Michelle Hunziker in un divertente video faccia a faccia con se stessa

Di Redazione Digital
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Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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From ELLE

Michelle Hunziker letteralmente scatenata. Non solo messaggi di empowerment, foto con gli amati cani, video e scatti con la sua splendida famiglia dal suo seguitissimo profilo Instagram (quasi 5 milioni di follower), ma spesso e volentieri si lancia in interessanti e spiritose analisi sulla difficile situazione che tutto il mondo sta vivendo a causa della pandemia per il Covid-19. E così ci sentiamo meno soli, si abbattono tutti quei muri che sembrano sempre invalicabili tra noi e il mondo delle celebrities. Ce lo ha mostrato Arisa con il suo pianto liberatorio a Domenica In e torna Michelle con un simpatico sketch a rimarcare quanto in questo momento vogliamo vedere contenuti genuini, autentici e sentirci vicini. Stavolta la showgirl ha dato vita ad un simpatico duetto. Ma chi c'è dall'altra parte? Lei stessa. Secondo la conduttrice televisiva, infatti, in questo momento capita spesso ad ognuno di noi di parlare da soli o comunque di confrontarsi con il proprio io. Generando così delle vere e proprie guerre interiori.

Davvero unico il video pubblicato dalla showgirl in cui una Michelle Hunziker molto serena e sorridente, dialoga con una Michelle Hunziker che sta iniziando la giornata con il piede storto. "Tirati su il morale", esclama la showgirl a sinistra. E quella che le è di fronte replica in maniera stizzita: "Ma cosa hai da ridere visto che c'è una pandemia mondiale da un anno, le persone stanno male, non vediamo la fine del tunnel? Io mi sono rotta le b***e". Lei due continuano il botta e risposta che però termina con un pizzico di ottimismo. Del resto Michelle Hunziker è davvero convinta: "Finirà tutto questo, finirà. Vi voglio bene" scrive la showgirl nella caption del post Instagram.

Michelle Hunziker attraverso uno sketch semplice e autoironico ha toccato molteplici punti caldi con tutta la genuinità tipica della showgirl. Michelle ha fatto emergere come in questo periodo ci siamo fossilizzati ancora di più nella nostra visione del mondo, rifiutando la complessità delle cose. Un adolescente non può dire di stare male in DAD, perché significa che non capisce che sono morte centomila persone; chi fa smartworking non può parlare di salute mentale, perché non ha corso i rischi di chi continuava a lavorare rischiando il contagio. Raccontare la propria condizione è impossibile, perché ci sarà sempre qualcuno che sta peggio, e ci sarà sempre chi ti dirà che non hai diritto di dire come stai, perché il tuo dolore non ha valore. È un’ottima strategia per allontanarci gli uni dagli altri, per non vedere che stiamo vivendo un lutto globale, una condizione di sofferenza psicologica, spirituale, fisica, economica, sociale, culturale. L’alternativa non è mettere tutto sullo stesso piano, perché la complessità non è un livellamento. Ma una storia non esclude l’altra. Guardiamo tutto insieme, non escludiamo i racconti e i vissuti, smettiamo di creare poli opposti e allontanarci. Parliamo agli altri con empatia e facciamolo anche con noi stessi, come Michelle Hunziker insegna.