L'urlo dei teatri vuoti e le proteste dei lavoratori affinché riaprano (presto)

Di Elena Fausta Gadeschi
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Photo credit: Antonio Masiello - Getty Images
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Un’altra festa del teatro a sipario chiuso, un’altra occasione mancata per ripartire. Avevano assicurato che il 27 marzo, Giornata Mondiale del Teatro 2021, avrebbe coinciso in Italia con la riapertura delle sale, che saremmo tornati a popolare i luoghi di cultura, che avremmo assistito dal vivo alle performance degli artisti, che in questi mesi, con intelligenza, creatività e inventiva, hanno popolato la rete con la loro arte, la loro voce e le loro parole. Così però non è stato e a più di un anno dallo scoppio della pandemia ci troviamo a fare i conti con un presente “davvero sconfortante e difficile”, come l’ha definito l'assessore alla Cultura di Milano Filippo Del Corno. Doveva essere una festa e invece quella del 27 marzo è stata una giornata di proteste da parte dei lavoratori dello spettacolo di tutta Italia, che hanno occupato alcuni luoghi simbolo della cultura.

Misure concrete, non “un’elemosina”. Dal ponte Umberto I di Torino i manifestanti hanno “esaurito la pazienza” e chiedono “un tavolo permanente vero con una riforma totale che contempli tutele”: “questa è la sedicesima manifestazione che facciamo”. Sconfortati e arrabbiati anche dalla Fenice di Venezia: “Siamo chiusi da un anno e, nonostante tutto, avete visto e ascoltato il nostro cuore battere con le nostre dirette. Ci stiamo preparando a un mondo nuovo e torneremo a vivere, statene certi”. Più propositivo lo spirito dello Stabile di Bolzano, che riparte all’aperto con Fuori! Il teatro fuori dal Tetro, una rassegna con più di 100 appuntamenti gratuiti e all’aperto a Bolzano e Provincia.

Proteste anche al teatro Argentina di Roma, che con l’hashtag #pernoinonèfesta chiede di ripartire “in sicurezza e nel pieno rispetto della dignità di ciascuno/a”, mentre al Piccolo di Milano l’appello degli occupanti riguarda la creazione di “un parlamento culturale permanente: è un atto fortemente mediatico, abbiamo bisogno di tornare a essere il primo punto dell’agenda politica”. Più pacati i toni del Franco Parenti con le sue Dichiarazioni d’amore al teatro da parte di attori e registi come Andrée Ruth Shammah, Isabelle Huppert, Pamela Villoresi, Filippo Timi, Alessio Boni e molti altri, che hanno dato voce alle tante ragioni – culturali, sociologiche, personali – per cui i teatri, “che reggono lo specchio del mondo” dovrebbero riaprire quanto prima.

"Il teatro è necessario perché è libertà" fa eco Lino Guanciale sui social. "Libertà di pensiero, di parola, di espressione. Quando a 19 anni ho calcato il mio primo palcoscenico ho sentito una sensazione di libertà mai provata prima, ed è proprio quella sensazione che cerco ogni volta che vado in scena. Un anno di pandemia ha accresciuto questo desiderio di libertà, e ha sottolineato anche il bisogno di tutela strutturata e strutturale per chi fa questo mestiere in tutti i ruoli e a tutti i livelli".

Mentre in Italia infiammano le proteste, da Hollywood risuonano le parole del premio Oscar Helen Mirren, testimonial della Giornata Mondiale del Teatro 2021, che ha ricordato il difficile momento che stanno vivendo "artisti, tecnici, artigiani e artigiane", che in "una professione già piena di insicurezze" hanno dimostrato una grande capacità di adattamento. "Forse questa insicurezza sempre presente li ha resi più capaci di sopravvivere, con intelligenza e coraggio, a questa pandemia" ha aggiunto, poiché grazie a Internet "la loro immaginazione si è già tradotta, in queste nuove circostanze, in modi di comunicare creativi, divertenti e toccanti".

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"Una società senza teatro è monca, così come uno spettacolo senza pubblico" ricorda sui social Del Corno, che chiede di ascoltare "queste voci, in tutto il mondo: gridano una proposta, non una protesta", mentre fa sapere dal suo profilo facebook di aver lanciato tre settimane fa il programma "Milano che spettacolo”, uno strumento operativo di cui si è dotato il Comune per prepararsi concretamente alla ripresa degli spettacoli dal vivo in piena sicurezza, non appena saranno consentiti dal Governo. Un segnale importante che aiuta a tenere accesa la speranza.