Ma davvero l'Italia non parteciperà alle Olimpiadi?

Di Redazione
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Photo credit: FABRICE COFFRINI - Getty Images
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Lo state leggendo ovunque: "L'Italia escluda dalle Olimpiadi" o "L'Italia alle Olimpiadi senza inno e bandiera", a seconda della propensione al sensazionalismo di testata e titolista. Ma è vero?

Andiamo con ordine.

Alle Olimpiadi si partecipa, su decisione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), solo se le federazioni nazionali sono considerate "indipendenti". E qui nasce il problema italiano: perché il Coni, dopo la riforma dello sport voluta e approvata dal primo governo Conte (il cosiddetto governo giallo-verde, quello con Lega e Movimento 5 Stelle) avrebbe di fatto perso parte della sua autonomia rispetto alla politica. Per questo all'orizzonte c'è un rischio concreto per lo sport italiano: che l'Italia non partecipi alle prossime Olimpiadi.

Per far fronte al problema si era già provveduto a riformare ulteriormente la materia sportiva, con una serie di provvedimenti voluti dal Ministro dello Sport Spadafora. Ma evidentemente non è stato sufficiente e il rischio c'è ancora. Anzi, è imminente.

Tra due giorni, il 27 gennaio, arriverà il responso e nel caso fosse negativo la bandiera italiana e il nostro inno non potranno essere alla manifestazione più importante e antica in fatto di sport, le Olimpiadi, appunto. Gli atleti, però, potranno esserci comunque, ma partecipare da "indipendenti": il che significa che in caso di vittoria, o di secondo e terzo posto, non suonerà l'inno di Mameli e non verrà esposta la bandiera italiana.

Stando a quanto riportano i media internazionali, da Losanna negli ultimi mesi sono partiti più avvisi al governo italiano, delle comunicazioni ufficiali che mettevano il problema nero su bianco. Apparentemente, però, non c'è stata alcuna risposta da parte del governo italiano. Ecco perché il rischio è ancora concreto.

Photo credit: Tomohiro Ohsumi - Getty Images
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Il problema dell'autonomia del Coni verrà, in ogni caso, valutato nuovamente dal CIO: avverrà il 27 gennaio, e questo significa essenzialmente che se il governo riuscisse a fare entro quella un decreto risolutivo, il CIO ammetterebbe l'Italia. Ma succederà? Non lo sappiamo, i tempi sono obiettivamente strettissimi.

Le Olimpiadi, al netto del problema italiano, sono già state ridimensionate dalla pandemia: si dovevano svolgere a Tokyo nel 2020, ma sono state rimandate nel 2021. Non solo, altri paesi, come la Russia, non parteciperanno per decisioni già definitive. Per non parlare dell'esclusione di alcuni sport, come la lotta (sia la libera che la greco-romana) decisa nella riunione del CIO il 29 maggio a San Pietroburgo.

Al momento la situazione è confusa, pare più probabile che l'Italia venga esclusa ma i colpi di scena - soprattutto quando si tratta di leggi - nel nostro paese sono sempre in agguato, nel bene o nel male. Se poi vedremo Federica Pellegrini e Filippo Tortu vincereda indipendenti, non ci resterà che fischiettare l'inno in salotto e ringraziare il Conte I.