I membri della famiglia reale d'Olanda potranno contrarre matrimoni omosessuali, senza dover rinunciare al trono

·3 minuto per la lettura
Photo credit: Patrick van Katwijk - Getty Images
Photo credit: Patrick van Katwijk - Getty Images

Inutile negarlo: in fatto di diritti civili l'Olanda è avanti anni luce. Dopo essere stato il primo Paese al mondo ad avere legalizzato le unioni omosessuali nel 2001, oggi è la prima monarchia che ammette matrimoni arcobaleno anche per i membri della royal family e i diretti eredi al trono. A riaprire la questione, già affrontata con esito negativo nel 2000, è il il premier Mark Rutte, che in una lettera indirizzata al Parlamento e riportata dal Guardian ha spiegato che "il governo ritiene che l'erede possa anche sposare una persona dello stesso sesso", e che "quindi non si ritiene che un erede al trono o il re debba abdicare se desidera sposare un partner dello stesso sesso".

Photo credit: Patrick van Katwijk - Getty Images
Photo credit: Patrick van Katwijk - Getty Images

Una dichiarazione chiara e incisiva in risposta ai dubbi sollevati dalla recente pubblicazione Amalia, Duty Calls, un libro dedicato alla principessa ereditaria Catharina-Amalia, primogenita di re Guglielmo Alessandro e della regina Maxima, in cui si sostiene che in virtù di antiche leggi sarebbe esclusa la possibilità di una coppia dello stesso sesso di salire al trono. Di fronte ai dubbi sollevati in merito da due parlamentari del Vvd (Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia), il premier ha chiarito che i tempi sono cambiati e che d'ora in avanti in caso di matrimonio Lgbtq+ l'erede non sarà costretto dal Parlamento a rinunciare al trono. A differenza dei matrimoni regolari, quelli reali richiedono infatti l'approvazione del governo e in passato è capitato più volte che alcuni membri della casa reale olandese abbiano rinunciato al loro posto nella linea di successione per sposare qualcuno senza permesso. Nel caso dei matrimoni arcobaleno tuttavia la questione sarebbe più complicata dal momento che non si sa cosa accadrebbe alla successione se ci fossero figli nati tramite adozione o fecondazione assistita. Secondo Mark Rutte la questione sarebbe "spaventosamente complicata” poiché la costituzione olandese stabilisce che al re o alla regina può succedere solo un "discendente legittimo".

Photo credit: Patrick van Katwijk - Getty Images
Photo credit: Patrick van Katwijk - Getty Images

Per il momento però l'ipotesi sembra ancora remota, soprattutto perché l'erede al trono Catharina-Amalia ha appena 17 anni e della sua vita privata si conosce molto poco. Non è nemmeno detto che il provvedimento debba riguardare lei personalmente, ma ciò che conta è che "nulla impedisce alla principessa ereditaria Amalia di sposare una donna, se lo desidera". Come spiegato da Rutte e riportato dal Telegraph, la disposizione non è tanto una legge su misura della principessa, ma il segno che i tempi stanno cambiando e che occorre sviluppare una nuova sensibilità rispetto ai diritti civili. E in questo le monarchie nordiche — definite "monarchie in bicicletta" proprio per l’apertura alla modernità e alla praticità — sono maestre. Come dimenticare che furono proprio loro le prime a riconoscere l’eguale diritto al trono di discendenti maschi o femmine?

Photo credit: Patrick van Katwijk - Getty Images
Photo credit: Patrick van Katwijk - Getty Images

Nonostante la giovane età, la principessa ha già avuto modo di farsi conoscere e dare prova di essere la degna rappresentante di un popolo così moderno e pionieristico. Mesi fa, infatti, fece parlare di sé per la decisione di rinunciare all'appannaggio di 1,6 milioni di euro che le sarebbero spettati al compimento della maggiore età, dando prova di una maturità e di un'attenzione alle questioni economiche del proprio Paese decisamente non comuni per la sua età.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli