Monroe, Montand e Signoret: storia di un triangolo pericoloso

Di Redazione Gente
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Photo credit: Marilyn Monroe e Yves Montand
Photo credit: Marilyn Monroe e Yves Montand

From ELLE

Lui la tradì con la donna più bella del mondo e lei diventò la cornuta più celebre del mondo. Da allora non fu più la stessa persona. Anche il suo aspetto cambiò profondamente. Così, nel libro dedicato ai suoi nonni, il presentatore francese Benjamin Castaldi, 50 anni, riassume l’adulterio che nel 1960 riempì le pagine dei rotocalchi di tutto il mondo e mandò in crisi una coppia simbolo del cinema d’Oltralpe: Simone Signoret e il marito Yves Montand. Tra di loro si mise la diva più diva d’America, Marilyn Monroe, all’epoca infelicemente sposata con lo scrittore Arthur Miller. Un triangolo formato da autentici mostri sacri del cinema: l’interprete di Casco d’oro, l’attore e chansonnier lanciato da Edith Piaf, la venere bionda di Quando la moglie è in vacanza.

La tresca nasce a Hollywood, sul set di Facciamo l’amore, commedia romantica che Montand e Monroe interpretano sotto la direzione di George Cukor. L’attore, 39 anni, è un uomo fascinoso e infedele. L’attrice americana, 33 anni, un sex symbol in cerca d’amore. Accade quello che deve accadere, ma la stampa è in allerta e la notizia circola rapidamente, suscitando un putiferio: davvero gli attori più uniti e impegnati di Francia stanno per lasciarsi per colpa di Marilyn?

Photo credit: Marilyn Monroe e Yves Montand
Photo credit: Marilyn Monroe e Yves Montand

Castaldi, che riprende la vicenda in Je vous ai tant aimés (Vi ho amato tanto), uscito due settimane fa nelle librerie francesi, è figlio dell’unica figlia di Simone Signoret, Catherine, nata dal primo matrimonio dell’attrice con il regista Yves Allégret e adottata dal secondo marito, Yves Montand.

"Con mia nonna non ho mai parlato di questa storia", ha commentato Castaldi dopo la pubblicazione del libro. "Ma con Montand, così lo chiamavano i familiari stretti, sì. Mi ha raccontato che Marilyn era solo una fantasia passeggera".

Photo credit: Arthur Miller, Simone Signoret, Yves Montard e Marilyn Monroe
Photo credit: Arthur Miller, Simone Signoret, Yves Montard e Marilyn Monroe

Una fantasia che tutti gli uomini dell’epoca avrebbero voluto avere. Sta di fatto che la coppia non si dice addio e supera la crisi, anche se Simone, abituata alle scappatelle del marito, questa volta accusa il colpo e soffre moltissimo. Il grande amore che li unisce, sbocciato alla fine degli Anni 40, non è in discussione. Eppure, dentro di lei qualcosa si spezza. Si consola con l’alcol e con il cibo, si gonfia e invecchia velocemente, più di qualunque altra collega.

"C’è un prima e un dopo per lei rispetto a quel tradimento", ha spiegato il nipote. "Prima era una donna innamorata, radiosa, bellissima. Poi il tempo è accelerato di colpo e lei, fisicamente, ha iniziato a dimostrare più della sua età, accettando gli anni che passavano. Mia nonna era una donna libera. E la libertà suprema è poter controllare tutto, anche il proprio fisico, scegliendo di lasciarsi andare".

Simone e Yves s’incontrano nell’agosto del 1949 in una pensione di Saint-Paul de Vence, in Provenza, dove alloggiano entrambi. Lei, nata in Germania, padre di origini polacche e tedesche, porta il cognome della madre, di buona famiglia francese. Ha una bellezza luminosa e intensa, una carriera di attrice ben avviata e un marito, il regista Yves Allégret, che l’ha diretta in Dédée D’Anvers (1948). L’artista è in vacanza in Provenza con la figlia Catherine, tre anni, e alloggia alla Colombe d’Or, un posticino tranquillo che anche Yves Montand ha scoperto da qualche anno. Ivo Livi, questo il vero nome dell’attore, è nato a Monsummano Terme (Pistoia), ma è giunto in Francia a 3 anni, quando la famiglia ha lasciato l’Italia per non piegarsi al fascismo. È un uomo alto e sottile, dal sorriso scanzonato, un gran seduttore. Ha fatto breccia anche nel cuore di una diva come Edith Piaf, che l’ha lanciato nei teatri parigini e nel mondo del cinema.

