Michele Merlo, i consulenti: "Poteva essere salvato"

Michele Merlo
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Una consulenza di parte della famiglia di Michele Merlo ha stabilito che il giovane cantante di Rosà scomparso il 6 giugno 2021 si sarebbe potuto salvare con un trattamento tempestivo.

Michele Merlo: la scomparsa

Una perizia stabilita dai consulenti assunti dalla famiglia Merlo per far luce sulla scomparsa del giovane cantante di Rosà ha stabilito che, con un trattamento tempestivo, il cantante si sarebbe potuto salvare e avere una probabilità di sopravvivenza a quattro anni rispettivamente del 89% e del 93%. Alcuni dei medici che hanno visitato Michele Merlo sotto attualmente indagati e la procura sta ancora cercando di stabilire se vi siano responsabilità nella morte del cantante e se, soprattutto, essa potesse essere evitata. Merlo è scomparso per una leucemia fulminante e alcuni gioni prima si era recato in ospedale accusando alcuni sintomi che, se riconosciuti, avrebbero forse potuto indicare ai medici a quali terapie sottoporre al più presto il giovane artista. Già a maggio Merlo si era recato in ospedale anche a causa di un grosso livido a una gamba, che era stato però trattato come un livido procurato da un comune trauma.

I genitori di Merlo non riescono a darsi pace per la scomparsa del loro unico figlio e Domenico Merlo, padre del cantante, continua a chiedere che venga fatta luce sulla vicenda. “Non lo dico io ma lo dicono 4 periti, ci fu negligenza, una mancanza. La percentuale di salvezza se gli fosse stata diagnosticata la leucemia in tempo andava dal 77 al’80%”, ed anche “il medico che lo operò ci chiese scusa dopo 6 ore di intervento”, disse “che sarebbe bastato poco per salvarlo”, ha detto il padre del cantante.