Madre di 7 figli si laurea a 51 anni e la dedica al marito morto di coronavirus

A Gossolengo, in provincia di Piacenza, la gioia e il dolore si mescolano ai tempi dell’emergenza coronavirus. Lo ha provato sulla sua pelle Cinzia Trevisan, 51enne madre di 7 figli che lo scorso 28 marzo - a pochi giorni dalla morte del marito Giancarlo a causa del virus- è diventata dottoressa in Lingue straniere.

Un traguardo tanto ambito per la donna, obiettivo raggiunto grazie alla tenacia del marito che l’ha convinta a riprendere quegli studi interrotti 25 anni fa dopo il matrimonio e la nascita di ben 7 figli. “Sposai Giancarlo l’11 settembre 1992 e in dodici anni abbiamo messo al mondo sette figli. Scelta consapevole, felice, ma che ha comportato altre priorità, l’organizzazione della famiglia, i ragazzi da accompagnare a scuola, lo sport da fargli fare” ha raccontato la donna al Corriere della Sera.

A febbraio, quando l’ultimo step verso la laurea era ormai prossimo, la malattia del marito: “Aveva la febbre alta, poi la tosse. Influenza, dicevano i medici. Tranquilli, bisogna avere pazienza, non occorre fare il tampone per il coronavirus. Dopo dodici giorni di malattia, di notte, mio marito si è aggravato. Ho chiamato l’ambulanza, finalmente lo hanno portato in ospedale dove, dopo altri dodici giorni esatti, è morto”.

LA MAPPA INTERATTIVA DEI CONTAGI

“Ho visto per l’ultima volta Giancarlo il 10 marzo, giorno del compleanno suo e di nostra figlia Miriam. Lui compiva 53 anni, lei 23. Abbiamo pranzato insieme e spento le rispettive candeline su una torta al cioccolato preparata in casa. Nella notte, i miei figli hanno sicuramente sentito il trambusto degli operatori sanitari in casa nostra, ed hanno avuto paura” ha raccontato la donna in una lunga lettera pubblicata sul portale dell’Associazione nazionale famiglie numerose.

Giancarlo, titolare di una lavanderia nel paese piacentino flagellato dal coronavirus con numeri abnormi, si è spento il 25 marzo: “Abbiamo pregato nei giorni in cui lui era in ospedale. Posso dire di non aver mai pregato tanto in vita mia. Non desideravo altro che il ritorno di mio marito, l’uomo con cui ho spesso litigato, di cui sapevo i punti deboli, a cui rinfacciavo i difetti. L’uomo che non smetterò mai di amare”.

“Il dolore della ferita è lacerante. Brucia come il sale su un taglio profondo” ha proseguito la 51enne.

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Tre giorni dopo, però, Cinzia ha trovato la forza per discutere la tesi, online, su Lutero per ottenere quella pergamena tanto sognata. “Dai, mettiti sotto che mica ti lascio sola, puoi farcela. Puoi finalmente discutere la tua tesi di laurea” le aveva detto Giancarlo per spronarla al raggiungimento dell’obiettivo. Lei, per riconoscenza e amore, gli aveva dedicato l’elaborato finale che avrebbe discusso davanti alla commissione: “A mio marito, che ha creduto in questo progetto prima di me”.

Doveva essere una sorpresa perché “non gli avevo ancora mostrato le cento pagine” ha raccontato la donna al Corriere, poi ha aggiunto: “Le vedrà da lassù. Sì, è dura, ma ho il dono della Fede e so che Giancarlo è qui con noi”.

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