Monica Bellucci torna a teatro in Italia nei panni di Maria Callas

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Photo credit: ANNE-CHRISTINE POUJOULAT - Getty Images
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Maria Callas per una notte, anzi per quattro. Monica Bellucci torna a teatro in Italia per vestire i panni della Divina in uno spettacolo tutto da vedere dal titolo Maria Callas. Lettere e Memorie. Nata come modella e cresciuta come attrice di televisione e cinema, dopo l'esperienza dello scorso anno a Parigi e a Spoleto l'ex moglie di Vincent Cassel torna a calcare il palcoscenico avvolta dal colore del pubblico del Teatro Manzoni di Milano, dell'Auditorium Parco della Musica di Roma e al Teatro Goldoni di Venezia che il 21, il 23, il 26 e il 27 novembre la ospiteranno per una breve tournée in giro per la Penisola prima degli appuntamenti di Istanbul e Londra del 15 e del 20 dicembre.

A ventiquattro anni dalla morte della cantante lirica, il regista Tom Volf, cofondatore della Fondazione Maria Callas, compie il miracolo e riporta in vita il soprano attraverso l'interpretazione di Monica Bellucci, che della vita dell'artista ripercorre i momenti più significativi, dall’infanzia modesta trascorsa a New York, agli anni della guerra ad Atene, dal debutto in sordina all’Opera, fino alle vette di una carriera internazionale, segnata da scandali e tribolazioni personali, cadute e rinascite, prima del definitivo ritiro dalle scene. Accanto alla carriera della cantante, la narrazione lascia spazio anche alla vita privata della donna, che tra l’amore idealizzato per suo marito e la passione travolgente per Onassis non rinunciò mai al suo spirito combattivo e pugnace.

Photo credit: LOUISA GOULIAMAKI - Getty Images
Photo credit: LOUISA GOULIAMAKI - Getty Images

Concepito in tre parti, il racconto prende avvio dalle stesse lettere della Callas e segue la scansione temporale dei tre decenni attraversati dall'artista: gli Anni 50 con le prime esibizioni e il matrimonio con l'imprenditore Giovanni Battista Meneghini, gli Anni 60, caratterizzato dall'incontro con Onassis e dalla loro travolgente storia d'amore, e gli Anni 70, i suoi ultimi, intrisi di nostalgia e solitudine. "Per la prima volta – spiega Volf in conferenza stampa – è lei a raccontare la sua storia, non più altri a parlare per suo conto. Ed è proprio attraverso queste numerose lettere, indirizzate a persone a lei vicine, alcune anonime, altre famose, che arriviamo a scoprire una donna irriconoscibile e sconosciuta; forte e vulnerabile allo stesso tempo; piena di ambizione e di sogni nei suoi anni più giovani; piena di dubbi e di sofferenza nei suoi ultimi anni".

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