I mestieri della moda: il nostro viaggio tra le nuove professioni parte dal Made in Italy

Di Federica Fiori
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Photo credit: PEPE fotografia
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From ELLE

«La forza di questa scuola, quando l'industria della moda si rivolge a noi, sta nel saper coniugare capacità tecniche, creatività e una visione allargata, oserei dire umanistica, che fa la differenza». Riccardo Balbo, direttore accademico dello IED, l'Istituto Europeo di Design, ha le idee chiare sulla missione di un polo formativo che vanta dodici sedi fra Italia, Spagna e Brasile, 1900 docenti professionisti, 10mila studenti l’anno e che, ci tiene a sottolinearlo, «ha il compito di fornire ai suoi allievi un metodo, un impianto culturale che permetta di rispondere con flessibilità non solo alle sempre più sfaccettate richieste delle aziende, ma anche a set di vincoli pesanti come quelli imposti – o meglio, svelati – dalla pandemia».

Photo credit: PEPE fotografia
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Com'è cambiato il mercato del lavoro nell'ultimo anno?

Fra le figure più richieste, in questo momento particolare, ci sono profili a cavallo di molti ambiti professionali, legati al digital o scelti per sviluppare nuove forme di comunicazione. Parlo di web designer, videomaker, graphic designer, social media manager o UX designer (user experience designer, ndr).

Il maggior problema dei giovani, però, resta quello di riuscire a trovare un'occupazione stabile...

Lo sappiamo. Premesso che l'85 per cento dei nostri diplomati nei corsi triennali, 2020 compreso, è già entrato nel mondo del lavoro, e che il 16 per cento ha un contratto senza essere passato dallo stage, abbiamo comunque creato uno specifico Career Service IED Italia, con un team di 15 persone distribuite in tutte le sedi, che si prende cura di ogni singolo studente. Lo fa attraverso un processo di accompagnamento, formazione e promozione che unisce e premia da un lato la persona e l’azienda, dall'altro la scuola stessa.

Photo credit: COURTESY OF IED
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L'ultimo corso istituito, dopo la pandemia?

Inclusive and Adaptive Design, un bel traguardo.

Scuole/IED: The future is now

Corsi. Sono ben 26 e spaziano dal design di abiti, accessori, gioielli e tessuti al marketing on e off line, dal management alla comunicazione e/o alla strategia editoriale o social, dal visual merchandising alle professioni con un quid visionario, come il trend forecasting e la ricerca.

Photo credit: PEPE fotografia
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Highlights. Il master biennale appena istituito di Transdisciplinary Design, accessibile però solo dopo il diploma; gli annuali Job Days (i prossimi sono dal 3 al 7 maggio), durantei quali gli studenti incontrano le aziende per attività dedicate alla costruzione della carriera; il Network Alumni, la comunità di ex studenti diventati professionisti, che crea un ponte in più tra la scuola e il mondo del lavoro.

Contatti. ied.it

Photo credit: PEPE fotografia
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Scuole/CNMI e Milano Fashion Institute: La sostenibile leggerezza della moda

«La sostenibilità», dice con decisione al telefono Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, «è uno dei grandi pilastri della nostra strategia. Abbiamo inaugurato, proprio quest'anno, il primo Master annuale in Product Sustainability Management insieme al Milano Fashion Institute, per formare una nuova generazione di manager che sappiano affrontare questo tema in modo appropriato. E poiché crediamo molto nel valore delle nostre scuole, a latere abbiamo organizzato la sesta edizione di Milano Moda Graduate, una passerella che presenta i migliori neodiplomati».

Photo credit: Carlo Scarpato
Photo credit: Carlo Scarpato

Il corso. Il Master in Product Sustainability Management dura un anno. Comprende diversi corsi multidisciplinari, progetti pratici svolti in collaborazione con i brand e uno stage curriculare in azienda di almeno tre mesi. Il corso del 2021 è già avviato.

Contatti. cameramoda.it

Photo credit: COURTESY OF CNMI
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Scuole/Arsutoria: Fucina di talenti

È un'eccellenza italiana nella formazione su design, modelleria e prototipia di scarpe e borse. Una scuola, in breve, a cui attingono direttamente i marchi più prestigiosi del Made in Italy per reclutare mani e menti capaci di tutto, in tema di accessori. Con Matteo Pasca,il direttore di Arsutoria, parliamo di sinapsi che portano lontano, ai FabLab e alla comunità globale dei Makers, per poi tornare con pragmatismo sulle macchine da cucire. «Il saper fare pratico è essenziale», ripete, «e la digitalizzazione è una piattaforma abilitante che attraversa tutti i processi, fino al consumatore».

