Madame a Le Iene, monologo: "Autostima è comprendersi, accettarsi"

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madame le iene monologo
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Conduttrice dell’ultima puntata de Le Iene, Madame ha portato in scena un bellissimo monologo sull’autostima. La cantante ha lanciato un messaggio molto importante, che è stato apprezzato sia dai fan che dai ‘semplici’ telespettatori.

Madame a Le Iene: il monologo

Madame è stata conduttrice de Le Iene e ha presentato un monologo sull’autostima. La cantante ha affiancato Nicola Savino e quando ha avuto il centro dello studio tutto per sé, ha portato in scena un discorso profondo, scritto completamente da lei. Ha esordito:

“Questa sera voglio parlarvi di una cosa che, fino a qualche mese fa, non avevo. L’autostima. Autostima è amare se stessi. Comprendersi, accettarsi. Perdonarsi. Dobbiamo imparare ad amare tutto di noi. Anche le parti peggiori. Quelle che ci fanno soffrire e vorremmo cambiare. Ma se proviamo a cambiarle odiando ciò che siamo, facciamo un casino. ‘Sbreghiamo tutto’. L’assenza di autostima è una brutta bestia. Se non ce l’hai, senti di non valere nulla”.

Madame a Le Iene, monologo: parole importanti

Madame ha proseguito il monologo a Le Iene parlando della sua autostima, di come è riuscita a raggiungerla, senza nascondere l’ansia provata in questo periodo. Ha dichiarato:

“La verità è che sono stata di mer*a per anni. Pure a Sanremo, e con il disco d’esordio in uscita. Stavo male. Sempre. Prendevo ansiolitici come fossero acqua. Lo stomaco chiuso. Non mangiavo. Non dormivo. Era un circolo vizioso. Dicevo: ‘Ma ca**o! Perché devo stare sempre così?’ A un certo punto è andata pure peggio. All’improvviso nella mia vita tutto era vuoto. Senza un senso. Mia madre. La mia casa. Il mio cane. La musica”.

Madame ha parlato del suo buio e di quella famosa luce in fondo al tunnel che è riuscita a vedere.

Madame a Le Iene, monologo: l’autostima

La giovane artista ha concluso:

“Poi mi sono detta: basta. Non puoi andare avanti così. Ho iniziato a lavorare ogni giorno per trovare un senso. Ho guardato in faccia l’ansia che mi aveva sempre accompagnata. (…) Mi sono detta: ‘Prima o poi soffrirai, ma non devi avere paura. Perché se soffrirai, ti curerai. E se non lo farai, morirai. E sai cosa c’è? Che tutti, prima o poi, muoiono’. Non possiamo rovinarci la vita perché abbiamo paura di soffrire. O di morire. È una grandissima ca*ata. Per me capirlo è stata una liberazione. Ho imparato a non essere schiava della fretta, a godermi i silenzi, il buio. Ho imparato a respirare. Ad accettare le cose che accadono senza che io possa controllarle. Ad accettare me. Se mi aveste conosciuto un anno fa, avreste detto: min***a, questa è grave. Adesso mi sono messa a posto. Ho trovato un senso nell’amore. E ho stima di me perché so comprendermi, accettarmi e amarmi. Insomma, sto bene. E anche se non ho trovato la cura per lo star male, ho curato la paura di star male”.

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