Monica Bellucci è «The Girl in the Fountain», ma senza stereotipi

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Per il documentario «The Girl in the Fountain» Monica Bellucci si è messa nei panni di Anita Ekberg.

La performance è valsa all'attrice il premio Stella della Mole, ricevuto il 30 novembre al Festival di Torino.

In quell’occasione, la 57enne ha tenuto anche una masterclass per confrontarsi col pubblico sui punti salienti del documentario e ha discusso sul perché oggi non esistono più gli stereotipi che hanno messo in gabbia la Ekberg.

«Per fortuna oggi i tempi sono cambiati e io ho avuto l'opportunità di fare altre scelte e non sentirmi così chiusa dentro uno stereotipo», ha dichiarato Monica Bellucci sul palco dell'UCI Lingotto, secondo Ansa.

«Il fatto è che era allora un periodo storico totalmente diverso. Quando Anita Ekberg lavorava in Italia si diceva, ad esempio, che per un'attrice era meglio non fare figli perché se no si sarebbe vista non più come un oggetto del desiderio, ma come una madre».

«The Girl in the Fountain» è stato creato mettendo insieme immagini di repertorio e fiction, risultato che per Monica ha dato vita a «un piccolo gioiello utile a dare luce a questa donna a cui è stata tolta per troppo tempo durante la sua vita. Una donna che, come si vede anche nella scena dell'arco (usato dalla diva contro i paparazzi, ndr) , ci ha insegnato a difenderci. Lei è sempre stata un'immagine positiva di cui tutti si sono innamorati. Un'immagine che mi è venuta voglia di difendere».

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