Milanesi a Milano è la risposta italiana a Parisiens in Paris, nonché l'unico account da seguire ora

Di Valentina Nuzzi
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Photo credit: Edward Berthelot - Getty Images
Photo credit: Edward Berthelot - Getty Images

From ELLE

"Oversized black trousers. Stan Smith sneakers. Black coat. Fancy hat. Brown leather shoulder bag. Focus on the mobile, she’s absent-mindedly stylish! Viale Douhet". Il laconico identikit che avete appena letto è solo uno dei tanti nei quali potete imbattervi sul neonato account Instagram @milanesiamilano. Dopo il successo di @parisiensinparis, il profilo di scatti rubati tra le rues della ville lumière per ritrarre il proverbiale stile dei parigini, anche la capitale della moda italiana ha deciso di rispondere con la stessa moneta. Ma la strada percorrere è ancora lunga: a giudicare dai numeri, al momento il bilancio è Parigi 1 Milano 0. O meglio: Parigi 81,8 mila follower, Milano 8,8 mila follower.

Se il primo post del profilo Made in France, del resto, risale a ottobre 2018, quello Made in Italy è datato ottobre 2020, il che ci lascia decisamente ben sperare. Ma oltre ai numeri, a essere diversi sono soprattutto i look dei protagonisti (rigorosamente anonimi) degli scatti. Se tra le strade di Paris è un tripudio di ankle boots in pelle, denim bianco, Levi's 501, montoni caramello, cappotti navy e cammello, berretti di lana, chignon spettinati, biciclette e borse Gucci Jackie (!), a Milano il quadro è ancora piuttosto frammentato, ma possiamo scorgere già degli elementi ricorrenti sinonimo dello stile milanese contemporaneo: sneakers à gogo, blazer di pelle, trench coat d'ordinanza, jeans oversize, cappotti di lana in versione monocromo o check.

Non sappiamo chi si celi dietro a @parisiensinparis, ma abbiamo provato a scoprire chi si celasse dietro a @milanesiamilano: quattro ragazze (nessuna di Milano, ndr) che rappresentano altrettanti sguardi sui quartieri della città. Per telefono ci hanno spiegato che preferiscono restare anonime, come nello spirito originario del progetto, ma che chiunque volesse contribuire con uno scatto è ben accetto - basta inviargli un DM.

Ciò che accomuna i due account, invece, è certamente la missione: fornire uno sguardo autentico, #nofilter, per dirlo nel (meta)linguaggio di Instagram, sullo stile di una città, mostrato non attraverso i volti degli influencer ma attraverso gli scatti rubati (e rigorosamente #noface) dei suoi abitanti, di ogni sesso, fisico, estrazione sociale, età. Se non fosse per gli sfondi - Café de Flore vs MM1 - sarebbe quasi difficile distinguere tra i post dei due account. Lo stile, infatti, è più che mai coerente e volutamente sfuggente. C'è la ragazza che sorseggia une tasse de café au lait su un tavolino tondo nel cuore del Marais e quella che passeggia con il suo Golden Retriever al parco Sempione; c'è quella che compra i fiori al marché du dimanche e quella che si perde tra gli scaffali dell'Esselunga; c'è quello che digita un code porte all'ingresso di uno storico palazzo del 12esimo arrondissement e quello assorto su un sedile sinuoso rivestito di pvc giallo limone della MM2.

Tutti loro, però, hanno qualcosa in comune: la nonchalance. Il sentirsi parte del tessuto più intimo della città, la sicurezza di percorrere certe vie a occhi chiusi e incarnare uno stile di vita preciso, iconico, identitario, senza però neppure rendersene conto. Sono le eroine e gli eroi (in)consapevoli dello street style contemporaneo, catturati senza impegno (e senza preavviso) mentre fanno ciò che gli riesce meglio: vivere la loro città. A volte ci sono nati, altre volte ci sono rinati. Alcune volte volte la amano, altre forse vorrebbero solo scappare. Poi però tornano sempre.