Madame, "Abbiamo altri due cervelli: la pancia e l’organo sessuale. Devono funzionare tutti e tre"

Di Silvia Locatelli
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Photo credit: courtesy Sugar
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From ELLE

Il problema con Madame sono le parolacce: tight beat, proxare, dpm. Ti dice che con mamma non sempre si capiscono, fai finta di niente e le googli mentre parla. Ha diciotto anni la bella sorpresa del rap italiano. Ha scelto “Madame” da un generatore di nomi per drag queen, canta “la vita mi fa click sul clito” e le girano un po’ le scatole che si dica “L’ha lanciata Ronaldo condividendo Sciccherie”: lei era già a due milioni di ascolti, la persona con più follower al mondo gliene ha portati “solo” 300.000. A 14 anni ha messo due canzoni su Youtube, è lì che l’ha scoperta Fabio Rinaldi, A & R di Sugar. Come nelle favole.

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I colleghi maschi ti hanno accolto bene?

Benissimo. Il genere lo scegli, sono fluida, certe mattine mi sveglio più mascolina, altre più femminile. Riesco a pensare come un uomo, è successo con Clito. Poi non parlo di cazzi ma di quello che ho...

Parli come canti?

Con molte metafore sessuali, sì, sono nel pieno dell’esplosione ormonale. Noi abbiamo altri due cervelli: la pancia e l’organo sessuale. Devono funzionare tutti e tre.

Perché il rap?

Perché non ho l’estensione vocale di Ariana Grande o Laura Pausini... Ho cercato “donne rap”: non c’era nessuna con le mie idee, la mia metrica, i miei testi.

Non vesti come una rapper....

Simone Furlan ha capito cosa volevo: uno stile largo e comodo. Ora non mi va di mostrarmi, magari a 30 anni canto nuda a San Siro.

La tua urgenza?

Mi innamoro continuamente di persone che ammiro. Assorbo, raccolgo e amplifico. Ho una forte empatia, a volte mi faccio penetrare troppo ma mi serve per scrivere. Non ho mai avuto una calligrafia mia, copiavo quella del compagno di banco. I miei quaderni sembrano scritti da 30 persone diverse.

Il sogno?

Volevo diventare insegnante di lettere prima che mi esplodesse questa cosa tra le mani... Il sogno è creare un liceo nuovo, economico-sociale, con una bella base di filosofia, psicologia e italiano, molti laboratori e una nuova materia: come gestire i social network.

A Vicenza come stai?

Mi annoio facilmente ma soffro d’ansia e quindi non riesco ad allontanarmi. Vado per boschi col mio cane Barney. Non potrei vivere a Milano: mi prosciuga le energie. Eppure ne ho tante.

Cosa vogliono i ragazzi?

Io conosco quelli simili a me, gli altri non li sopporto. Vogliono crearsi un lavoro. Siamo nel mezzo di una rivoluzione, bisogna capire cosa manca e riempiere quei buchi, come ha fatto Chiara Ferragni, come cerco di fare io.

Di cosa ha bisogno il mondo?

Di tranquillità. Se solo tutti pensassero di più ai cazzi loro... Il perbenismo è una piaga, un palo tra le ruote. Rilassatevi.

Come si concilia la scuola col lavoro?

Di merda. Ne ho cambiate tre. Amo studiare ma solo quello che piace a me. Sono una bambina ribelle. Non ti auguro una figlia come me.

Cucciola...

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