A Milano è stato il giorno corteo dei Fridays for Future con Greta Thunberg in prim(issim)a fila

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Photo credit: Emanuele Cremaschi - Getty Images
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Breve ma intenso il soggiorno di Greta Thunberg a Milano, che oggi conclude la sua permanenza in Italia alla testa del corteo dei Fridays for Future. Dopo avere preso parte ai lavori di Youth4Climate, la prima conferenza mondiale dei giovani sul clima, in un faccia a faccia con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, la diciottenne ha mobilitato centinaia di studenti che hanno attraversato le vie del centro di Milano divisi in due gruppi. Partiti alcuni da porta Venezia e altri da piazzale Lotto, i ragazzi si sono ritrovati in piazza Cairoli per un ultimo grande abbraccio collettivo, raccogliendo i frutti di una tre giorni impegnativa e carica di promesse.

Photo credit: Emanuele Cremaschi - Getty Images
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Appuntamento cruciale è stato quello tra Mario Draghi e Greta Thunberg, ricevuta insieme all'ugandese Vanessa Nakate, fondatrice di Rise Up, e all'italiana Martina Comparelli. Un incontro che è andato "benissimo" stando a quanto dichiarato dal premier, che ha esortato ad agire "più velocemente e con più efficacia" di fronte alle proposte dei giovani, che lui definisce "ragionevoli" e che "costituiscono un grande programma di azione per tutti i nostri governi". “Siete la generazione che ha più da perdere dai cambiamenti climatici – ha dichiarato Draghi nel discorso di apertura all'ultima delle tre giornate della Pre Cop 26, prima di essere interrotto da un coro di ragazzi che hanno alzato cartelli bianchi urlando “El Pueblo unido jamàs serà vencido” –. Sappiamo fin troppo bene quali sono le conseguenze drammatiche delle disuguaglianze globali in termini di povertà, malnutrizione, accesso a servizi sanitari. Siete la generazione di giovani più grande nella storia, circa 3 miliardi di persone con meno di 25 anni, la stragrande parte delle quali da Paesi a basso e medio reddito".

Photo credit: Stefano Guidi - Getty Images
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"Noi adulti abbiamo creato questo problema, non i giovani, e miliardi di giovani vivono in Paesi dove le emissioni sono le più basse del mondo perché c’è povertà per questo motivo combattere i mutamenti climatici è in sé una lotta per una distribuzione più equa. La pandemia ed i cambiamenti climatici – ha ricordato il premier – hanno contribuito a spingere quasi 100 milioni persone in povertà estrema, portando il totale a 730 milioni. La crisi climatica, la crisi sanitaria e quella alimentare sono strettamente correlate. Per affrontare tutte queste crisi, dobbiamo agire più velocemente – molto più velocemente – e con più efficacia". Nel suo discorso il capo di governo ha ribadito la responsabilità dei Paesi più grandi ed economicamente più avanzati a "contenere l’incremento climatico entro 1,5 gradi” e la necessità di coinvolgere anche le Nazioni più arretrate attraverso un prestito di 100 miliardi a fondo perduto. Per poi aggiungere, rivolgendosi ai ragazzi: "Non possiamo più immaginare che si possa fare qualcosa senza coinvolgervi nel processo decisionale. Le vostre proteste, il vostro scontento, la mancanza o la perdita è causata dal rallentamento di questo processo, perché ci sono un sacco di compromessi che devono essere fatti, e purtroppo la scienza ci dice che c’è un tempo limitato”.

Photo credit: Stefano Guidi - Getty Images
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Rispondendo alle accuse di Greta, Mario Draghi ha ammesso: "A volte il 'bla bla bla' è solo un modo per nascondere la nostra incapacità di compiere azioni, ma quando si portano avanti trasformazioni così grandi bisogna convincere le persone, spiegare che numeri come l’aumento di 1,5 gradi (della temperatura, ndr) non sono qualcosa di creato ad arte ma numeri della scienza, e le persone di questo vanno convinte". Senza dimenticare che la transizione ecologica dal carbone al gas comporta alti costi, "quindi dobbiamo riorganizzare le nostre società attorno a queste difficoltà e prove da superare”, guardando con fiducia all'appuntamento di fine ottobre di Glasgow. Sempre a proposito della Cop26, il premier Boris Johnson, collegato da remoto, ha proposto un obiettivo molto ambizioso: "fare della Cop26 l’inizio della fine del cambiamento climatico", indicando come priorità "coal, cars, cash and trees", quindi carbone, automobili, denaro (investimenti) e alberi per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, in ogni ambito, da quello industriale fino ai trasporti, e puntare sul ripopolamento degli spazi verdi.

Photo credit: Emanuele Cremaschi - Getty Images
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Come ha ricordato il ministro Cingolani al termine della tre giorni: "Molti ragazzi vengono da Paesi dove manca l'acqua o l'elettricità. Come possiamo parlare loro di transizione energetica? Per farlo dobbiamo accorciare le divisioni tra Paesi, dai gap tecnologici a quelli economici. Serve più giustizia climatica". Un punto su cui concordano anche i ragazzi, che nel documento presentato al termine dei lavori hanno chiesto un loro maggiore coinvolgimento in tutte le discussioni sul clima, provvedimenti mirati basati su un sistema di "finanza climatica", decarbonizzazione a favore di lavori sempre più verdi e un investimento sulla comunicazione delle politiche green, che passi attraverso la partecipazione dei privati, dagli imprenditori agli artisti, dagli agricoltori agli sportivi. Tutte proposte concise e concrete, come aveva chiesto Cingolani in apertura della conferenza ai quasi 400 ragazzi presenti, che d'ora in avanti – promette – verranno coinvolti di più sia ad ogni Pre Cop con un summit dedicato solo a loro sia con una speciale partecipazione ai negoziati della Cop26, dove sarà invitato un team di giovani delegati in rappresentanza di tutti i giovani. Gli altri – stiamone certi – continueranno la loro battaglia dalle piazze di tutto il mondo.

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