"Mi hanno chiesto di cambiare, non l'ho mai fatto per nessuno"

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Photo credit: Ph Chiara Stampacchia
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Due libri — un terzo in lavorazione —, una serie tv, la conduzione in radio e sul piccolo schermo e ora anche il Cavalierato della Repubblica. Andrea Delogu, la rossa della conduzione italiana, è un astro nascente del mondo dello spettacolo. L'abbiamo incontrata per farci svelare i segreti del suo successo.

Parlare con Lei è adrenalinico, significa fare il pieno di energia, come fa a trasmettere tanta positività e voglia di fare?

Il mio segreto è non riuscire a stare ferma, ho sempre bisogno di trovare qualcosa di nuovo. Ho un disturbo dell’attenzione e questa cosa mi dà tanto: devo condensare tutte le energie in un tempo relativamente breve e cerco di farlo al meglio. Credo sia un mio punto di forza e sono felice che possa piacere.

Che cosa piace alla gente di Andrea Delogu?

È difficile dirlo. Facendo diverse cose capita che le persone che mi apprezzano e mi seguono arrivino a me da diversi mondi, da diverse parti. Forse di me piace il fatto che instauro sempre un confronto paritario con chi mi segue e apprezza il mio lavoro: parlo in modo diretto e se c’è qualcosa che non va litigo pure (ride, ndr) e poi faccio pace.

Photo credit: Ph Chiara Stampacchia
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È il nuovo volto di Fairy, come concilia la cura della casa con il lavoro, da donna indipendente com'è?

Avendo poco tempo è veramente necessario riuscire a trovare il modo per conciliare la cura della casa con il lavoro e si spera anche un po' di tempo per se stessi. È un gioco di incastri.

Sempre a proposito dello spot, dove fa irruzione un improbabile Robespierre, lei dichiara di essere una rivoluzionaria, in che cosa si sente di esserlo stata?

Nella mia vita il mio essere rivoluzionaria si è manifestato nel non cambiare a seconda di quello che mi richiedevano di fare. Non ho mai ‘cambiato d’abito’ per decisione altrui, ma solo quando è stato il momento giusto per me, quando ho sentito di voler cambiare pelle. Mi è stato chiesto a volte di essere meno frizzante o, ai tempi dei primi provini, meno alla mano adottando una conduzione più distaccata… non ho ceduto. Questa è stata la mia rivoluzione e credo che questa sia la cosa che piace di più del mio modo di lavorare e di essere.

Photo credit: Courtesy of Fairy
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Lei non è figlia d'arte, ma è una di quelle che ce l'ha fatta, cosa pensano i suoi genitori del suo lavoro?

Mio padre è sempre felice, va in giro con le copertine dei giornali che faccio, con le mie interviste e parla dei premi che ricevo. Mia madre, invece, è più severa, ma anche questo mi sprona a dare il massimo. In famiglia ho proprio le due diverse fazioni e mi servono tutte e due.

Che rapporto ha con loro?

Straordinario. Sono una parte davvero importante della mia vita, come d’altronde mia sorella Barbara e mio fratello Evan. Sono fondamentali per me, mi stimolano a voler raggiungere tanti altri traguardi per poi poterli condividere e esserne felici insieme.

Cos'altro le ha insegnato sua mamma (oltre l’importanza dei prelavaggi)?

Con Fairy per fortuna questo insegnamento non mi serve più (ride, ndr). A parte gli scherzi, mia mamma mi ha insegnato a non avere sensi di colpa: se non posso sistemare qualcosa perché non dipende da me è inutile soccombere, si deve andare avanti.

Photo credit: Ph Chiara Stampacchia
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Si parla sempre di più di quote rosa e di come superarle, crede che ce ne sia bisogno anche nel mondo della radio e della TV?

Io vedo tantissime colleghe che conducono programmi radio e televisivi, io per esempio a Radio 2 conduco La versione delle due insieme a Silvia Boschero. Vedo anche tantissime e bravissime attrici. Ad ogni modo bisogna sempre tenere alta la guardia e dare sempre il massimo.

In Dove finiscono le parole. Storia semiseria di un dislessica ha rivelato il suo problema legato alla dislessia, cosa ha rappresentato questa scoperta per lei? È stato un ostacolo alla sua carriera?

La scoperta ha coinciso con la felicità perché finalmente ho potuto capire che non era colpa mia, che ero intelligente e capivo le cose bastava solo spiegarmele con un altro metodo. La dislessia non è stata un ostacolo alla mia carriera, anzi mi ha dato la possibilità di essere un po' diversa: non uso gobbi e quando parlo ho un ritmo tutto mio che mi è servito e mi serve.

Che cosa ha significato per lei essere insignita del Cavalierato della Repubblica? Come ha appreso la notizia quel giorno?

Quando ho appreso la notizia ho pianto di gioia, non me l’aspettavo. Ha significato e significa tuttora tantissimo. Una delle motivazioni per cui sono stata nominata Cavaliere della Repubblica è la mia battaglia nel cercare di spiegare la dislessia e i disturbi dell’apprendimento attraverso i miei libri, gli incontri pubblici. Mi inorgoglisce sapere che serve, che la fatica che ho fatto io può essere utile a qualcun altro per farne di meno.

Photo credit: Ph Chiara Stampacchia
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Come ha vissuto/sta vivendo questo periodo di Covid?

È dura, comincio a fare fatica. Tutta la mia famiglia lavora in ospedale: mia mamma, mio papà e mia sorella. Spero che, al netto dei vaccini, si possa ricominciare ad avere una vita normale. Me lo auguro per tutta l’Italia, per tutti coloro che hanno sofferto, per chi ha perso il lavoro o per chi è in pausa. Siamo un Paese che sta cercando di rialzarsi, speriamo di farcela.

A quale dei tanti programmi che ha condotto è più affezionata? Quale sogna invece di condurre?

Sono affezionata in particolar modo a tre programmi. Prima di tutto Stracult, il programma di Marco Giusti che è nel mio Dna. Poi i due show con Renzo Arbore Guarda e Stupisci e Indietro tutta. 30 e l’ode: sono un pezzo del mio cuore e della mia carriera e Renzo è meraviglioso . Infine La Vita in diretta estate con Marcello Masi, tre ore di diretta quotidiana che mi hanno sicuramente arricchito. Il programma che sogno di condurre? Io scrivo e propongo idee, vediamo cosa succede.

Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images

Ha dichiarato di andare in analisi, qual è il fantasma del suo passato che la perseguita?

Non ho un fantasma che mi perseguita, semplicemente lo faccio per conoscere me stessa e le persone che frequento. È un super potere straordinario potersi conoscere nel profondo.

Il pensiero felice che le dà la forza di mettersi in gioco e ricominciare ogni giorno?

Il pensiero felice è: chissà che cosa accadrà oggi. È la sorpresa, il farsi stupire dalle cose che accadono.

Qual è il suo sogno nel cassetto?

Sogno di diventare una produttrice, magari un giorno. Chissà.

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