Ma chi difende i genitori dalle story a tradimento dei nostri ragazzi?

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Photo credit: Elle Italia
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Ne abbiamo parlato tanto: postare foto dei nostri figli senza il loro consenso è un’invasione illecita della privacy, lasciamo pericolose “impronte digitali” che potrebbero essere fonte di umiliazione in futuro, soprattutto se ci prendiamo gioco delle loro difficoltà. E attenzione al body shaming.

Ma adesso ditemi che, al contrario, non sono la sola a ritrovarsi nelle storie Instagram dei figli con le orecchie da coniglio o aggrappata a una fontanella con la lingua di fuori dopo aver fatto una salita. Quando li vedo ridere sul divano con il telefonino in mano comincio a controllare come sono vestita, come mi stanno i capelli, cerco di non distrarmi, sto attenta a quello che dico, cambio persino accento e la voce diventa più acuta. Neanche fossi al tè delle cinque con Lady Violet sul set di Downton Abbey. Non sono più libera in casa mia.

Per non parlare di quando mi accorgo troppo tardi di essere dentro un reality show perché loro stanno giocando in videochiamata con gli amici in sala e io ho appena urlato come una pazza a mio marito: “Un’altra multa? Adesso basta, nascondo le chiavi”.

Se usciamo insieme evito di bere per non compromettere i riflessi e cerco di averli sempre di fronte a me perché di lato sono troppo pericolosi: certi close up - di profilo - sul doppio mento mi hanno traumatizzato. Parliamo di personaggi astuti e senza scrupoli, che mi hanno mandato a lavorare un primo aprile con scritto dietro “Ciao, sono Peppa Pig”. Se una comincia a ridere e l’altro dice: “No dai, poverina” è fatta, sono già online.

Quel momento arriva, lo sappiamo. Ne hanno bisogno per crescere. Ma un conto è il pranzo di Natale con i cugini e le prozie, un altro questa piazza virtuale istantanea e brutale.

Chi difende i genitori? E i nonni. Che probabilmente rimarranno per sempre all’oscuro del video dove chiedono come si fa a vedere “Brigidon su Nefliss”.

p.s. Potrebbero quasi farci una serie tv: Shamenting (a pag. 79 le nuove in arrivo).

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