Memento compie 20 anni: perchè rivedere il film di Nolan tra vendetta e perdita di memoria

Di Letizia Rogolino
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Photo credit: Memento
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From ELLE

Christopher Nolan ha cominciato presto a confonderci le idee giocando con il tempo e lo spazio. Il suo secondo film, Memento, compie oggi 20 anni e quando è uscito nelle sale, ha chiarito fin da subito la passione del regista inglese per la narrazione cinematografica non lineare. Basti pensare ai successivi Inception, Interstellar, fino all’ultimo Tenet, per cui qualcuno sta ancora prendendo un’aspirina. Guy Pearce interpreta Leonard, un ex investigatore di una compagnia assicurativa che vive in un modesto albergo pagando tutto in contanti. Soffre di perdita di memoria a breve termine e non riesce a ricordare qualcosa per più di 15 minuti. Così scatta delle polaroid, scrive dei post-it e ha dei tatuaggi su tutto il corpo per provare a ricordare almeno le cose più importanti. Il suo unico scopo è vendicarsi della moglie Catherine, violentata e uccisa da due uomini. Un racconto di vendetta oscurato dalla perdita. La saga di un uomo incapace di creare nuovi ricordi a caccia dei criminali che hanno ucciso sua moglie.

Photo credit: Memento
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A scrivere la sceneggiatura di Memento è stato Jonathan Nolan, fratello di Christopher, ispirandosi al romanzo Waterland di Graham Swift del 1983, che esplora il tumulto personale di un insegnante di storia a Greenwich, in Inghilterra. Il film si propone come un neo-noir ambientato nella California meridionale che ha ricevuto due nomination agli Oscar (per la sceneggiatura e il montaggio) ed è diventato famoso per la sua audace narrativa all’indietro: si inizia infatti con il protagonista che completa la sua sanguinosa missione e poi si raddoppia per analizzare gli eventi che hanno portato all’omicidio.

Nonostante il budget modesto e le riprese durate appena 25 giorni, Memento sorprende sicuramente dal punto di vista narrativo, ma anche per l’interpretazione di Guy Pearce e Catherine Ann-Moss. Quest’ultima interpreta una poliedrica e affascinante femme fatale, mentre la moglie di Leonard diventa uno strumento narrativo, poiché la sua morte alimenta il macabro viaggio di dell’uomo che è cacciatore, ma anche vedovo, specialmente durante un intermezzo straziante in cui brucia alcune delle cose di sua moglie e dichiara: "Non riesco a ricordarmi di dimenticarti”.

Al posto di Pearce erano stati considerati anche Brad Pitt, Charlie Sheen, Thomas Jane e Aaron Eckhart per il ruolo di Leonard, ma alla fine è andata bene così, considerando il successo del film. I temi al centro di Memento sono confusione esistenziale, dolore, rabbia che si intrecciano all’interno di una sceneggiatura rompicapo accuratamente elaborata, con cui il regista coinvolge lo spettatore come in un gioco da risolvere. Ha ricevuto anche numerosi elogi dalla comunità scientifica per la sua rappresentazione realistica dei disturbi della perdita di memoria. I rappresentanti del National Institute of Mental Health hanno ritenuto il film "vicino a una perfetta esplorazione della neurobiologia della memoria", mentre il famoso neuroscienziato Christof Koch lo ha definito "la rappresentazione più accurata dei diversi sistemi di memoria nei media popolari".

Photo credit: Memento
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Inoltre, dal martello di Following all’iconica trottola di Inception, Nolan ha sempre avuto l'abilità di riempire i suoi film di oggetti che custodiscono una storia o un segreto. Diventano una specie di feticcio creativo e in Memento una serie intrigante di indizi sono i tatuaggi che Leonard usa come guida di vita. Il più memorabile dei mantra incisi nella sua carne è "John G. ha violentato e ucciso mia moglie” che è scritto sul suo petto. Un promemoria costante della sua ricerca di vendetta, sebbene alluda brutalmente anche al suo fallimento.

Per Nolan questi indizi sono anche strumenti per brusche iniezioni di suspense, come evidenziato dal momento in cui Leonard, mentre parla al telefono, si rende conto di avere un tatuaggio con la scritta “Non rispondere al telefono". Mentre leggiamo quelle parole, siamo immediatamente immersi in un vortice di inebriante incertezza (il tizio con cui sta parlando al telefono è una minaccia?). L'ignoto, si scopre, non è solo il terreno intellettuale esplorato da Memento, ma è un altro motivo per cui il film è divertente da guardare.