Photo credit: COURTESY OF ARSUTORIA
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Corsi. Sono due: Diploma Calzature di un anno e Diploma Borse, semestrale. Entrambi formano designer, sviluppatori prodotto e modellisti. I candidati sono selezionati solo in base a potenzialità e talento.

Contatti. arsutoriaschool.com

Photo credit: COURTESY OF ARSUTORIA
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Scuole/Naba: Ri(e)voluzione industriale

Impossibile condensare lo stream of consciousness maieutico che scaturisce da una conversazione con Colomba Leddi, Fashion Design Area Leader della Nuova Accademia di Belle Arti, il Naba, in un'ora di confronto sulle materie che insegna. Emerge chiaro, però, che a fare la differenza nel Made in Italy è quell'approccio "virtuoso" – così lo definisce – «che delega alla tecnologia un mero ruolo di backup funzionale, puntando piuttosto su un lavoro di sintesi cui solo una mente acuta e delle mani formidabilmente preparate possono accedere». La conoscenza – enciclopedica e didascalica, sia a livello teorico che pratico – forma «quelle figure ibride, in parte digitali e in parte artigianali, che sempre di più la filiera ci richiede».

Photo credit: COURTESY OF NABA
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Corsi. Sono veri e propri corsi di laurea. Colomba Leddi ne sottolinea due, magistrali, in Fashion Design e Textile Design.

Highlights. Per saperne di più, open day digitale il 20 marzo, dalle 10,30 alle 17,30.

Contatti. naba.it

Photo credit: COURTESY OF NABA
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Scuole/Istituto Marangoni: The next step

È sufficiente scorrere l'elenco dei nuovi corsi attivati dopo la pandemia, per capire che il boom dell'e-commerce ha generato una richiesta di professioni 5.0 a cui la celebre Marangoni – sei sedi tra Milano, Firenze, Parigi, Londra, Mumbai e Miami – intende rispondere con precisione balistica.

Corsi. Tre su tutti. Il primo, Fashion Omnichannel & E-commerce (per la sede di Milano), è volto a formare futuri manager in grado di guidare l'accelerazione digitale e le sfide globali dei prossimi anni. Il secondo, Fashion E-business & Digital Transformation (per la sede di Firenze), prepara a un approccio scientifico-strategico sull'e-business, in ambito moda e lusso. Il terzo, Progettazione in 3D, si basa su un software che consente la creazione di collezioni digital only, cruciali anche per la sostenibilità.

Contatti. istitutomarangoni.com

Photo credit: COURTESY OF MARANGONI
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Scuole/Fondazione Cologni: Sapere, amare

Una settantina di nuovi maestri e dieci sostenitori dei Mestieri d’Arte, tra cui Domenico Dolce e Stefano Gabbana: sono in molti a credere nel valore del titolo di Maestro d'Arte, voluto dalla Fondazione Cologni per far conoscere l'opera straordinaria di alcuni dei maggiori protagonisti del nostro alto artigianato, dediti a trasmettere le loro preziose competenze alle giovani generazioni. Lo fanno, da dieci anni, anche attraverso il progetto Una Scuola, un Lavoro. Percorsi d’Eccellenza.

Corsi. A breve le selezioni per partecipare al progetto. Il tirocinio è preceduto da un mini master di un mese organizzato a Milano in collaborazione con IULM, Bocconi, Politecnico e Scuola Corsi Arte. Sono disponibili borse di studio sia per i diplomati che per i giovani, le cui famiglie siano in difficoltà causa Covid.

Contatti. fondazionecologni.it

Photo credit: COURTESY OF FONDAZIONE COLOGNI
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Scuole/IME LVMH: Una marcia in più

Ventitré mestieri d'eccellenza, 31 programmi di formazione, 36 Maison partner, 22 scuole partner, 4 Paesi e 900 studenti formati dal 2014. Un dato, quest'ultimo, non certo travolgente. Ma che assume una luce diversa considerando le finalità dell'Istituto dei Mestieri d'Eccellenza: preparare al lavoro per le Maison del lusso del Gruppo LVMH un numero di giovani pari a quello delle posizioni aperte. Qui si selezionano solo attitudine e talento, per entrare non occorrono studi particolari.

Corsi. Al momento sono attivi Maglieria, Oreficeria e Pelletteria, ma stanno per aprirsi le selezioni di Alta Sartoria e Calzatura Donna.

