Made in Italy #48 - Claudio Marenzi: "Grazie ai pannelli solari produciamo più energia di quanta ne consumiamo"

Di Federica Fiori
·2 minuto per la lettura
Photo credit: COURTESY OF HERNO
Photo credit: COURTESY OF HERNO

From ELLE

L'uomo che un giorno vorrà essere ricordato soprattutto per il suo impegno, nel nome del quale ha «sacrificato tutto, ma lo rifarei», che delega alla notte il compito di raccogliere «paure, le più sottili, e idee, le più brillanti», che compensa la sua «passionalità istintiva con un rigore calvinista», mi siede davanti e scruta assorto un punto indefinito del lago, o forse oltre il lago, mentre sorseggia un calice di vino bianco, «il solito», chiesto poc'anzi. Più che un luogo fisico, per lui, quello specchio d'acqua è un topos mentale: «Il lago ti restituisce sempre un orizzonte e fissa un limite, a differenza del mare. Per me è una necessità», spiega tra il serio e il faceto.

Claudio Marenzi sul lago ci è nato, e sul lago ha ridato vita all'azienda di famiglia, quella Herno le cui sorti sembravano smarrirsi sulle rive paludose del conto terzi quando, nel 2005, con un atto di coraggio e di rottura ne prese il timone, trasformando una piccola realtà di provincia in un modello di business internazionale, puntellato dai solidi pilastri dell'eccellenza Made in Italy, della sostenibilità e di un'identità diventata, nel tempo, inconfondibile: «Ho scelto un approccio filologico, sono partito dalla funzione e l'ho incrociata alla performance: un nostro impermeabile dovrà anzitutto proteggere alla perfezione dall'acqua, ma allo stesso tempo dovrà essere contemporaneo, bello, desiderabile». Così desiderabile che del passato da terzista è rimasto solo un nome prestigioso, protetto da privacy, «forse l'unico marchio del lusso a cui non si può dire di no», precisa sorridendo.

Nel mezzo, anni e anni di ricerca e sviluppo, con una logica rigorosa guidata da obiettivi etici e ambientali – «grazie ai pannelli solari produciamo più energia di quanta ne consumiamo, ogni nostro processo è misurabile in cifre e non in percentuali fumose», spiega – e punteggiata da atti coraggiosi, come la giacca-progetto lanciata con Eurojersey e RadiciGroup cinque anni fa mappando l'impatto ambientale dell’intero processo produttivo: «una specie di coming out ecologico», commenta divertito.

L'ultimo passo, in ordine di tempo, è stato compiuto pochi mesi fa con il lancio di Herno Globe, la nuova etichetta green che racchiude i progetti ecosostenibili del brand e che, per l'A/I, presenta quattro imbottiti rivestiti in tessuto Fast- 5Degradable, un nylon 20 denari che impiega Amni Soul Eco, un filato biodegradabile di poliammide 6.6. Il futuro? Un mantra tra l'astratto e il pragmatico che lui, l'Uomo del lago, non si stanca di ripetere ai suoi figli: «Non pensate di essere proprietari dell’azienda, è l’azienda che possiede noi. E non pensate che essere preparati o entusiasti sia sufficiente. Per farcela bisogna essere bravi». A volte, le cose più complesse sono anche le più semplici...