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Con la 44^ edizione del Festival Internazionale del Circo, in onda domani alle 21.20 su Rai3, il Principato di Monaco si prepara a diventare ancora una volta la capitale mondiale dell’arte circense. Nel suggestivo chapiteau di Fontvieille, quasi 150 artisti provenienti da tutti i continenti daranno vita a uno show senza uguali, sfidandosi sotto lo sguardo attento di una giuria presieduta dalla principessa Stephanie e formata dai maggiori esperti del settore. Un'edizione resa ancora più prestigiosa ed emozionante dalla partecipazione di una delle famiglie circensi più antiche d’Europa, che può vantare fra i suoi ammiratori personaggi come Charlie Chaplin e Maurice Bejart: ospite d'onore sarà difatti il Circo Nazionale Svizzero Knie che presenterà alcuni dei suoi numeri equestri più sensazionali, riportandoci alle origini del circo, quando proprio il cavallo era il re della pista. I numeri degli artisti che tenteranno nel corso di questa prima serata di aggiudicarsi i famosi clown d’oro e d’argento, sono: la performance alla barra russa, ispirata allo stile dei ruggenti anni Venti, del trio Dandy's; il doppio trapezio volante dei Flying Tuniziani, che tenteranno un quadruplo salto mortale; l'incantevole numero di giocoleria di Françoise Rochais, una delle poche donne ad aver raggiunto l'eccellenza in una disciplina solitamente appannaggio degli uomini; le esibizioni di acrobazia, musica, danza, dei Bingo Circo Teatro; i salti alla corda della Troupe Acrobatica Di Shandong; la performance di Alexander Batuev, uno dei migliori contorsionisti del momento; il numero di rara potenza dei Five Boys, tra breakdance, acrobazie ai pali cinesi e mano a mano; i virtuosissimi alla bascula dei 12 artisti mongoli della Troupe Zola. Fil rouge dello show, come da tradizione, la clownerie, affidata in questa serata ai surreali interventi del belga Elastic.

“Questa pandemia ci ha fatto toccare con mano, ci ha fatto sperimentare la nostra estrema debolezza, ci ha fatto sperimentare la nostra vulnerabilità, la nostra fragilità.” Parla a Rai Vaticano il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, nello Speciale Notte di Natale di “Viaggio nella Chiesa di Francesco”, il programma di Massimo Milone e Nicola Vicenti, in onda su Rai 1 domani alle ore 23.30. Alla domanda se saremo migliori o peggiori dopo questa pandemia, Parolin risponde che molto dipende da noi: “Non dico tutto ma quasi tutto sta nelle nostre mani, come sapremo gestire come sapremo vivere questo momento e quali insegnamenti ne sapremo trarre. Il Papa nell’Enciclica “Fratelli tutti” ci ha dato delle direttive molto chiare, molto trasparenti. E allora potremo rispondere che saremo migliori se ci incammineremo per quella strada. L’invito del Cardinale è a non perdere la speranza, in questo Natale tutti dobbiamo essere fiduciosi. “Io credo che la fede sia fondamentale per dare forza e coraggio alla vita di tutti perché la vita si scontra continuamente con tanti limiti e con tante sconfitte e con tanti insuccessi. Le parole con cui la Chiesa annuncia il Natale sono ancora quelle dell’Angelo “annuncio per voi la nascita del Salvatore” questo è il punto, nasce colui che può dare una risposta alle nostre domande di senso, alle nostre domande di consistenza ai nostri bui ai nostri smarrimenti, come dice il Papa “Chi è con Cristo non è mai solo”. E dalla Terra Santa, orfana di pellegrini e fedeli a causa del Covid, le parole di Monsignor Pierbattista Pizzaballa, neo Patriarca di Gerusalemme dei Latini: “Sarà un mio dovere come Patriarca fare in modo che la voce della Chiesa e dei cristiani sia sentita. Noi istituzioni della Chiesa dobbiamo forse essere più uniti e parlare con più forza per la pace in questa terra.” E ancora, le rotte, gli scenari diplomatici e pastorali del Magistero di Papa Francesco. Dopo un anno senza viaggi, l’annuncio della visita apostolica in Iraq. E nell’ottica di una prospettiva pastorale va letto il rinnovo dell’Accordo provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese per la nomina dei Vescovi. Oltre 180 i sacerdoti morti per Covid. Con il Cardinale Matteo Zuppi, nella casa del clero di Bologna: il ricordo commovente di testimoni fedeli di una vita trascorsa in parrocchia, tra la gente. Dice a Rai Vaticano l’arcivescovo Zuppi ; “La solitudine degli anziani è una condanna per loro e anche una condanna per chi li lascia soli perché ci priviamo, appunto, di queste radici. Bisogna difendere la loro vita perché, purtroppo, con la pandemia la maggior parte delle vittime sono proprio loro. Devono essere protetti e il primo luogo dove tenerli al sicuro è proprio la loro casa.” I Musei Vaticani, chiusi dal 5 novembre, aprono in esclusiva per Rai Vaticano le loro porte nella notte di Natale per mostrarci la Natività di Raffaello dal frammento della predella della Pala Oddi. “Abbiamo voluto accogliervi oggi in questo Natale così particolare per tutti noi e per il mondo intero, per dare con Raffaello un segno di gioia. Questa predella è un po' il simbolo, non soltanto dell’arte di Raffaello, ma della capacità che ha Raffaello di intenerire i cuori, di arrivare all’animo di ognuno di noi” dice il Direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta. E infine, il bambino in pietra, realizzato a New York dallo scultore Jago e posto a Napoli, la città del presepe, in piazza del Plebiscito, incatenato, adagiato sul pavimento della piazza, come simbolo della fragilità umana e del suo possibile riscatto. “Un bambino non ha colpe, un bambino è chiaramente il futuro, è il futuro nelle nostre mani. Quindi la responsabilità è nostra, di chi ha o dovrebbe avere coscienza.” E dalla Sanità, dove Jago si è stabilito, le parole di don Antonio Loffredo, parroco del quartiere a lasciarsi interrogare dalla nascita di Gesù. “Natale, come dice Banksy, è come l’arte. E l’arte deve venire a disturbare il confortato e a confortare colui che è disturbato”.

