Maternità surrogata: di cosa si tratta

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gpa di cosa si altri
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Oggi, in Italia e non solo, moltissime persone non possono avere una gravidanza. I motivi sono i più dispariti: coppie dello stesso sesso, patologie, infertilità, solo per citarne alcune. Se alcune coppie optano per una percorso di PMA, altre invece pensano alla gravidanza solidale: cos’è? Scopriamolo insieme.

Gravidanza solidale: cos’è

Con gravidanza solidale si intende un percorso di fecondazione assistita nel quale una donna porta avanti una gravidanza per un’altra persona o per una coppia. Nei Paesi in cui tale pratica è consentita legalmente, la donna che porta avanti la gravidanza per altri non è giuridicamente considerata genitrice dei bambini nati. La legge, infatti, considera genitori a tutti gli effetti coloro i quali hanno fatto ricorso alla gravidanza per altri.

Una donna, quindi, sceglie in maniera libera, autonoma e volontaria di ospitare nel proprio utero un embrione sviluppato attraverso le tecniche di fecondazione in vitro, favorendone lo sviluppo fino alla fine della gravidanza, compreso il parto.

In Italia, la gravidanza per altri (GPA) commerciale è vietata dalla Legge 40/2004. L’articolo 12, comma 6, di tale legge dispone quanto segue: “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro”.

GPA: il nuovo disegno di legge

Un disegno di legge a favore, e per la regolamentazione, della gestazione per altri, per la possibilità di una gravidanza solidale tra donne, è stata depositata la settimana scorsa in Parlamento dagli onorevoli Guia Termini, Doriana Sarli, Riccardo Magi, Nicola Fratoianni ed Elisa Siragusa.

La proposta di legge ha come obiettivo quello di disciplinare e regolamentare il tema della gravidanza solidale e altruistica in Italia. Una regolamentazione di tutte le fasi del percorso di gravidanza solidale e altruistica nel rispetto degli standard internazionali in materia di diritti umani, infatti, consentirebbe di evitare gli abusi che spesso discendono proprio dalle lacune normative.

Tale procedura rappresenterebbe, infatti, una soluzione non solo per i soggetti singoli, ma anche per le coppie che non possono intraprendere o portare a termine una gravidanza.

Gravidanza solidale nel mondo

La disciplina in materia di GPA varia da Stato a Stato: in alcuni Stati è recepita nella legge, in altri, si ispira a principi fondamentali stabiliti dalla giurisprudenza e dalla prassi nel tempo.

Negli Stati Uniti, per esempio, alcuni Stati riconoscono la possibilità di accedere alla GPA a tutti i soggetti, indipendentemente dal relativo orientamento sessuale, stato civile, o dalla sussistenza di una connessione genetica tra il genitore intenzionale e il bambino. Secondo le raccomandazioni del 2017 dell’ASRM (American Society for Reproductive Medicine) è richiesta la prova che il ricorso a tale pratica sia ricollegabile a esigenze di tipo medico.

In Ucraina solo le coppie eterosessuali sposate possono accedere alla GPA. Inoltre, è richiesta la sussistenza di una connessione genetica, al 50%, tra uno dei genitori intenzionali e il minore, nonché la prova che il ricorso alla GPA sia dovuto a esigenze di tipo medico.

In Grecia tutte le coppie eterosessuali, indipendentemente dal relativo stato civile, ma anche le donne single entro i 50 anni, possono accedere alla GPA. Il limite dell’età vale, altresì, per la donna nella coppia eterosessuale. Inoltre, è richiesta la prova che il ricorso alla GPA sia ricollegabile a esigenze di tipo medico.

Infine, nel Regno Unito, tutte le coppie eterosessuali e omosessuali, nonché i soggetti singoli, possono accedere al percorso di GPA.