Nell’estate del 1949 Montand si rifugia alla Colombe d’Or nelle pause di una tournée. Con Simone è un colpo di fulmine. I due si ritrovano alla stessa tavolata, si divorano con gli occhi, parlano senza sosta. Quando il pranzo finisce non riescono a concludere la conversazione e andarsene. Poi, all’improvviso, Montand afferra il polso di Simone e non trova altro da dirle se non: "Hai delle articolazioni molto belle". "È il miglior complimento che abbia mai ricevuto", risponde lei. "Chissà che cosa sarebbe successo se quel pomeriggio Montand non avesse usato questo omaggio singolare", si è chiesto Castaldi. "Forse mia nonna non avrebbe accettato di accompagnarlo nella sua stanza".

Di lì a qualche giorno l’attore riparte per la tournée, ma dopo una manciata di ore telefona alla locanda e si fa passare Simone. Quando torna, lei è lì ad aspettarlo. In seguito, arriva da Parigi anche Allégret, per raggiungere moglie e figlia. Ma l’attrice gli va incontro lungo la strada e gli spiega che tra loro due è finita.

Due anni dopo Yves e Simone si sposano a Saint-Paul de Vence. I testimoni sono il poeta Jacques Prévert e il titolare della Colombe d’Or. La casa parigina della coppia diventa un punto d’incontro per gli amici artisti e intellettuali. Simone e Yves frequentano Giacometti, acquistano i quadri di Braque, condividono gli stessi ideali e le simpatie per il partito comunista. Le rispettive carriere, intanto, procedono senza sosta.

Il loro amore è solido, intenso, a dispetto dei tradimenti di lui: “Ti amo. Può sembrare stupido o mostruoso”, si legge in un biglietto dell’attrice al marito. “Mi dispiace non averti potuto chiamare stamattina. Penso a te, mio angioletto ed è meraviglioso. L’italiano”, le scrive Montand.

La fama di “rossi” li priva a lungo della possibilità di ottenere un visto negli Stati Uniti. Finché, nel 1960, Simone vince l’Oscar per la migliore interpretazione di La strada dei quartieri alti e i due partono per Los Angeles. Qui Montand accetta la proposta di Cukor. La coppia francese alloggia in un bungalow adiacente a quello di Arthur Miller e Marilyn Monroe. I quattro si vedono spesso a cena e Simone non avverte il pericolo finché è troppo tardi. La passione travolge i due amanti sotto i suoi occhi. "Era la sua vulnerabilità femminile a colpirmi di più, quando dimenticavo di essere accanto alla diva Monroe", racconterà l’attore, aggiungendo: "Nemmeno per un secondo ho pensato di rompere con mia moglie, ma se lei avesse sbattuto la porta, probabilmente avrei ricostruito la mia vita con Marilyn".

Simone non sbatte la porta. Si limita a tornare a Parigi, umiliata, in attesa che tutto finisca. Come sempre. E così accade, nonostante i tentativi di Marilyn per tenere con sé Montand. Da quel momento, però, Signoret sembra in preda a un desiderio di annientarsi. Tuttavia non rinuncia al cinema: nel 1970 interpreta L’evaso, accanto a Delon, nel 1977 è una ex prostituta in La vita davanti a sé. Il marito, intanto, lavora con registi come Costa Gavras e Alain Resnais, canta a Parigi e nelle più importanti capitali del mondo i versi di Les feuilles mortes, C’est si bon, Le chemin de la liberté. E mentre lei sfiorisce lui è sempre più affascinante.

Commenterà con gratitudine Montand: "Il bello di Simone è che non mi ha mai impedito di farmi un buon mezzo litro quando avevo sete. Nel 1960 si rese rapidamente conto che non si poteva lasciare un signore di 39 anni e nella piena forza dell’età per tre mesi a Hollywood con una donna come Marilyn fra le braccia". Anni dopo, nelle sue memorie, l’attrice scrive parole generose sulla rivale: “Non l’ho detestata”.

Simone Signoret muore per un tumore nel 1985 e Yves le è accanto. "Non hanno mai smesso di amarsi", assicura il nipote. "Si tenevano la mano e guardavano la Tv come due vecchi qualsiasi, stesi sul letto. Montand poi, volle la loro coperta sopra il suo corpo, nella bara, quando se ne andò". Al funerale dell’attore, nel 1991, c’è la nuova compagna Carole Amiel, più giovane di 39 anni: nel 1988 lo ha reso padre di Valentin.

Testo di Silvia Casanova

Tutte le foto sono state pubblicate da Gente