Domani alle 21.20 su Rai Movie (canale 24 del digitale terrestre) va in onda “Amore, cucina e curry”, l’esilarante commedia di Lasse Hallström con Helen Mirren. Madame Mallory è una chef di fama internazionale premiata dalla Guida Michelin, il suo ristorante è il punto di riferimento culinario di Saint-Antonin-Noble-Val, paesino del sud della Francia. Quando Hassan Kadam e la sua famiglia indiana decidono di aprire un ristorante asiatico a pochi metri di distanza da quello di Madame Mallory, la donna si sente minacciata e inizia a far la guerra alla Maison Mumbai. L’iniziale rivalità tra i due ristoranti, si trasformerà ben presto in una forte complicità e le due realtà culturali e culinarie riusciranno a convivere felicemente trasformando la rivalità in un grande successo. Tratto dal bestseller "Madame Mallory e il piccolo chef indiano" di Richard C. Morais, il film è stato prodotto da Steven Spielberg e Oprah Winfrey.

Domani alle 21.10 Rai4 (canale 21 del digitale terrestre) dedica la prima serata della Viglia di Natale a una delle più amate favole moderne che Hollywood abbia prodotto, “Edward mani di forbice”, di Tim Burton e con un giovane Johnny Depp. Da sempre interessato alla poetica del freak, Tim Burton ha avuto carta bianca, dopo il successo di Batman, per dar sfogo a tutta la sua macabra fantasia e così ha dato vita a una sua personalissima interpretazione di Frankenstein. Lasciato incompiuto dal suo creatore, che muore prima di fornirlo di un paio di mani, il deforme Edward viene adottato dalla famiglia Boggs e si innamora, ricambiato, della giovane Kim, ma dovrà scontrarsi con i bigotti cittadini che lo tratteranno alla stregua di un mostro. Una favola romantica che riflette sul ruolo del diverso nella società e che si fa forte di un cast che comprende, oltre al protagonista Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Alan Arkin e il beniamino dell’horror classico Vincent Price, alla sua ultima interpretazione.

È stata una delle donne più importanti del Medioevo. Ha saputo coniugare la vocazione mistica con l’azione politica. Ha saputo opporsi ai costumi della sua epoca, che volevano la donna madre di famiglia o monaca chiusa in clausura, e ha scelto di pregare il suo Dio in una celletta della casa paterna e al tempo stesso di muoversi nel mondo per salvare la Chiesa. È Caterina da Siena. A “Passato e Presente”, in onda domani alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, la professoressa Maria Giuseppina Muzzarelli e Paolo Mieli approfondiscono la vita e le opere di questa santa mistica e politica. Con le sue lettere e la sua presenza riesce a convincere Papa Gregorio XI a lasciare la sede di Avignone e tornare a Roma. Ma a Roma il suo sogno si infrange: il nuovo papa Urbano VI, non riesce a tenere unita la Chiesa. E con lo scisma d’occidente la Cristianità si divide. Caterina ha fallito, non mangia più e si lascia morire. Quella di Santa Caterina è una figura da capire e riscoprire.

L'avventura del grande repertorio classico in tv in una serata guidata dall’indimenticabile Maestro Ezio Bosso. E’ “Che storia è il Natale”, in onda domani alle 21.15 su Rai5, dedicato alla musica e alla vita del compositore che più amò la festività del Natale: il grande Čajkovskij. Con l'originalità imprevedibile del suo approccio, il Maestro Bosso avvicina il pubblico alla Sesta Sinfonia - la celebre Patetica - rivelandone i misteri e aprendosi a riflessioni e profondità lontane da ogni possibile cliché. Una sorpresa, animata da digressioni musicali e non solo, con ospiti anch'essi imprevedibili, noti e meno noti, tutti fortemente coinvolti nel racconto e nell'intensità dell'esperienza musicale dal vivo. Realizzata nel cuore della Tuscia, al Teatro dell'Unione di Viterbo, il programma vede protagonista, accanto a Bosso e ai suoi ospiti, l'Orchestra Europa Filarmonica e il Coro Filarmonico Rossini di Pesaro. Regia di Claudia De Toma.

