M5S e Pd minacciano lo strappo, Conte costretto a tenere in ghiaccio il decreto Ilva

Pietro Salvatori

Uno dei collaboratori del capo del Governo allarga le braccia: “Sul tavolo non è arrivato nulla, i telefoni sono rimasti muti”. Giuseppe Conte personalmente ci mette la faccia, va a Taranto a incontrare operai, sindacati e cittadini, ma politicamente non ha una soluzione. Le 48 ore che aveva dato a Mittal per ripensarci e presentare un piano alternativo, per avviare una trattativa, sono scadute. Nulla è successo. La verità è che il Governo combatte a mani nude un match in cui l’avversario è armato fino ai denti.

Conte non vuole trascinare Mittal in un contenzioso legale, i cui confini temporali sono un’incognita assoluta e i cui effetti potrebbero ripercuotersi pesantemente sui lavoratori e sull’indotto. L’alternativa è trattare con il management. Sullo scudo penale. E sui 5 mila esuberi, numero indicato dalla proprietà affinché il loro piano industriale sia sostenibile. Questa è la strada su cui sta spingendo il Pd, sulla quale il Movimento 5 stelle tira con decisione il freno a mano. Ma anche su questo, al momento, Palazzo Chigi prende tempo. “Perché ci hanno rifiutato seccamente l’immunità quale presupposto per aprire un negoziato”, spiegano fonti di Palazzo Chigi. E perché aprire una trattativa su ulteriori licenziamenti, con la conseguente attivazione della cassa integrazione in deroga, oltre che costoso sarebbe un fallimento e scatenerebbe la rivolta dei tarantini. Ma anche perché Conte si ritrova in un imbuto. Il Nazareno è in fortissimo pressing, già a partire dalla notte del drammatico Consiglio dei ministri, per un decreto ad hoc che ripristini lo scudo penale. Mossa che al premier non è nemmeno invisa. Ma sulla quale nicchia sia a seguito del disastroso colloquio con Mittal padre e figlio, sia perché è ben consapevole che il Movimento, ad oggi, non reggerebbe nei numeri al Senato una mossa di questo tipo.

 

 

“Dobbiamo costringere l’azienda a rimanere al tavolo”, ha detto Nicola Zingaretti. Che poi ha...

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