Mihajilovic: "Sto vincendo la battaglia, ma devo fare attenzione"

Sinisa Mihajlovic (AP Photo/Luca Bruno)

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Bologna, ha parlato ai microfoni di Silvia Toffanin negli studi delle popolare trasmissione televisiva "Verissimo".

Ecco le sue parole, che andranno in onda sabato e delle quali oggi è stata diffusa un'anticipazione: "La battaglia contro la leucemia? Per adesso la sto vincendo, anche se devo fare attenzione. Sta andando tutto bene, non sto più prendendo il cortisone e questo è importante. Sono passati 78 giorni dal trapianto di midollo osseo e i primi 100 giorni sono i più critici. Poi dopo è tutto in discesa, bisogna avere pazienza ancora per una ventina di giorni ma superarli bene sarebbe già un bel traguardo".

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Il serbo, che è da poco tornato ad allenarsi, ha parlato dei momenti più complicati: "Adesso ho ripreso anche ad allenarmi un pochino per tornare in forze, perché dopo 4 mesi senza fare niente e prendendo 17 pastiglie al giorno mi sono un po’ gonfiato. Ho fatto tredici chemioterapie in cinque giorni, ma già dopo il terzo avevano annientato tutto. Il primo ciclo è stato il più pesante, mi sono venuti anche degli attacchi di panico”.

In conclusione l'allenatore del Bologna ha voluto mandare un messaggio a chi lotta contro questa brutta malattia: "Non penso di essere un eroe, sono un uomo normale con pregi e difetti. Ho solo affrontato questa cosa per come sono io, ma ognuno la deve affrontare come vuole e può. Nessuno deve vergognarsi di essere malato o di piangere. L’importante è non avere rimpianti e non perdere mai la voglia di vivere e di combattere. Purtroppo non ho visto mio padre nei suoi ultimi otto mesi di vita e neanche quando è morto nel 2010. Quello è l’unico rimpianto che ho, ma spero che mi abbia capito. Quando hai i genitori noti tutti i difetti, io per esempio non sopportavo che facesse rumore quando mangiava, invece, quando poi non ci sono più ti mancano anche le cose che ti davano fastidio. Bisogna goderseli al massimo".

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