Contatti. Tel. 335390449, contact.ime@lvmh.it

Photo credit: Lapo Quagli
Photo credit: Lapo Quagli

Valentino: Tra passato e futuro

Due scuole, due obiettivi: Valentino guarda al domani preservando il savoir-faire unico del proprio heritage Haute Couture e prêt-à-porter. Da una parte, infatti, c'è la Bottega dell'Arte, prestigiosa scuola di formazione all’interno degli storici atelier romani per la quale vengono selezionati i migliori studenti usciti dai corsi di moda, e dall'altra la Bottega dei Mestieri, con sede nel Valentino Prêt-à-Porter Lab di Torino, dove si formano prototipisti, modellisti, specialisti Cad e product developer. La prima richiede otto mesi di permanenza, per la seconda ne basta uno, seguito però da uno stage semestrale.

Corsi. Ripartiranno, ma al momento sono sospesi a causa della pandemia.

Contatti. valentino.com

Photo credit: COURTESY OF VALENTINO
Photo credit: COURTESY OF VALENTINO

IULM: Raccontare la moda

Lo IULM offre un interessante corso triennale in Moda e Industrie creative. Il suo scopo? Preparare laureati in grado di collaborare all'ideazione, creazione e gestione degli eventi di moda e design come sfilate, convegni e fiere, sia in modalità remota che in presenza; strutturare giovani che sappiano ricercare e interpretare trend culturali e di lifestyle legati alla moda e al design nella scena nazionale e internazionale; prepararli a comprendere le dinamiche competitive in cui operano le industrie creative e a realizzare contenuti di comunicazione. Dovranno, per esempio, saper comunicare la sostenibilità spesso insita nella filiera del made in Italy, leggere e interpretare budget e altri report, orientarsi nelle norme, anche internazionali, relative alla protezione dei diritti collegati alla proprietà intellettuale. Le aziende sono in diretto contatto con l'Istituto, e aggiornano costantemente il loro fabbisogno formativo.

Contatti. iulm.it

Photo credit: COURTESY OF IULM
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Nicola Antonelli di LuisaViaRoma: Analisi e sintesi

Un hub del lusso e-commerce tra i più sofisticati nel mare magnum del web. LuisaViaRoma.com, 250 dipendenti in tutto incluso lo staff di due boutique "fisiche" – tra cui la prima, in via Roma, appunto, a Firenze – è, a detta del suo project manager Nicola Antonelli, «ancora un'azienda di piccole dimensioni, specie se paragonata ai suoi principali competitor, che contano spesso oltre mille dipendenti».

Eppure, resta un osservatorio privilegiato per capire quali professioni siano più richieste, in un settore oggi in enorme espansione...

Il nostro progetto digitale ha avuto inizio a fine anni '90 ed è rimasto sperimentale fino al 2004, per poi diventare una realtà sempre più importante dell'asset aziendale. Dal 2004, e ancor più dal 2008, è iniziato un processo di strutturazione del team digital, con l'assunzione – o meglio con la formazione, visto che praticamente non esistevano – di nuove figure professionali.

Cos'è cambiato in quest'ultimo anno?

Oltre alle classiche figure dello sviluppatore di software e del web marketing specialist (Seo, Sem, programmatica e social) è cresciuta molto la richiesta di professionalità per i data analyst e i data scientist, fondamentali in un contesto di realtà sempre più orientata al digitale. Un business che, appunto, viene definito data driven, cioè guidato dall'analisi dei dati raccolti.

Photo credit: COURTESY
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Giacomo Giannella: Real to (hyper)real

«Sono un veterano dei videogiochi», dice Giacomo Giannella, anima creativa e visionaria di Streamcolors, forte dei suoi quasi 15 anni d’esperienza come videogames art director e oggi docente di quest'affascinante materia. «Ho iniziato questo percorso sul filo di una personale passione per le tecnologie, la filosofia, la natura e la scienza», continua, «che mi ha portato a dar vita a un sistema d’arte generativa con cui, attraverso un alfabeto grafico tridimensionale chiamato I giganti, rielaboriamo immagini in tempo reale per creare video e opere d’arte».

Photo credit: COURTESY
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Un processo implementato, a sorpresa, anche dalla pandemia: «La situazione di quest'ultimo anno ha reso possibile la prima mostra completamente virtuale e multi piattaforma, Amaze Project, in un ambiente 3D gamificato, con i migliori progetti di tesi degli studenti IED». Fra questi c'è anche SoleVivi, la prima identità virtuale italiana a cui ha dato vita il neo diplomato Riccardo Gigli. Che a sua volta spiega: «SoleVivi è dotata di un passato e ha un vissuto, è molto simile a una ragazza in carne e ossa. La finalità è mostrarla agli occhi dei consumatori non come semplice prodotto nato per venderne altri, bensì come un’identità vera e propria, la cui unica differenza risiede nel suo essere digitale. Per crearla ho usato la Mixed Reality, dove elementi reali e virtuali convivono: potrà fare carriera e forse, un giorno, potrà anche partecipare a una sfilata insieme a modelle fisiche».

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