Maestra scrive ai bimbi e spiega suo no al Green pass

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(Photo by Stefano Guidi/Getty Images)
(Photo by Stefano Guidi/Getty Images)

Ha inviato una lettera via Whatsapp, indirizzandola al gruppo genitori e rivolta ai suoi piccoli studenti, in cui spiega le ragioni per cui, contraria al Green pass, non si siederà alla cattedra come ogni anno.

Protagonista della vicenda, riportata dal Corriere di Romagna, una maestra di una scuola elementare di Mercato Saraceno, nel Cesenate, che ha motivato la sua scelta ai bambini, parafrasando una fiaba che era solita raccontare in classe.

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Nello scritto pubblicato dal giornale e aperto con le parole "Cari bambini", la maestra dà conto della sua decisione osservando che "finché le disposizioni attuali non saranno modificate, io resterò fuori dalla scuola perché non presenterò nessuna certificazione per entrare e poter lavorare. Se accettassi questo sistema non riuscirei più a guardarvi negli occhi e non avrei più nulla da insegnarvi perché avrei perso la mia libertà e la mia dignità".

Quindi, chiarisce in un altro passaggio della lettera, "Per spiegarvi ciò che sto vivendo faccio un paragone con la storia di 'Ribelle', che voi conoscete bene. Mi riconosco - scrive - in questa lumaca che si allontana dall'abitudinario Paese del Dente di Leone dove farsi domande e pensarla in modo diverso è diventato motivo di esclusione e discriminazione".

Secondo la docente, che continua ad argomentare sul filo della fiaba, come la lumaca del racconto "Sento che c'è un viaggio da fare, doloroso perché mi terrà lontano da voi e mi esporrà anche a dei 'pericoli' e a delle decisioni cruciali".

"Perché lo intraprendo? - continua - Perché, come per Ribelle, arriva per tutti un momento in cui si è chiamati a prendere posizione, a fare delle scelte e io sento la voce della coscienza che mi ripete che questa è la scelta giusta, per me, per i miei figli, per voi, per la società intera; dire no ad ogni divisione, difendere la libertà di scelta e di opinione, non cedere ai ricatti, non cedere alla paura".

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"Mi auguro - conclude la maestra - che questa lontananza duri il meno possibile. E' una scelta sofferta e ho tanta nostalgia di voi, del sano assembramento dei vostri corpi e delle vostre intelligenze. Intanto vi abbraccio uno ad uno esortandovi a dare il massimo di voi stessi".

La lettera non ha mancato di sollevare contrarietà venendo stigmatizzata, tra gli altri, dai presidenti degli ordini dei Medici di Forlì-Cesena e di Rimini che la definiscono una "scelta sbagliata" e "un messaggio pessimo". E anche dalla sindaca di Mercato Saraceno, Monica Rossi, insegnante alle superiori, che taccia il fatto come "un episodio molto brutto: unico, per quanto possa vedere io nel mondo della scuola"

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