Michael Jackson, la famiglia contro il giornalista Martin Bashir

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Gli eredi di Michael Jackson stanno valutando l’ipotesi di trascinare in tribunale il giornalista britannico Martin Bashir.

Secondo i familiari del defunto cantante, Bashir avrebbe manipolato il documentario del 2003 sul Re del Pop, così come aveva già fatto con la principessa Diana, a cui estorse con l’inganno l’intervista shock del 1995 per la BBC.

Il fratello Tito e il nipote Taj sospettano che Bashir abbia utilizzato le stesse tecniche poco etiche per la realizzazione del docufilm «Living with Michael Jackson», girato nel suo ranch Neverland e incentrato sui suoi rapporti con alcuni bambini, nel bel mezzo dello scandalo per pedofilia abbattutosi sull’artista.

Nel documentario, Michael viene mostrato mano nella mano con il 13enne Gavin Arvizo, con cui condivideva il letto.

Nel difendere le sue azioni, Jacko disse a Bashir: «Perché non puoi dormire con qualcuno? È la cosa più bella che si possa fare, condividere il proprio letto con un’altra persona».

I filmati convinsero i giudici ad aprire un’indagine e il cantante, che già in passato aveva rispedito al mittente ogni accusa di abuso su minore, venne rinviato a giudizio per molestie, salvo poi essere scagionato nel processo del 2005.

Oggi Tito e Taj ritengono che Jackson sia semplicemente finito nella trappola tesagli dal reporter, così come successo a Lady D.

«Bashir ha manipolato i filmati e il suo giornalismo scorretto è una delle principali cause per cui mio zio Michael non è più qui oggi», ha dichiarato Taj. «Quel processo del 2005 fu massacrante per lui. Mi vergogno per coloro che hanno dato spazio a Bashir. Mi vergogno per coloro che lo hanno celebrato. La mia famiglia merita un’indagine e delle scuse».

Tito ha aggiunto: «Sia Michael sia Diana sono stati vittime delle oscure ambizioni di Bashir e dei suoi sporchi trucchetti, ma finalmente sta pagando il prezzo delle sue azioni».

L’ex bodyguard del Re del Pop, Matt Fiddes, ha dichiarato che la famiglia Jackson sta preparando una causa contro il giornalista.

Michael è morto nel 2009 a 50 anni, in seguito a un arresto cardiaco provocato da un micidiale mix di farmaci.