Mentre il mondo sembra congelato, a Dubai i giovani designer immaginano il futuro

Di Carlotta Marelli
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Photo credit: Courtesy Hang Tat Henry
Photo credit: Courtesy Hang Tat Henry

From ELLE Decor

Nel calendario del design novembre è sempre stato il mese della Dubai Design Week, l’ultima occasione di mettere in valigia abiti estivi e andare a scoprire le novità tra i grattacieli nuovi di zecca del Dubai Design District sotto quella luce bianca e un po’ opalina che caratterizza queste latitudini deserte e rende tutto un po' esotico. Quest’anno t-shirt e sandali sono già sotto canfora e il sole degli Emirati Arabi è solo un ricordo, ma anche nel pieno di questo autunno europeo possiamo andare a Dubai virtualmente (e con il cuore) navigando sul pc tra i progetti più interessanti della sesta edizione del Global Grad Show, senza dubbio uno degli appuntamenti di spicco della settimana del design emiratina, che ogni anno attrae appassionati, talent scout e addetti ai lavori dai quattro angoli del mondo.

Frte dei temi urgenti che coinvolgono tutto il mondo quest’anno il GGS è molto più che un appuntamento per appassionati di design: con le sue 1600 partecipazioni provenienti da 270 università di tutti e 5 i continenti, il Global Grad Show 2020 fa il punto sulle grandi sfide che il mondo deve affrontare e su ruolo che il design può giocare in questo. Il tutto con uno spirito di altruismo e generosità che è il valore intrinseco più prezioso che si trova nei progetti universitari, costruiti con la convinzione autentica che attraverso il design si possa migliorare l’armonia uomo-natura, proteggere le persone più fragili e creare comunità più coese.

Cinque i temi chiave in cui sono stati raggruppati i progetti: convivere con malattia e disabilità, affrontare un mondo complesso, salvare e proteggere vite vulnerabili, pulire un pianeta pieno di rifiuti e sostenere l'esperienza urbana. Noi abbiamo provato a fare una selezione scegliendo i progetti più interessanti per ogni tema, tutti gli altri potete scoprirli sul sito del Global Grand Show.

I progetti del Global Grad Show 2020 per convivere con la malattia e la disabilità

Sotto questo cappello sono raccolti i progetti che riflettono una preoccupazione globale per la salute dell'umanità, molti dei quali di sorprendente attualità se pensiamo che sono stati concepiti prima della pandemia. Noi abbiamo scelto Quarantent, un progetto di Raissa Xie e Sudeepti Rachakonda della Parsons School of Design di New York che risponde invece alla open call dedicata al Covid 19 con una tenda pieghevole installabile sia in interno che in esterno progettata per chi deve affrontare la quarantena isolandosi dagli altri membri della famiglia. Al suo interno trovano posto un materasso, un lavandino in miniatura, wc, doccia e una piccola finestra per ricevere il cibo.

Uscendo dalla stretta attualità del Covid, un altro progetto che ha catturato la nostra attenzione è Catcher, il dispositivo intelligente messo a punto da Liye Zhang (Politecnico di Milano) Un dispositivo intelligente per tradurre in tempo reale la lingua dei segni in voce, risolvendo il problema della comunicazione quotidiana tra le persone ipoudenti e chi non conosce la lingua dei segni. Un piccolo oggetto da portare al collo come un ciondolo, che incorpora una fotocamera capace di percepire e interpretare il linguaggio dei segni e tradurlo nella lingua parlata.

I progetti del Global Grad Show 2020 per salvare e proteggere vite vulnerabili

Photo credit: Courtesy of Zeenat Nasir
Photo credit: Courtesy of Zeenat Nasir

In questo ambito sono raggruppati tutti i progetti che provano a ristabilire in equilibrio sociale tra paesi ma anche all’interno di una singola città, come nel caso di Zeenat Nasir che con Zambeel prova a offrire una soluzione discreta per dormire per i lavoratori di Karachi, città pakistana che ogni mese accoglie 45.000 migranti in cerca di lavoro. Sebbene trovare un impiego sia facile, molte di queste persone non sono in grado di trovare una sistemazione economica, e si ritrovano a dormire per strada. Zambeel è una risposta temporanea a questo problema: una borsa di tela con un materassino integrato nella tasca posteriore, mentre la tasca anteriore può essere utilizzata per riporre oggetti di valore e fungere da cuscino di notte. Un sistema lock-and-chain ne garantisce la sicurezza, mentre il design discreto dello zaino ne consente il trasporto senza imbarazzi.

I progetti del Global Grad Show 2020 per affrontare un mondo complesso

Photo credit: Courtesy Wonmo Yoo
Photo credit: Courtesy Wonmo Yoo

La FOMO (Fear of missing out; letteralmente: “paura di essere tagliati fuori”) è un’ansia sociale che si è diffusa esponenzialmente insieme ai social network che porta chi ne soffre a lasciare i propri dispositivi accesi 24 ore su 24, con conseguenti disturbi del sonno. Il progetto di Wonmo Yoo, del Samsung Art and Design Institute di Seoul trasforma il cuscino in un dispositivo intelligente per affrontare questo problema: quando l’utente si trova sul cuscino Pause Pillow, il sensore di pressione all'interno del cuscino fa sì che il modulo Wi-Fi incorporato invii un segnale di disturbo che interrompe la rete Wi-Fi, impedendo agli smartphone di accedere a Internet.

I progetti del Global Grad Show 2020 per ripulire il pianeta


Photo credit: Courtesy Sande Jackson Mugenyi
Photo credit: Courtesy Sande Jackson Mugenyi

Il mondo del design non può che essere un attore in prima linea nel comprendere le proprietà dei biomateriali e costruire un'economia circolare in cui nulla viene smaltito con noncuranza. I progetti più interessanti in questo ambito sono quelli che sviluppano soluzioni a chilometro zero, in cui il problema dei rifiuti viene affrontato e risolto in modo intelligente alla fonte, come nel caso dei PET Sandals di Sande Jackson Mugenyi (Makerere University), sandali di plastica a basso costo per gli studenti prodotti con plastica riciclata raccolta per le strade africane, e trasformata in scarpe tramite una semplice macchina utilizzabile in tutti i Paesi.

I progetti del Global Grad Show 2020 per migliorare le comunità urbane

Photo credit: Courtesy Munira AlMulla
Photo credit: Courtesy Munira AlMulla

Per l’ultimo dei grandi temi affrontati dai giovani designer in scena a Dubai abbiamo scelto The Spaces In Between, un progetto di Munira AlMulla che affronta la mancanza di prossimità tra zone residenziali e zone pubbliche in una città come Dubai, che spesso porta a distacco, isolamento e mancanza di aree pedonali. La soluzione proposta da questa architetta in erba sfrutta il sistema dei vicoli per creare dei nodi che incoraggiano gli spostamenti a piedi e il ripristino di spazi pubblici inesplorati, invita a nuove direzioni e possibilità.