Marina Udgodskaya, la donna che faceva le pulizie in Municipio e ora è la nuova sindaca anti-Putin

Di Carlotta Sisti
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Photo credit: AFP Contributor - Getty Images
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From ELLE

Ci auguriamo che una squadra di bravi sceneggiatori sia già al lavoro sul materiale che la storia che vi stiamo per raccontare offre, perché se non ha le carte in regola per diventare un ottimo sceneggiato (ma la bellezza delle parole desuete?), allora chi. Lo scenario è quello della Russia, che, ecco, non è esattamente in cima alla classifica dei paesi più progressisti al mondo, di recente alle prese con le prime elezioni comunali dopo la prima ondata della pandemia. E sappiamo bene, freschi della notizia dell’avvocato e attivista Alexei Navalny avvelenato mentre tornava da uno dei suoi incontri pre elettorali in Siberia, quanto lì il tema sia quantomeno delicato. Senza giri di parole, le elezioni amministrative sono per Vladimir Putin un affare nazionale, nel senso che non sono ammesse trasgressioni rispetto alla supremazia del partito di governo, che, coerentemente a una visione "particolare" della democrazia, deve vincere ovunque. Con grande sgomento generale, è invece successo che una donna di trentacinque anni si sia ritrovata, praticamente per caso, a battere il candidato di partito e a diventare sindaco di Povalikhino, un paesino con poco più di duecento abitanti a 500 chilometri da Mosca. Lei si chiama Marina Udgodskaya, ed era abituata a frequentare il municipio, ma per il fatto che da alcuni anni svolgeva lì il suo lavoro di addetta alle pulizia. Udgodskaya è sposata, ha due figli, in una delle interviste ha detto che le piace coltivare i campi ma soprattutto non aveva nulla a che fare con la politica, né con l’amministrazione della sua cittadina.


La sua candidatura, che doveva essere praticamente simbolica, è dovuta al fatto che il sindaco uscente, sostenuto dal partito putiniano Russia unita, Nikolai Loktev, aveva bisogno di un oppositore, qualcuno che si candidasse contro di lui, almeno formalmente. Lo aveva chiesto al suo assistente, lo aveva chiesto a un membro del Partito comunista, lo aveva chiesto a tanti, ma tutti gli avevano risposto di no: non avevano voglia di candidarsi per perdere. L'unica ad aver accettato, e ce la immaginiamo mentre se la ride di questa faccenda surreale, è stata lei. Che, però, alla fine ha vinto e davvero nessuno più di lei è rimasto sorpreso da questo trionfo, anche perché, guardando nel dettaglio, il tutto doveva essere così già scritto che la nuova sindaca non aveva nemmeno fatto campagna elettorale, dicendo che d'altronde aveva accettato di partecipare alle elezioni "solo per aiutare il mio capo. Aveva solo bisogno di uno sfidante, in modo che le elezioni potessero aver luogo, ed invece eccomi qua". Andrei Kolesnikov, analista politico del Moscow Carnegie Center, ha affermato che in Russia i consiglieri politici del Cremlino tengono d'occhio la politica nazionale e locale, ricercando talenti sia per i candidati filogovernativi sia per coloro che possono giocare in modo plausibile e sicuro il ruolo dei perdenti. Alexei Navalny non era nessuna di queste due cose, ed infatti è stato messo fuori dai giochi.

La supervisione della politica locale, tuttavia, di tanto in tanto produce un risultato sbagliato: prima della neo sindaca Udgodskaya, nella regione siberiana di Khabarovsk, un candidato dell'opposizione aveva vinto il governatorato ed è stato successivamente arrestato, scatenando mesi di proteste. "Nelle piccole comunità, tali guasti possono accadere - ha detto Kolesnikov al New York Times - e questo, ovviamente, è quello che è successo a Povalikhino. Gli abitanti del paesino hanno in sostanza premiato con il loro voto Udgodskaya perché la conoscevano personalmente e la stimavano.". Ora alla prima cittadina a sorpresa toccherà l'onere di ricambiare questa inaspettata fiducia, e agli sceneggiatori di cui prima rendere al meglio questa vicenda quasi fiabesca, non fosse dall'altra parte del paese a brontolare per quanto accaduto ci sia Vladimir Putin.