Calde atmosfere natalizie per la Vigilia di Natale: il viaggio di “Lineabianca”, in onda domani alle 14.00 su Rai1, con Massimiliano Ossini e Giulia Capocchi, fa tappa a San Martino di Castrozza - Passo Rolle, nell'alta valle del Primiero, nel Trentino orientale. Si parte da quota 2.939 metri sul livello del mare, Cima Fradusta, nella cornice delle maestose Pale di San Martino, in compagnia della guida alpina Lino Zani. In sommario, inoltre, la raccolta dei frutti della terra, il buon cibo a chilometro “0”, le ricette della tradizione, la gestione dell’orto grazie ai preziosi consigli del vicino, un’accoglienza semplice e genuina in un contesto naturale spettacolare: con Linda e Matteo, in Val Vanoi, il coraggio di cambiare e la proposta di un “turismo sostenibile”. Impianti che vanno ad energia rinnovabile al 100%, un sistema di innevamento artificiale totalmente privo di qualsiasi additivo, uno skipass completamente biodegradabile, ingegnose novità tecnologiche, specifiche dell’inverno, per contenere la pandemia: a Passo Rolle, la sostenibilità del comprensorio sciistico di San Martino di Castrozza. Da Milano ai boschi di Canal San Bovo: lungo le rive del lago Calaita, in passeggiata con i lama, pietra dopo pietra, la realizzazione del sogno di Clelia e, con il Direttore del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, la corretta gestione del territorio e la tutela dell’ambiente, un binomio inscindibile. Quattordici milioni di alberi abbattuti, 2,9 miliardi di euro i danni economici quantificati: a poco più di due anni dalla “Vaia”, la tempesta perfetta che ha devastato intere aree boschive nelle valli alpine di Lombardia, Trentino, Veneto e Friuli, un interessante focus sulle attività di recupero e sullo stato di salute delle foreste delle Alpi Orientali. Una sedia posizionata negli angoli più suggestivi del paese, un campanello pronto ad essere suonato, una persona che si mette a disposizione per rispondere alle domande o semplicemente dare un’informazione: a Mezzano, il progetto della “Sedia Rossa”, eloquente esempio di come si riescono a valorizzare le cose più semplici e a condividerle con i turisti, sempre più alla ricerca di esperienze, emozioni ed autenticità.

La prima opera assoluta dell'architettura gotica, dove il suo creatore, l'abate Sugerio, impiegò per la prima volta l'arco acuto e gli archi rampanti. La basilica di Saint Denis è al centro dell’appuntamento con “I segreti delle cattedrali”, in onda domani alle 22.10 su Rai Storia, con un’introduzione del professor Alessandro Barbero. La cattedrale rappresenta un modello che poi si irradiò in tutta l'Europa medievale. Dall'inizio dell'umanità i templi più belli sono stati dedicati al sole e alla luce divina. Fino all'XI secolo, gli edifici cristiani non privilegiavano la luce, ma piuttosto l'ombra e solo una rivoluzione architettonica riporterà la luce al primo posto. Il responsabile di questa rivoluzione è un monaco con un destino speciale, Padre Sugerio. Quest'uomo di umili origini avrà una vita sorprendente che lo porterà fino alla corte del re e il suo genio e la sua passione cambieranno la chiesa dentro e fuori. Il suo amore per la luce, le reliquie, l'oro, i colori modificheranno il vecchio concetto di chiesa austera e povera.

Un Natale con la nuova stella italiana del pianoforte, con uno dei giovani soprani più richiesti di oggi e con uno dei direttori d’orchestra italiani più affermati della nuova generazione. Sono Beatrice Rana, Aida Garifullina e Michele Mariotti, i protagonisti del tradizionale Concerto di Natale del Teatro alla Scala, che Rai Cultura trasmette domani alle 10.25 su Rai1 e in replica venerdì 25 dicembre alle 16.40 su Rai5. Il programma è interamente dedicato a Wolfgang Amadeus Mozart, e si apre con il suo Concerto n. 9 in mi bemolle maggiore KV 271 per pianoforte e orchestra, noto come Jeunehomme-Konzert, con Beatrice Rana come solista. La pagina fu scritta nel 1777 dopo l’incontro a Salisburgo con la pianista francese conosciuta come Mademoiselle Jeunehomme: una virtuosa che stimolò con il suo pianismo e la sua personalità l’immaginazione del compositore ventiduenne. A seguire Exultate Jubilate KV 165, il mottetto composto da Mozart a Milano, nel gennaio 1773, per il castrato Venanzio Rauzzini, che si distingue per la varietà dell’accompagnamento strumentale e per l’eleganza dell’invenzione melodica. A interpretarlo il soprano russo Aida Garifullina. In chiusura l’ultima sinfonia scritta da Mozart, la n. 41 in do maggiore KV 551 detta “Jupiter”, che secondo le parole del direttore Michele Mariotti "è una pagina somma, in cui l’apoteosi della sapienza contrappuntistica si tramuta in una delle più alte espressioni musicali mai realizzate".