Mencacci, 'Con Covid +25% consumo psicofarmaci e integratori anti-ansia'

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Un aumento vertiginoso del consumo psicofarmaci, integratori e fitoterapici contro ansia e disturbi del sonno, legato ai disagi dovuti alla pandemia. "Parliamo di un incremento di oltre il 25%. E si tratta di una stima molto al ribasso", spiega all'Adnkronos Salute Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuro psico farmacologia (Sinpf), sottolineando che non si tratta di consumi destinati a 'rientrare' "perché l'onda dell'impatto psico-emozionale della pandemia sulla popolazione durerà a lungo".

Un dato, quello indicato da Mencacci, apparentemente lontano dal 12% di aumento del consumo di ansiolitici indicato dall'Aifa pochi mesi fa. "Quella dell'agenzia del farmaco è una percentuale che non tiene conto dell'incremento della vendita di integratori e fitoterapici, sostanze comunque attive, e che hanno avuto anch'esse una crescita notevole. Bisogna poi considerare l'aumento del consumo degli ipnotici, farmaci per i disturbi del sonno, che hanno raggiunto consumi più importanti, arrivando ad un aumento attorno al 17-19%. La maggiore vendita di questi prodotti è una delle manifestazioni più chiare da cui possiamo cominciare ad intravedere la rilevante portata deli danni psico-emozionali della pandemia. I dati internazionali indicano un aumento del 30% dei disturbi d'ansia".

Da psicofarmacologo, conclude Mencacci, "tengo a ricordare che questi farmaci devono essere prescritti, in maniera competente, da medici. Va evitato assolutamente il 'passa parola' e soprattutto forme di pericoloso fai da te. Si è verificato, e ne abbiamo certezza, che per affrontare disturbi da ansia e da insonnia in adolescenti o anziani in questi mesi siano state somministrate sostanze prescritti ad adulti. Questo è un problema serio che deve essere evitato".

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