"Mio zio è pericoloso" Mary Trump ha detto la sua sulle elezioni (e ora non ci resta che aspettare)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Ralph Freso - Getty Images
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Come se non fossimo già abbastanza in ANSIA. Come se non stessimo qui a raccogliere quante più informazioni possibili per prepararci al meglio alla (prossima) notte delle elezioni USA 2020 e a controllare compulsivamente sondaggi e cartine colorate di rosso e blu. Come se non sapessimo quanto queste presidenziali influiranno sulla vita di tutti andando a modificare gli equilibri dell'attuale crisi sanitaria, ambientale e socio-politica. Ecco, come se non bastasse, anche Mary Trump ha detto la sua su questo tesissimo momento storico e il risultato non è certo incoraggiante: "Mio zio è pericoloso", ha commentato durante un'intervista qualche giorno fa, "Se dovesse essere rieletto, gli Stati Uniti potrebbero diventare uno stato autoritario". Per la serie: come se la posta in gioco non fosse stata già abbastanza alta!

Mary Trump, ormai lo sappiamo, è la pecora nera della famiglia, la nipote odiatissima da zio Donald. Psicologa, imprenditrice e autrice, è la figlia di Fred Trump Jr, il fratello maggiore dell'attuale Presidente. Lo scorso luglio ha fatto parecchio parlare di sé per aver rotto il silenzio sull'ambiente (a suo dire) tossico di casa Trump e aver scritto un libro - intitolato Too Much and Never Enough - in cui svela tutti i retroscena che hanno reso suo zio "l'uomo più pericoloso al mondo". Perché, secondo Mary, Donald Trump è proprio questo: un personaggio da neutralizzare prima che causi danni irreparabili dato che non ha limiti e, come dice il titolo del bestseller (che ha venduto quasi 1 milione di copie, ndr), anche quando ti sembra troppo persino per lui, evidentemente non è ancora abbastanza.

Photo credit: JIM BOURG - Getty Images
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Secondo Mary Trump, in questi quattro anni alla Casa Bianca, suo zio "ha fatto tutto quanto in suo potere per smantellare le istituzioni degli Stati Uniti". "Se gli permetteremo di continuare così finiremo in uno stato autoritario", ha dichiarato a MSNBC. "È vile", ha poi aggiunto rincarando la dose, "Chiede esplicitamente ai cittadini americani di commettere violenze contro altri cittadini americani semplicemente perché hanno opinioni diverse e permetterà che la violenza venga commessa anche in suo nome per vincere queste elezioni perché sa che non può essere eletto legittimamente". Quello dipinto da Mary è uno scenario decisamente estremo, eppure rende l'idea del livello di tensione raggiunto in questi giorni pre-elezioni negli Stati Uniti e delle incognite che aleggiano su queste presidenziali in tempo di pandemia.

Per il momento, i sondaggi danno Biden come favorito, ma - memori delle elezioni 2016 - sappiamo che non possiamo fidarci, che la partita è ancora aperta e bastano pochi punti di scarto per cambiare l'esito finale. Oggi, 3 novembre, gli americani sono chiamati ai seggi mentre in tantissimi hanno già votato anticipatamente (Secondo lo United States Elections Project, sarebbero circa 94 milioni, di cui 60 per posta e 34 di persona). Domani sapremo. Cerchiamo di mantenere calma e positività (ok, non è facile).