madonne abbandonate, vergini in terracotta da ogni parte del mondo, La strada delle Meridiane con gli orologi solari che mutano seguendo la luce, il dipinto sorpresa L’Angelo coi baffi e ancora Il santuario dei pensieri, sette sculture, “specchi opachi dell’anima” come li definì Tonino, in una sorta di giardino zen che invita alla meditazione anche grazie a quel numero, il 7, che ricorre nella sua opera. Appena si potranno passare i confini di regione, Pennabilli è da scoprire.

Photo credit: Leonardo Cendamo - Getty Images
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Per non dimenticare, dal 18 al 21 marzo, Andrea ha fatto fiorire un festival di cinema, I luoghi dell’anima appunto, diretto da Steve Della Casa e Paola Poli con presidente Ozpetek, che raccoglie film e documentari attenti alla coesione con il paesaggio e l’ambiente, al respiro di un mondo al momento chiuso allo sguardo, ma alla cui salute sempre più si dovrà guardare. Film e incontri in piattaforma My Movies e titoli di sezione come Madre Terra dove spiccano i bellissimi documentari Semina il vento e Molecole o “Memoria” con l’omaggio a Le sorelle Macaluso di Emma Dante.

Di padre in figlio, più delle anteprime valgono qui l’idea, l’invito al respiro “lento” e la scoperta di un luogo incantato e poetico. L’intenzione è chiara dal nome di quella sezione del concorso, Utopia, sottotitolo Oltre la realtà. Che è il pensiero fisso, oggi, di tutti noi.