Memennial 2020 è la prima biennale dedicata alla meme-mania, la grammatica del nuovo millennio

Di Redazione Digital
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Photo credit: Man_Half-tube - Getty Images
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Li (in)seguiamo su Instagram per condividerli, anche, sulle chat di WhatsApp: i meme sono la grammatica del nuovo millennio? A parlare del fenomeno come di un'unità di linguaggio simile al gene fu lo stesso Richard Dawkins che, nel 1976 nel libro Il gene egoista. La parte immortale di ogni essere vivente, coniò il termine nel tentativo di spiegare il modo in cui le informazioni culturali si diffondono. Stando a quanto scritto dal noto etologo e divulgatore scientifico britannico, un meme sarebbe "un'unità auto-propagantesi" di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica. Insomma, l'apoteosi popolare dell'imitazione. Oggi il fenomeno dei meme immortala e traduce la nostra quotidianità in una carrellata di rappresentazioni grafiche che, strizzando l'occhio all'arte fumettistica, ci fa sempre sorridere e spesso riflettere. Video, illustrazioni, disegni, collage e fotografie trovano infatti, nella forza della loro replicabilità, quella della viralità: lontano dalle emoticon pedisseque, più vicino ai toni taglienti della satira, i messaggi di cui sono portavoce si diffondono propagandosi nell'etere per raccontare il Tempo di cui sono figli. Non a caso, quest'anno, a decretare il successo e la diffusione capillare di questa meme-mania inaugura Biennial 4 Memes: the Memennial, l'edizione inaugurale della biennale dedicata al meme.

C'è infatti tempo fino al 22 novembre 2020 per partecipare all'open call virtuale dell'iniziativa a cui, a dicembre, faranno seguito una mostra e un palinsesto di eventi incentrati sul tema dell'arte digitale (potete inviare le vostre candidature qui). Tenuti contemporaneamente a Seattle, Dallas e, ovviamente, online, tali appuntamenti daranno così spazio ai lavori presentati e selezionati da una giuria di esperti composta da Anam Bahlam, fondatore della rassegna, e da Soomi Han, curatrice e artista indipendente. L'obiettivo? Molto più di una semplice risata. Come vuole ricordare infatti una nota stampa della manifestazione, "I meme muovono le elezioni - in ultimo le presidenziali americane - / I meme muovono le rivoluzioni / I meme muovono la coscienza / I meme spostano le risate dalle nostre viscere oscure e cavernose." E se è vero che i meme sono al centro del racconto contemporaneo che muove e stimola la cultura di massa, quello che ci aspettiamo di vedere alla prima edizione di Memennial è sicuramente la rielaborazione in formato social del capitolo 1 della pandemia, durante la quale vignette e rielaborazioni grafiche hanno dato nuovo significato (e talvolta poesia) a tutto...ma proprio tutto.