L'uomo più sexy al mondo del 2020 secondo People è (tanta roba): Michael B. Jordan

Di Monica Monnis
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Photo credit: Pascal Le Segretain - Getty Images
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From ELLE

Michael B. Jordan è tanta roba, e chi si è imbattuto in Creed, e/o Black Panther se n'è reso conto in un nano secondo. Ma di addominali scolpiti e fisici sculterei in quel di Hollywood ce ne sono a bizzeffe e per lasciare il segno serve altro (citofonare Brad Pitt, una meraviglia in versione volontario). In pratica a renderlo "il più sexy del mondo per il 2020", non solo le fossette ma (anche) tutto quello che c'è dentro, dietro e intorno. Perché la nomina di Sexiest Man Alive con cui ogni anno il magazine People celebra il personaggio pubblico più rappresentativa degli ultimi 12 mesi, non può prescindere dal contesto e dipingere un mondo di marzapane scollegato dallo Zeitung. Perché Michael B. Jordan si è battuto in per il #blacklivesmatter, è uno dei simboli della battaglia per l'inclusione e contro il razzismo nell'enterteinment, idem per la parità di genere. Poi ha un sorriso killer e les jeux sont faits.

L'incoronazione di People non è proprio un fulmine a ciel sereno: l'Adonis di Creed è uno degli attori più apprezzati della nuova leva e riesce a farsi notare anche fuori dal set per la personalità spiccata e la gentilezza da good guy (per il Time è tra le cento persone più influenti del mondo ndr). 33 anni, cocco di mamma (vive ancora con i genitori, la sorella maggiore Jamila e il fratello minore Khalid a Sherman Oak, Los Angeles) si è detto "elettrizzato" per il premio definito "un grande onore" per lui e per le donne della sua famiglia "orgogliosissime" del traguardo. Per ora nessuna fidanzata all'orizzonte, Jordan è ancora alla ricerca di quella giusta, una ragazza che lo "aiuti a crescere" e che condivida la sua "lunga lista di valori". Candidate?

Michael è il quinto uomo di colore a ottenere il titolo sui 35 finora incoronati, dopo Denzel Washington nel 1996, Dwayne 'The Rock' Johnson nel 2016, Idris Elba nel 2018 e John Legend lo scorso anno. Un riconoscimento molto sentito oltreoceano, che dal 1985 ad oggi è toccato a tutti i più grandi (il primo Mel Gibson, l'ultimo John Legend e in mezzo Brad Pitt -due volte-, Bradley Cooper, David Beckham, George Clooney, Adam Levine, solo per citarne alcuni) e va al di là del mero aspetto estetico. Michael è bello ed è un dato di fatto, ma a fare la differenze, oltre alla scelta di pellicole ben fatte (tra i nuovi progetti il film diretto dal regista italiano di Suburra Stefano Sollima, Senza rimorso, adattamento dell’omonimo romanzo di Tom Clancy che arriverà direttamente in streaming), il suo impegno nel sociale.

Volto di #BlackLivesMatter ("Troppe persone ci vedono come nemici pubblici, solo alcuni ci vedono come esseri umani, eppure dobbiamo essere sovrumani per sopravvivere", ha scritto su Instagram dopo la morte di George Floyd, per poi tenere un discorso pubblico durante la manifestazione a LA chiedendo una maggiore rappresentanza a Hollywood e un’azione da parte delle compagnie in termini di uguaglianza) e portavoce dell'importanza dell'inclusione nello showbiz, ha fondato la sua casa di produzione, la Outlier Society Production, che è stata la prima a praticare i criteri dell’inclusività sia nella scelta del cast sia del team di lavoro. "Ogni anno guardiamo allo spirito del tempo, allo zeitgeist", spiega il caporedattore della rivista People, Dan Wakeford alla CNN soffermandosi sui criteri di selezione, "volevamo trovare qualcuno che rappresentasse un equilibrio di evasione, conforto e ispirazione. E abbiamo capito subito che Mike era quello giusto. Poi il fatto che sia così sexy ha fatto il resto". Touché.